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96361
IDG750401823
75.04.01823 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
stoppino mario
potere, intenzione e interesse
Riv. it. sc. pol., an. 3 (1973), fasc. 3, pag. 461-490
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
f2; f3214
l' a. inizia ponendo in rilievo le ragioni per cui gli scienziati politici rigetterebbero il termine "potere" al fine di designare ogni nesso di causazione sociale, e adotterebbero viceversa il termine "intenzione". d' altro canto, e' da considerare che vari tipi di causazione sociale non-intenzionale sono cosi' strettamente correlati alla causazione sociale intenzionale, che la loro esclusione dall' area delle relazioni di potere non risulta convincente. l' a. inoltre ritiene il concetto di "atteggiamento favorevole" proposto da d. m. white troppo indefinito, e suggerisce a sua volta quello di "interesse", a suo parere analiticamente piu' pregnante. quindi, approfondendo i punti di vista di harold lasswell e di karl deutsch, egli definisce "interesse" sulla base di 3 elementi: aspettativa di una ricompensa; disposizione ad agire al fine di acquistare o mantenere la ricompensa attesa; applicazione selettiva dell' attenzione rispetto all' oggetto dell' interesse. in conseguenza a tutto cio', il concetto di potere ricomprende la causazione sociale intenzionale e quei nessi di relazione sociale non-intenzionale in cui il comportamento di a (che causa il comportamento di b) e' accompagnato da una disposizione della mente che puo' essere caratterizzata come interesse verso il comportamento di b. l' a. sostiene infine che tale concetto allargato di potere puo' essere utile allo studio delle continuita' di potere, provvedendo a fornire un piu' adeguato punto di partenza per l' analisi delle c.d. "non-decisioni".
Ist. filosofia del diritto - Univ. FI PV ROMA



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