| Onorevoli Colleghi! -- Non è il caso di discettare molto,
comunque, la realtà italiana, ormai, è davanti agli occhi di
tutti, inutili spese, sprechi, scandali, sperpero del denaro
pubblico, in una sempre maggiore e più aggravata forma di
burocrazia, che, un tempo solo di "tipo" verticale, oggi, con
tutte le forme di "assemblee democratiche cosiddette di
partecipazione", anche di tipo nuovo, "orizzontale",
congiurano contro la qualità e celerità del servizio pubblico
di ogni genere, verso i cittadini.
Una delle fonti di maggior spesa e sperperi, causa di
scandali a non finire, con provata inefficienza sia
amministrativa come legislativa e, in genere, gestionale,
è stata certamente l'istituzione delle regioni: enti
inutili e dannosi, sperperatori di denaro pubblico,
moltiplicatori delle difficoltà dei cittadini per essere
consci delle norme vigenti, esaltatori solo delle differenze,
posti sul territorio senza criterio alcuno, sulla base di una
divisione del territorio nazionale fatta per esigenze postali
nel secolo scorso. In pratica, una ridda di governucoli
locali, che costituiscono di per sé una situazione che solo
l'idea delle tre repubbliche e dello Stato federale propugnato
da Bossi potrebbe, in qualche modo, ancora peggiorare. Infatti
sino ad ora, queste regioni sono solo riuscite ad aggravare ed
esaltare non tanto le autonomie locali, quanto le antinomie in
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Italia, che, di per sé, non ne aveva bisogno, posto che era
"stata fatta... ma non erano ancora stati fatti gli italiani",
specie dopo la disfatta militare del 1945, gabellata per
vittoria dai soliti "bene informati".
La riforma non può che passare attraverso una revisione
notevole della Costituzione
con la modificazione degli articoli 114, 129, 130 e 133
e con l'abrogazione degli articoli 115, 116, 117, 118, 119,
120, 121, 122, 123, 124, 125, 126, 127, 130, 131 e 132.
Pertanto si chiede la pronta approvazione della presente
proposta di legge di revisione costituzionale.
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