| Onorevoli Colleghi! -- Intendiamo presentare questa
proposta di legge già proposta, nella X legislatura,
all'attenzione degli onorevoli colleghi.
L'argomento che tratta e le soluzioni che propone sono
ancor oggi pienamente attuali e, pertanto, la riproponiamo
nella integralità dell'articolato e della relazione.
Affrontare i temi legati al mondo del lavoro non è certo
cosa semplice, specie alla luce delle molteplici problematiche
di carattere sociale che si vanno a toccare. In tal senso
sfugge, quindi, la inderogabile necessità di un
contemperamento delle varie istanze, fra le quali non può
essere sottaciuta anche l'esigenza di un contenimento del
costo del lavoro.
Ed è proprio con questo spirito, nell'intento di una
armonizzazione dei vari aspetti, che abbiamo sentito
l'esigenza di una proposta di legge per la istituzione di un
contratto ad orario ridotto da applicarsi
alle persone che, giunte all'età della pensione,
sentono di voler, e di poter fare parte dell'Italia che
lavora. Infatti si vuole riconoscere, da un lato, la
possibilità di prestare ancora servizio mantenendo le mansioni
svolte fino a quel momento, dall'altro il datore di lavoro può
contare su una persona professionalmente capace che, peraltro,
può meglio indirizzare al lavoro i giovani che ad esso si
affacciano.
Se noi consentiamo al lavoratore che ha raggiunto i 60 anni
(55 per le lavoratrici) di poter ancora prestare il suo
lavoro, risolviamo un grosso problema di carattere sociale in
quanto consentiamo ad una persona ancora nel pieno delle sue
forze di sentirsi attiva ed utile alla società. Tuttavia,
sempre per quanto attiene ad un approccio sociale del
problema, si riconosce la necessità, per una persona che
lavora già da decine di anni, di avere maggiore spazio e più
tempo da
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dedicare alla sua vita privata: in tal senso abbiamo ritenuto
indispensabile la riduzione dell'orario di lavoro, dimezzando
la sua giornata lavorativa.
Per il datore di lavoro sarà certo utile avere una persona
già esperta e capace, sulla quale poter ancora contare.
Inoltre - da un punto di vista meramente economico - un
contratto di lavoro di questo tipo viene ad essere molto
vantaggioso anche per il datore di lavoro, che dovrà
corrispondere uno stipendio dimezzato rispetto all'ultimo
stipendio percepito dal lavoratore (infatti esso è
proporzionato al ridotto orario di lavoro) e i versamenti
contributivi sono dovuti solo nell'ammontare minimo oggi
stabilito per i contratti di formazione e lavoro (articolo 2).
E' un impegno minimo che si richiede al datore di lavoro, ma
che, forse, può essere un piccolo aiuto in una politica - da
sempre perseguita dal MSI-destra nazionale - perché sia
riconosciuta una pensione "decorosa" a tutti i lavoratori.
L'INPS quindi, per un periodo massimo di tre anni, avrà dei
"pseudo-pensionati" ai quali dovrà corrispondere solamente la
metà della pensione da loro maturata (infatti hanno già
versato il massimo dei contributi) e riceverà quei versamenti
che verranno distribuiti in
forma di più eque pensioni. Terminato questo triennio (o
anche prima se il lavoratore lo decide) la pensione decorrerà
in misura integrale, a partire dal mese successivo alla data
di risoluzione del contratto ad orario ridotto.
Per quanto attiene al lavoratore abbiamo già fatto cenno
agli aspetti positivi che attengono alla "sfera sociale"; non
ci resta che sottolineare i vantaggi economici: il compenso
totale (metà della pensione e metà dello stipendio) che egli
percepirà alla fine di ogni mese, sarà comunque superiore
all'ammontare della sola pensione.
Quindi, lasciando al lavoratore la facoltà di farne
richiesta esplicita, il datore di lavoro dovrà assumerlo
secondo le norme indicate in questa nostra proposta di legge,
che riconosce comunque la possibilità di potere recedere dal
contratto anche prima dello scadere del triennio. Possibilità
che, come è evidente, viene riconosciuta al solo
lavoratore.
Onorevoli colleghi, la linearità degli scopi che ci
proponiamo di perseguire attraverso questa nostra iniziativa
ci consente di essere ottimisti sui tempi di approvazione
della proposta che oggi affidiamo alla sensibilità di questa
Camera.
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