| Onorevoli Colleghi! -- Nella recente riforma elettorale,
per quanto riguarda le pari opportunità uomo-donna nella legge
per le elezioni al Senato della Repubblica si è determinata
una "soluzione finale" del problema che definire illogica e
ridicola è già molto cortese e moderato. Infatti, la
violazione dell'articolo 3 della Costituzione, che dispone la
"parità" tra cittadini, "indipendentemente da ragioni di...
sesso" impedisce che anche l'interpretazione più estensiva del
secondo comma di tale articolo 3 in merito al compito di
rimozione degli ostacoli alla
realizzazione di tale uguaglianza, affidato alla Repubblica
possa consentire una norma come quella che è stata introdotta
dall'articolo 1 della legge 4 agosto 1993, n. 276, che impone
un "obbligo" di inclusione nelle liste elettorali di donne e
uomini nello stesso numero. Basterebbe pensare al caso di una
lista "femminista" o "maschilista" per poter confermare senza
tema di smentite, l'assurdità di quell'obbligo.
In relazione alle prossime consultazioni elettorali si
chiede la pronta approvazione della presente proposta di
legge.
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