| Onorevoli Colleghi! -- Una delle tante "sacche feudali" del
sistema giuridico e produttivo italiano è senz'altro quella
che riguarda il rapporto tra compagnie petrolifere ed
esercenti le aree di servizio.
Infatti, quel rapporto resta ancor oggi regolato in base ad
un comodato dell'area e dell'impianto, a tempo determinato,
senza necessità di disdetta da parte della casa petrolifera,
con la possibilità, alla fine di nove anni, di troncare il
rapporto, con clausole vessatorie che prevedono, di fatto,
l'estromissione del gestore, ancorché abbia operato non solo
correttamente ma anche bene, se non "simpatico" ai vertici
della casa petrolifera. Non è più tempo, in base alle
garanzie vigenti a tutela del diritto di proprietà, sancito
dal codice civile, di lasciare sacche di arbitrio come quella
in esame, a detrimento e con rischio per chi, come il gestore,
lavora, spesso anche con la fatica, il sacrificio e la
dedizione di tutta la sua famiglia.
Pertanto occorre dare una giusta definizione legislativa
delle cause di risoluzione del citato rapporto, con
l'introduzione quanto meno della "giusta causa", nonché del
diritto di prelazione per la sua prosecuzione e di rimborso
per l'avviamento.
Si chiede, pertanto, la pronta approvazione della presente
proposta di legge.
| |