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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


1409
DDL0268-0002
Progetto di legge Camera n. 268 - testo presentato - (DDL11-268)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C268. TESTIPDL
...C268.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC268 ZZ11 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! -- Con la presente proposta di legge,
  assai semplice e composta da un unico e sintetico articolo,
  proponiamo la proroga per tre anni dell'attuale sistema di
  adeguamento retributivo al costo della vita.
    Si tratta della rivalutazione del cento per cento di una
  somma mensile uguale per tutti di lire 835.000 e di una
  rivalutazione percentuale pari al 25 per cento della quota di
  retribuzione eccedente tale parte rispetto all'aumento del
  costo della vita.
    Con questa proposta il gruppo di Rifondazione comunista
  afferma con nettezza che questo livello del salario, prossimo
  ai limiti di sussistenza, deve essere completamente
  tutelato e difeso come potere reale d'acquisto
  dall'attuale meccanismo di indicizzazione.  Le condizioni di
  sussistenza di milioni di lavoratrici e lavoratori non sono
  "affari dei privati", come sostenuto dal presidente della
  Confindustria, ma una questione pubblica sulla quale è non
  solo legittimo, ma doveroso per il legislatore intervenire.
  Del resto la Confindustria sostiene che non è neppure aperta
  una trattativa con le confederazioni sindacali, ma un
  confronto nel quale i costi debbono essere tutti sostenuti dai
  lavoratori, in particolare con la rinuncia alla protezione
  derivante dalla scala mobile, ed essa non prevede una
  conclusione entro l'anno.
 
                               Pag. 2
 
    Per evitare una situazione che potrebbe essere interpretata
  di vacanza normativa è utile questa nostra proposta di legge,
  coerente con il primo comma dell'articolo 36 della
  Costituzione, che fa riferimento alla necessità di un salario
  sufficiente, ricavabile dalla normativa consolidata nella
  contrattazione vigente, sino alla definizione negoziale di una
  nuova normativa.
    A sostegno della validità di questa proposta non stanno
  solo i nostri argomenti, del tutto contrapposti a quelli
  confindustriali, relativi agli effetti inflattivi delle
  indicizzazioni del salario, al rapporto tra potere d'acquisto
  del salario e crescita dell'occupazione (che nessuno dovrebbe
  dignitosamente sostenere dopo l'esperienza degli anni ottanta
  e con il processo di deindustrializzazione e preannuncio di
  licenziamenti di massa che segna l'avvio di questi anni
  novanta), all'apertura di spazi di contrattazione.
    Troviamo infatti un'ulteriore conferma delle nostre
  posizioni nelle valutazioni dello studio pubblicato di recente
  dal  Financial Times,  che smentisce il presidente della
  Confindustria: il costo del lavoro in Italia non è affatto
  superiore di 3, 5 punti alla media dei Paesi più
  industrializzati, ma è in linea con questi e sono invece, nel
  nostro paese, inferiori i livelli salariali.
    Dal canto loro, le organizzazioni sindacali affrontano le
  trattative su una questione di tale rilievo, in assenza di una
  consultazione che coinvolga tutti i lavoratori e dunque di
  una contestuale e specifica verifica di mandato.
    I rappresentati sono, o meglio dovrebbero essere, la fonte
  della legittimazione a trattare e si pone inoltre con grande
  rilievo il problema di quanti pur non iscritti a sindacati
  confederali potrebbero vedersi annullato, senza aver conferito
  alcuna delega, quello che considerano un diritto consolidato
  nel tempo e acquisito.  La Confindustria richiede infatti
  l'estinzione dello stesso istituto della contingenza, che
  tutela un livello, già peraltro assai ridotto, di salario e
  che oggi ha valore di legge, esteso con i suoi effetti anche
  alle aree a minore o nullo potere contrattuale.
    La nostra proposta di legge non è lesiva dell'autonomia
  delle parti sociali, ma intende favorire condizioni di
  partecipazione e protagonismo anche dei diretti interessati e
  reali rapporti di contrattazione e trattativa tra le parti,
  contrastando dunque l'unilateralità delle posizioni
  confindustriali.
    Riteniamo di rappresentare, con questa proposta, il punto
  di vista della più ampia maggioranza delle lavoratrici e dei
  lavoratori e il senso di solidarietà che si esprime nella
  difesa dell'istituto della scala mobile.
    Auspichiamo che tale proposta incontri anche il consenso di
  una maggioranza in Parlamento.
 
DATA=920423 FASCID=DDL11-268 TIPOSTA=DDL LEGISL=11 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0268 TOTPAG=0003 TOTDOC=0003 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=016 PAGFIN=0002 RIGFIN=050 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=2 SORTRES= SORTDDL=026800 00 FASCIDC=11DDL0268 SORTNAV=0026800 000 00000 ZZDDLC268 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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