| Onorevoli Colleghi! - I problemi ecologici ed
ambientali si sono focalizzati sino alla metà degli anni
settanta soprattutto in azioni, proteste e in certi casi vere
e proprie battaglie per tutelare determinate porzioni di
territorio meritevoli dal punto di vista naturalistico.
L'individuazione dei contenuti e l'ubicazione delle aree
sono state, in quegli anni, il primo oggetto specifico
dell'attività di consulenza del "naturalista" e cioè sia il
laureato in scienze naturali in senso stretto che l'amatore e
cultore di questa disciplina così vasta e affascinante.
Si profilava in quegli anni una nuova figura professionale,
il consulente naturalista, che già operava di fatto nei musei,
università, uffici forestali dei vari enti competenti e nelle
associazioni naturalistiche.
Esaurita l'ondata "ecologista" dei divieti assoluti, della
tutela integrale che non portava però nessun suggerimento
pratico se non qualche generico provvedimento urbanistico, si
profilava la necessità di un intervento professionale più
specifico ed esecutivo.
Sorsero così negli ultimi anni alcune nuove discipline di
tipo naturalistico quali:
le valutazioni di impatto ambientale;
l'ingegneria naturalistica e le tecniche di rinaturazione,
la progettazione e gestione dei parchi naturali;
la gestione della fauna selvatica;
l'educazione ambientale;
la fruizione naturalistica.
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L'elenco potrebbe proseguire e comprendere tutto ciò che di
propositivo, progettuale, produttivo, applicativo, può essere
attualmente espresso, nel settore naturalistico, dal laureato
in scienze naturali, che per il suo curriculum di studi
appare il più indicato ad assolverli anche a fronte di una
sempre più esigente e qualificata richiesta dell'opinione
pubblica, spesso tradotta in leggi statali e regionali.
E' già prassi comune che ogni progetto di cava, strada,
ferrovia, ecc. sia corredato da progetti di impatto e
ripristino dell'ambiente con il contributo professionale del
dottore naturalista, il cui intervento è da tempo affermato
nella progettazione dei parchi e delle riserve naturali specie
in alcune regioni che su tale problematica hanno condotto
interessanti esperienze.
I campi di applicazione delle potenzialità professionali
del naturalista sono numerosi e si profila ormai un cospicuo
numero di laureati che potranno dedicarsi alla libera
professione: da ciò l'esigenza, non più rimandabile, di
definire per legge l'ordine dei naturalisti.
Si ricorda che la categoria già esiste e fa capo per il
momento all'Associazione italiana naturalisti (AIN), fondata a
Torino nel 1974, la quale conta oggi 1.600 soci ed è
organizzata in 19 sezioni regionali. Dal 1983 ad oggi
l'associazione ha organizzato numerosi congressi nazionali ed
internazionali sui tempi dell'impatto e delle ricostruzioni
ambientali. Vanno citati gli ultimi due: quello di Torino del
1990 sull'ingegneria naturalistica e quello internazionale di
Genova del 1991 sull'impatto ambientale in Europa, con oltre
500 partecipanti italiani ed esteri. La collocazione
professionale dei laureati in scienze naturali è ormai ben
definita e operante negli ultimi dieci anni con centinaia di
liberi professionisti in tutta Italia.
Onorevoli colleghi, l'attualità e l'importanza delle
problematiche dianzi illustrate e la linearità delle norme
proposte portano ad auspicarne un positivo e sollecito esame
da parte della Camera anche in considerazione
dell'approfondito esame intervenuto nella X legislatura.
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