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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


1350
DDL0224-0002
Progetto di legge Camera n. 224 - testo presentato - (DDL11-224)
(suddiviso in 8 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C224. TESTIPDL
...C224.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC224 ZZ11 ZZRL ZZPR
    Onorevoli  Colleghi! - Il Servizio sociale
  internazionale (SSI) è un'organizzazione internazionale
  professionale che opera a favore di tutti coloro - italiani,
  stranieri e apolidi - che presentino problemi la cui soluzione
  esige un intervento di servizio sociale coordinato in più
  Paesi.  Interviene anche per tutti i problemi che derivano
  dalla mobilità della popolazione e pertanto svolge programmi a
  favore di emigrati, immigrati e rifugiati.
    Ha inoltre finalità statutarie di carattere generale
  relative allo studio di problemi socio-legali a carattere
  internazionale.
    A livello internazionale tale organismo è costituito da 14
  sezioni nazionali autonome ma con scopi e tecniche di
  intervento comuni e da numerose delegazioni in oltre 117
  Paesi.  La sua sede centrale è a Ginevra ed ha il compito di
  coordinare
  l'attività dell'ente e di mantenere i rapporti di
  collaborazione con altri organismi internazionali.  L'ente
  opera con personale specializzato in varie discipline:
  assistenti sociali, giuristi, psicologi e collaboratori
  amministrativi.
    L'attività dell'ente si esplica in collaborazione con gli
  organismi ministeriali e locali interessati.  L'ente ha lo
  status  consultivo presso l'Organizzazione delle nazioni
  unite, il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione internazionale
  del lavoro (OIL), oltre a collaborare attivamente con varie
  organizzazioni internazionali, quali l'Alto commissariato
  delle Nazioni Unite per i rifugiati, la Lega per i diritti dei
  popoli, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni
  (OIM), il Comitato internazionale delle croci rosse, Amnesty
  international, la Comunità economica europea e la Conferenza
  di diritto internazionale dell'Aja.
 
                               Pag. 2
 
    La sezione italiana, sorta nel nostro Paese nel 1932 come
  ufficio distaccato della Associazione italiana della croce
  rossa (CRI), è stata eretta in ente morale con decreto del
  Presidente della Repubblica 20 aprile 1973, n. 361;
  attualmente è sottoposta alla vigilanza del Ministero degli
  affari esteri, al quale annualmente invia copia del bilancio e
  un rapporto sull'attività svolta.
    I programmi dell'ente sono realizzati in armonia e nel
  rispetto dei programmi e delle competenze delle
  amministrazioni centrali e degli enti locali e comprendono
  servizi che non vengono svolti da altri istituti pubblici o
  privati.  L'organizzazione garantisce una impostazione
  rigidamente professionale dei servizi resi.
    In conformità a quanto disposto dall'articolo 38 della
  legge 4 maggio 1983, n. 184, il Servizio sociale
  internazionale è stato autorizzato con decreti del Ministro
  degli affari esteri di concerto con il Ministro di grazia e
  giustizia, a svolgere pratiche inerenti all'adozione di minori
  stranieri.  Si aggiunge altresì che costituisce un punto di
  riferimento dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i
  rifugiati per l'esecuzione di programmi assistenziali a favore
  dei rifugiati presenti sul territorio italiano.
    Il problema degli stranieri in Italia negli ultimi tempi ha
  assunto dimensioni tali da esigere interventi diversificati e
  quindi un notevole sviluppo delle attività del Servizio
  sociale internazionale in quanto tale ente ha una collaudata
  esperienza in merito ed opera attraverso la struttura
  internazionale nei Paesi di origine degli immigrati.
    Il Servizio sociale internazionale, in virtù
  dell'esperienza acquisita nei molti anni di politica
  assistenziale internazionale, è stato costantemente chiamato
  dalle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e da
  organismi internazionali a collaborare nella realizzazione di
  programmi di formazione di operatori e nelle iniziative più
  complesse della sfera sociale.
    Risulta opportuno che un organismo di tale rilevanza, in un
  momento così delicato del nostro Paese, per le scelte sociali
  che dovrà compiere, abbia il sostegno necessario per svolgere
  l'attività istituzionale nel modo più proficuo per la
  comunità.
    Fino ad oggi la pluralità dei servizi è stata sopportata
  economicamente da convenzioni e finanziamenti su programmi
  particolari da parte dei Ministeri degli affari esteri,
  dell'interno, di grazia e giustizia o degli enti locali.
  L'organizzazione dell'ente e i costi di gestione sono stati
  invece fronteggiati con apposito stanziamento annuale iscritto
  nel bilancio dello Stato per il Ministero degli affari esteri
  che, a sua volta, ha approntato, per la copertura degli
  stessi, leggi di finanziamento con scadenza triennale,
  approvate peraltro all'unanimità dal Parlamento.
    Questo tipo di intervento da parte dello Stato ha
  determinato una serie di disagi (esempio: ritardi di pagamento
  del personale) e di inadempienze a causa di frequenti rinvii
  nell'emanazione delle richiamate leggi di copertura,
  conseguenti alla precarietà della situazione politica.  Infatti
  l'ultima legge di finanziamento per il triennio 1987-1989 è
  slittata al triennio 1988-1990 lasciando scoperto il periodo
  nel frattempo intercorso, durante il quale non è stata mai
  interrotta l'attività istituzionale.
    Per ovviare a questa situazione nel corso del 1990 è stato
  predisposto un disegno di legge (atto Senato n. 2418) che
  prevedeva la messa a regime di un contributo finanziario di
  lire 1.500 milioni al Servizio sociale internazionale ma per
  motivi di copertura di spesa e di rapidità di intervento il
  disegno di legge è stato presentato con la limitazione
  dell'intervento finanziario ad un contributo straordinario di
  lire 500 milioni, per risanare il  deficit  precorso, e a
  un contributo annuale portato a lire 1.000 milioni per il solo
  1991.  Tale provvedimento è stato approvato con legge 17
  dicembre 1990, n. 400.
    Le Commissioni competenti del Senato e della Camera,
  esaminando il disegno di legge in sede deliberante, hanno
  entrambe rilevato l'insufficienza del contributo limitato
 
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  all'esercizio 1991 e la necessità di un diverso
  provvedimento che garantisca negli anni la continuità dei
  programmi dell'ente.  In particolare il Presidente della III
  Commissione della Camera onorevole Piccoli, che già nella
  discussione della legge precedente aveva espresso l'esigenza
  di una diversa e definitiva considerazione del Servizio
  sociale internazionale, ha nuovamente raccomandato di studiare
  un provvedimento legislativo più funzionale alla continuità
  del lavoro dell'ente.  I rappresentanti del Governo in seno
  alle Commissioni
  hanno peraltro garantito il loro impegno a perseguire
  lo stesso scopo nell'ambito delle rispettive competenze.
    Per provvedere in tal senso, onde evitare la chiusura di un
  organismo quale il Servizio sociale internazionale, che per lo
  Stato è di supporto essenziale per l'attuazione dei propri
  programmi sociali all'interno e nella collaborazione con i
  Paesi terzi, si è predisposta la presente proposta di legge
  per la messa a regime di un finanziamento di lire 1 miliardo e
  500 milioni annuali.
 
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