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Onorevoli Deputati! -- 1. La validità di alcune norme
sull'avanzamento degli ufficiali, contenute nella legge 27
dicembre 1990, n. 404, è scaduta il 31 dicembre 1992.
In conseguenza di ciò le Forze armate, l'Esercito in
particolare, si trovano prive per alcuni ruoli fondamentali -
quali il ruolo normale unico delle Armi ed il Corpo tecnico
dell'esercito - di uno strumento normativo di riferimento per
effettuare le promozioni in alcuni gradi.
Questa problematica che si trascina, ormai, dalla
promulgazione della legge 20 settembre 1980, n. 574, e
successive modificazioni, è destinata a trovare soluzione
attraverso il disegno di legge concernente: "Nuove norme sul
servizio militare, sul servizio sostitutivo civile e sul
servizio militare volontario, nonché istituzione del servizio
volontario femminile nelle Forze armate" (atto Camera n. 2060)
che comprende anche una norma che delega il Governo a
riordinare i ruoli degli ufficiali in servizio permanente
delle Forze armate.
L'approvazione di questa iniziativa legislativa e la
successiva adozione del relativo provvedimento delegato
avverranno sicuramente in tempi non brevi. Di conseguenza, per
saldare la situazione attuale con quella futura, si rende
necessario il ricorso al provvedimento d'urgenza per la
proroga dei termini - ormai scaduti - fissati dalla citata
legge n. 404 del 1990.
Con l'occasione viene proposta anche una proroga della
ferma volontaria per i sergenti in servizio permanente delle
Forze armate, nei limiti della forza bilanciata da mantenere
ai livelli 1993. Ciò per assicurare un graduale passaggio nei
ruoli del servizio permanente di tutto il personale idoneo ma
non vincitore degli specifici
concorsi, senza creare precari e senza prosciogliere
elementi risultati idonei agli specifici concorsi ma non
immessi nel servizio permanente per mancanza di vacanze
organiche.
2. L'articolo 2 del decreto-legge 7 gennaio 1992, n. 5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 marzo 1992, n.
216, prevede che, nel quadro dell'equiparazione del
trattamento economico dei sottufficiali dell'Arma dei
carabinieri agli ispettori della Polizia di Stato, in
esecuzione delle sentenze della Corte costituzionale, del
Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali,
gli emolumenti arretrati spettanti al personale delle Forze di
polizia vengano corrisposti:
a) nell'anno 1993, mediante la corresponsione di un
primo acconto pari al 35 per cento dell'importo spettante;
b) nell'anno 1994, mediante la corresponsione di un
ulteriore acconto pari al 35 per cento dell'importo
spettante;
c) nell'anno 1995, mediante la corresponsione del
restante 30 per cento.
Le amministrazioni interessate hanno già corrisposto la
prima aliquota, secondo quanto stabilito dal citato
provvedimento.
In tale contesto si inserisce ora la disponibilità, negli
appositi capitoli di bilancio delle rispettive
amministrazioni, di fondi sufficienti per corrispondere a
tutti gli interessati un acconto sulla quota che dovrebbe
essere loro attribuita nel 1994.
L'eventuale concessione di detto anticipo consentirebbe di
soddisfare adeguatamente le istanze del personale e si
rivelerebbe amministrativamente molto conveniente per il
bilancio dello Stato, atteso che l'onere finanziario, in caso
di pagamento
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anticipato, sarebbe inferiore rispetto a quello
previsto per l'anno 1994, perché diminuirebbero gli interessi
legali e la rivalutazione monetaria da corrispondere agli
aventi diritto.
3. Per quanto sopra, è stato predisposto l'unito
decreto-legge che consente di sbloccare in via transitoria
(per due anni) gli avanzamenti degli ufficiali e di attribuire
ai sottufficiali dell'Arma dei carabinieri, della
Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato, nonché
al personale interessato della Polizia di Stato e della
Polizia penitenziaria un acconto sulle competenze spettanti
nel 1994, pari al 72 per cento.
Al riguardo, si allega la relazione tecnica dimostrativa
dell'onere finanziario.
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