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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


1208
DDL0179-0002
Progetto di legge Camera n. 179 - testo presentato - (DDL11-179)
(suddiviso in 10 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C179. TESTIPDL
...C179.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC179 ZZ11 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- La presente proposta di legge
  riproduce il testo unificato dei progetti di legge in materia
  di informazione sessuale nelle scuole statali, approvato dalla
  VII Commissione (Cultura) della Camera dei deputati nello
  scorcio finale della X legislatura.
    Tale testo si ritiene ancora valido perché rappresenta un
  elevato punto di incontro tra le forze politiche.
    Il dibattito sviluppato sui  mass media  durante
  l'esame della materia da parte della VII Commissione nella X
  legislatura
  e quanto fu allora sostenuto - non sempre correttamente - sui
  giornali ha confermato nella sostanza che quello oggi
  ripresentato è un provvedimento necessario e che da esso si
  potrà partire per costruire un discorso nuovo in quella che
  sarà la pratica quotidiana.
    Vi furono allora interpretazioni semplicistiche e riduttive
  e permangono tuttora diffidenze e perplessità, ma il testo che
  si sottopone all'esame delle nuove Camere appare chiaro negli
  obiettivi che si propone.
 
                               Pag. 2
 
    Tradurre legislativamente una materia equivale, nei fatti,
  a sancire un insieme di atteggiamenti e comportamenti, nonché
  complessi e variegati modi di sentire e di vivere alcune
  dimensioni della realtà.  Ciò implica, in definitiva, avere la
  capacità di filtrare i contenuti culturali e dare veste
  normativa ad esperienze già maturate.
    Nel caso in esame si trattava di predisporre un
  provvedimento che si facesse carico dell'inserimento in un
  sistema scolastico già dato di una disciplina di per sé molto
  delicata, non solo per il suo contenuto e perché implica la
  capacità di sviluppare un nuovo coinvolgimento
  psicopedagogico, ma anche perché di fatto rientra tra le
  materie non formalizzate né cristallizzate, le quali
  inevitabilmente trovano difficoltà pratiche nel collocarsi
  all'interno di un corpo didattico.  La proposta in esame,
  proprio perché ricca di tante implicazioni affettive ed
  etiche,nonché di valori, può rientrare tra le leggi di costume
  che ineriscono la morale e, in senso più largo, la cultura.
  Predisporre un tale testo ha comportato, quindi, prendere atto
  di una cultura diffusa, patrimonio di tutti, ed operare una
  riflessione su questa cultura, avvalendosi del contributo di
  esperti e specialisti che, nel corso delle audizioni tenutesi
  presso la VII Commissione nella scorsa legislatura, hanno
  consentito una migliore lettura dello stato delle cose in
  questo campo.
    Se un dibattito a più livelli si è andato attivando, ciò è
  anche per merito del lavoro svolto dalla Commissione cultura.
  In campo pedagogico, in particolare, ciò è avvenuto con
  maggiore evidenza anche perché, negli ultimi anni, i
  pedagogisti avevano affidato il compito di educare i giovani
  alla sessualità agli esperti sociosanitari, soprattutto da
  quando il discorso sul sesso ha dovuto far fronte
  all'emergenza AIDS.
    Il tentativo sotteso alla proposta di legge in oggetto è
  quello di promuovere un'informazione che non si limiti ad
  essere solo tale, perché, coinvolgendo inevitabilmente
  emozioni, affetti, sentimenti e valori, oltrepassa il compito
  che si è dato ed assume un ruolo educativo, cercando di dar
  vita ad un nuovo essere, ad una persona in grado di
  determinarsi responsabilmente, di darsi delle norme che
  consacrino il rispetto di sé e degli altri e di dire no alla
  violenza ed alla prevaricazione.  Una persona che guardi alla
  sessualità come momento non solo di piacere e di gioia
  reciproci, ma anche di responsabilità.  Si deve anche
  sottolineare che nella proposta di legge i termini antitetici
  di "informazione" e di "educazione" divengono parte di un
  binomio capace di reciproca integrazione.  Allo stesso modo,
  viene superata l'antitesi famiglia sì-famiglia no.  Il fatto
  che questa sia la prima comunità educante non significa che
  sia sempre in grado di educare alla sessualità e che ad essa
  non debba subentrare la scuola per portare avanti con profonda
  responsabilità questo compito.
    Peraltro, se alla scuola compete educare i giovani, perché
  si dovrebbe ritenere che da questo compito debba essere
  esclusa la sessualità, che rappresenta la dimensione di
  maggior rilievo nella personalità dei giovani?  D'altro canto,
  esistono famiglie in grossa difficoltà nell'assolvere questo
  compito.  Esse vanno dunque aiutate dalla scuola e dagli
  esperti che la scuola stessa potrà mettere a loro
  disposizione.
    Le famiglie possono, per converso, aiutare la scuola a
  meglio comprendere i loro figli, portando il contributo delle
  loro esperienze, di cui spesso sono protagoniste giovani
  coppie che, messo da parte il modello normativo, si trovano
  implicate in uno schema comunicazionale di non facile
  applicazione sia perché contro di esso si ergono i silenzi dei
  figli, sia perché sono gli stessi genitori ad essere incerti
  se parlare o meno.
    Vi è poi la situazione dei docenti, i quali si sentono
  improvvisamente gravati di un compito che ritenevano dovesse
  essere affidato agli insegnanti di scienze e biologia, magari
  aiutati da esperti provenienti dai consultori.  Il fatto che,
  in base alla presente proposta di legge, il sesso non sarà una
  materia a sé stante, confinata in un'ora di lezione, torna a
  coinvolgere
 
                               Pag. 3
 
  l'intero corpo docente per dar vita a momenti di
  interdisciplinarietà che vedranno il concorso di più materie
  (dalla lirica greca e dall'arte antica all'antropologia e alla
  storia), valutate con ottiche del tutto particolari, anche
  perché non continuino ad emergere percorsi tutti al maschile
  che nascondano quanto la cultura delle donne ha saputo dare
  nella evoluzione delle diverse civiltà.
    Saranno quindi necessari una riqualificazione degli
  insegnanti ed un loro aggiornamento, sia universitario sia con
  l'aiuto di esperti, i quali potranno fornire il loro
  contributo con veri e propri corsi di sensibilizzazione;
  infatti, per parlare di sesso
  bisognerà operare una riflessione su di sè e sulla propria
  sessualità.
    E' opportuno avanzare un'ultima considerazione: la proposta
  ha in parte tolto la parola ai giovani, poiché le istituzioni
  sono rappresentate dagli adulti, ma nel momento in cui la
  legge diverrà operante la parola tornerà ai giovani, poiché
  essa sarà attuata da loro, dai loro docenti, dalle loro
  famiglie.
    Per i motivi sopra esposti si ripresenta perciò il testo
  approvato nella X legislatura dalla VII Commissione della
  Camera dei deputati, auspicando che venga adottata la
  procedura prevista dal comma 1 dell'articolo 107 del
  regolamento.
 
DATA=920423 FASCID=DDL11-179 TIPOSTA=DDL LEGISL=11 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0179 TOTPAG=0007 TOTDOC=0010 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=014 PAGFIN=0003 RIGFIN=026 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=017900 00 FASCIDC=11DDL0179 SORTNAV=0017900 000 00000 ZZDDLC179 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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