| Onorevoli Colleghi! -- Numerosi sono nel nostro Paese i
lavoratori che, per poter sopravvivere, sono costretti a
sottoporsi a trattamenti terapeutici iterativi: basti citare,
come esempio, gli emodializzati che sono costretti ad
effettuare la dialisi, in media, tre volte alla settimana,
assentandosi, naturalmente, dal posto di lavoro.
Attualmente la normativa dell'INPS - che ricalca le norme
INAM - considera questa assenza come assenza per malattia ed
il lavoratore deve assentarsi per l'intera giornata per poter
percepire la relativa indennità.
La durata di un trattamento di dialisi va da tre ore e
mezzo a cinque ore: organizzandosi quindi opportunamente, il
lavoratore, una volta conclusa la terapia,
può, nella stessa giornata, tornare al suo posto di lavoro e
riprendere la sua attività evitando così un cumulo annuale di
giornate di malattia che, oltre ad essere un carico inutile
sia per il datore di lavoro - pubblico o privato - che per
l'INPS, può giungere fino alla espulsione dal mondo del lavoro
di persone perfettamente in grado di dare un valido
contributo, malgrado il loro handicap.
Questa proposta di legge ha il fine di porre un rimedio a
questa situazione. Invece di obbligare il lavoratore che deve
assentarsi dal posto di lavoro, per sottoporsi ad un
trattamento terapeutico iterativo indispensabile per rimanere
in vita, ad assentarsi per l'intera giornata, cumulando così
un numero eccessivo di assenze per malattia, si propone di
riconoscergli
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il diritto ad un permesso retribuito che copra le ore
in cui deve effettuare la terapia, fermo restando che, se
questa dovesse protrarsi per l'intera giornata lavorativa, si
applica il normale trattamento di malattia.
La retribuzione viene anticipata dal datore di lavoro e
rimborsata dall'INPS che, evidenziandola in apposita
contabilità, la pone a carico dello Stato, del Fondo
sanitario nazionale.
E' questa una proposta che, se approvata dal Parlamento,
potrà mettere fine ad una situazione che non esitiamo a
definire gravemente lesiva del diritto al lavoro di tanti
cittadini che, altrimenti, sono messi di fronte a drammatiche
alternative.
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