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| IDG871302909 | |
| 87.13.02909 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Galante Garrone Alessandro
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| I conti del Papa
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| Stampa, an. 121 (1987), fasc. 228 (29 settembre), pag. 1
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D944; D9415; D18410; D18433
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| Giovanni Paolo II ha espresso la sua solidarieta' alla CEI per la
posizione assunta sulla questione dell' insegnamento della religione,
ricordando l' altissima percentuale di aderenti all' insegnamento. L'
A. manifesta il suo stupore per il fatto che un Papa faccia ricorso
ad argomenti statistici su questioni religiose, e si domanda comunque
se il 90% di avvalentesi non sia dovuto alla "forza d' inerzia della
consuetudine e alla mancanza di serie alternative"; l' A. si richiama
anche ad uno studio dello storico Rosario Romeo, secondo il quale in
Italia "i cattolici sono ormai una pur cospicua minoranza". Per
quanto riguarda poi la collocazione oraria della religione, afferma
che spetta solo allo Stato ogni decisione in materia, e giudica
indebita ogni interferenza dei vescovi, motivata probabilmente dal
timore di veder diminuire quel 90% di avvalentesi. L' A. conclude che
nella Costituzione non v' e' solo l' "infausto" art. 7, ma ve ne sono
anche altri a tutela delle liberta' dei cittadini, e lo Stato deve
applicarli. (Titolo: 2 col / Testo: 1.1 col).
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| art. 7 Cost.
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| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
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