| Onorevoli Colleghi! -- Le numerose proposte di legge
presentate nella scorsa legislatura in merito alla apertura di
nuove case da gioco in Italia e l'ampio dibattito che ne è
derivato denotano un lento ma chiaro cambiamento di opinione
rispetto a tale problema.
Infatti, le remore di ordine morale, che hanno ispirato il
legislatore a considerare il gioco d'azzardo con criteri a dir
poco restrittivi, sembrano ormai cadute alla luce dei seguenti
fatti:
a) esistono già quattro case da gioco (Venezia, San
Remo, Campione d'Italia e Saint-Vincent), che consentono ai
relativi comuni di usufruire di salutari vantaggi economici
sia diretti, con i proventi derivanti dal gioco o dalla
cessione in gestione delle case, sia indiretti, con uno
sviluppo delle strutture turistiche e quindi con il
coinvolgimento di numerose unità lavorative;
b) l'accesso al "denaro facile" viene oggi
pubblicizzato in tutte le maniere dai mass-media;
c) lo Stato ed altri enti pubblici traggono lauti
benefìci dall'amore per il gioco dei cittadini attraverso il
lotto, le varie lotterie, i concorsi pronostici, le scommesse
nelle corse dei cavalli ed altri ancora;
d) il gioco d'azzardo alberga in molti strati della
popolazione ed il più delle volte in regime di clandestinità,
andando ad alimentare giri di affari vorticosi che sfuggono ad
ogni controllo ("toto nero", lotto clandestino, case da gioco
private) a favore di associazioni per delinquere.
Inoltre è diffusissimo fra gli italiani il ricorso a case
da gioco situate in paesi vicini come la Francia, il
Principato di Monaco, la Svizzera, la Iugoslavia, la
Spagna,
Pag. 2
dove il loro numero è molto elevato. In tali paesi si è
compresa l'importanza di tale attività dal punto di vista
turistico, tanto che si organizzano viaggi "tutto compreso" la
cui finalità prima è quella della visita alle case da gioco,
con conseguente flusso di denaro italiano verso l'estero.
In considerazione di ciò sembra ormai che i tempi siano
maturi per affrontare in maniera organica il problema, non
soltanto in virtù della utilità di ampliare a livello
regionale il numero delle case da gioco, ma anche al fine di
evitare che vengano dichiarati illegittimi i decreti
istitutivi di quelle operanti (si veda la sentenza della Corte
costituzionale n. 152 del 1985).
La nostra proposta di legge, che ha tenuto conto delle
precedenti analoghe presentate nella scorsa legislatura da
altri colleghi, oltre a voler ribadire i vantaggi derivanti
dalla presenza delle case da gioco in termini
turistico-economici, tende a sottolineare come in siffatta
maniera verrebbero stroncati tutti quegli interessi che fanno
capo ad associazioni criminali, e come lo Stato potrebbe
usufruire di un gettito fiscale rilevante; analogamente
sarebbe di contro limitata l'emorragia di valuta verso
l'estero, emorragia difficilmente arrestabile dopo il 1992. E'
evidente comunque che la casa da gioco non può e non deve
essere l'unica e la principale attrattiva della località dove
verrebbe istituita, ma rappresenta un complemento alla già
esistente valenza turistica a livello nazionale ed
internazionale.
In base ai motivi sovraesposti è individuabile la
localizzazione di una nuova casa da gioco nel comune di
Rieti.
Molte sono le ragioni che portano ad individuare Rieti come
sede per l'apertura di una casa da gioco.
Innanzitutto la grande rilevanza della città e di gran
parte del territorio provinciale dal punto di vista
turistico.
E' bene infatti ricordare, oltre al grande valore
storico-culturale della città, la famosa stazione turistica
del Terminillo, il centro geografico d'Italia, i laghi, le
terme di Cotilia e quelle di Cottorella ed in genere i luoghi
ameni e dedicati "naturalmente" al turismo.
Ciò nonostante, le presenze turistiche sia nella città che
nella provincia non sono, attualmente, proporzionali alle
predette potenzialità, ma contemporaneamente è solo in questo
settore che si riversano le speranze per l'economia reatina
afflitta da un tasso di disoccupazione elevatissimo: il
secondo d'Italia.
Sarebbe facile anche l'individuazione materiale della sede
da destinare a casa da gioco: non mancano palazzi e ville
d'epoca, anche parzialmente decentrate dal nucleo abitato ed
immerse nel verde.
La vicinanza della capitale, mèta di turisti italiani ma
soprattutto stranieri, assicurerebbe un flusso turistico
notevole.
Una casa da gioco a Rieti, nel centro d'Italia, sarebbe
l'unica del centro-sud e, oltre che servire Roma e le altre
province laziali, potrebbe essere mèta degli appassionati
umbri, toscani, abruzzesi ed in generale del sud dell'Italia,
distanti troppi chilometri da quella più vicina.
| |