Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


15216
DDL3134-0002
Relazione Camera n. 3134-A (DDL11-3134-A)
(suddiviso in 2 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.5 dello stampato)
...C3134A, C3135A. TESTIPDL
...C3134A, C3135A.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNAVA ZZDDLC3134A ZZ11 ZZRL ZZRM
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                      RELAZIONE GENERALE
    Onorevoli Colleghi! -- Il disegno di legge di assestamento
  per il 1993 che, come di consueto, viene esaminato
  contestualmente al disegno di legge di approvazione del
  rendiconto per l'esercizio precedente, giunge alla Camera in
  seconda lettura.  La Commissione bilancio ha approvato il testo
  trasmesso dall'altro ramo del Parlamento senza apportarvi
  modifiche.
    Una particolare riflessione mi sembra debba essere fatta
  innanzitutto per quanto concerne il risultato finale del
  disegno di legge di assestamento: il saldo netto da finanziare
  e il ricorso al mercato registrano infatti un peggioramento di
  oltre 5.000 miliardi rispetto alle previsioni iniziali.
    La legge finanziaria per il 1993 fissa in 145.665 miliardi
  il saldo netto da finanziare, mentre con le variazioni
  apportate al bilancio 1993 con il provvedimento in esame si
  raggiunge un saldo netto da finanziare di 150.705 miliardi,
  con una differenza negativa di 5.040 miliardi.
    Tale risultato è determinato da una riduzione di 2.994
  miliardi, relativa a variazioni apportate da atti
  amministrativi, a fronte di un incremento per 8.034 miliardi
  conseguente alle variazioni proposte dal disegno di legge.  Le
  modifiche migliorative del saldo introdotte dal Senato (24
  miliardi in termini di competenza), delle quali darò
  brevemente conto nella presente relazione, non modificano
  sostanzialmente il quadro complessivo delineato.
    Non appare opportuno in questa sede soffermarsi sulla parte
  del provvedimento di assestamento del bilancio di previsione
  per l'anno in corso che concerne le variazioni intervenute a
  seguito di atti amministrativi e di provvedimenti legislativi
  approvati sino al momento della presentazione
  dell'assestamento del 1993 e della predisposizione del disegno
  di legge del bilancio 1994.  Non appare altresì necessario
  trattare, perché già ampiamente considerate nella relazione
  del Governo, delle operazioni contabili relative ai residui
  attivi e passivi (mi limiterò su questo punto a qualche breve
  considerazione), delle variazioni del bilancio di cassa e
  delle variazioni di bilancio effettuate per legge.
    Mi soffermerò quindi soltanto sulle principali e più
  significative variazioni di carattere discrezionale per
  formulare alcune considerazioni.  Ricordato che le variazioni
  proposte dal Governo determinano una variazione peggiorativa
  del saldo netto da finanziare di oltre 8.000 miliardi (in
  termini di competenza), le principali voci di bilancio che
  contribuiscono a determinare questo risultato possono essere
  molto sinteticamente espresse nei seguenti dati:
      minori entrate tributarie per 10.700 miliardi circa;
      maggiori entrate diverse per 2.600 miliardi circa;
      minori spese finali 109 miliardi, quale risultato netto
  di maggiori spese
 
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  correnti (+ 133 miliardi) e minori spese in conto capitale
  (- 242 miliardi).
    In particolare, per quanto concerne le entrate tributarie,
  le variazioni riguardano principalmente le seguenti voci:
      IVA (- 5.000 miliardi) pari al 6 per cento circa della
  previsione iniziale);
      imposte di produzione e consumo (- 5.400 miliardi pari
  all'11 per cento circa della previsione iniziale);
      IRPEG (-1.700 miliardi pari al 7 per cento della
  previsione iniziale);
      IRPEF (+ 800 miliardi pari allo 0,5 per cento della
  previsione iniziale).
    Complessivamente la previsione iniziale delle entrate
  tributarie viene ridotta di 10.732 miliardi (pari al 2,4 per
  cento delle previsioni iniziali), e questo farebbe pensare ad
  un'evoluzione del quadro economico meno favorevole di quello
  ipotizzata in sede di bilancio previsionale.
    Il totale delle previsioni per le entrate extratributarie
  (76.563 miliardi iniziali) viene invece aumentato di 2.589
  miliardi (pari a + 3,4 per cento).
    In totale, le minori entrate proposte dal disegno di legge
  di assestamento risultano pari a 8.143 miliardi (1,57 per
  cento della previsione iniziale).
    Tali riduzioni non sono di entità rilevante se viste con
  riferimento al complesso delle entrate iscritte in bilancio.
  Hanno invece un valore di scostamento più evidente se viste
  con riferimento alle singole voci e cioè: IVA, IRPEG, imposte
  di produzione di consumo, imposta di registro, considerato
  inoltre il non rilevante lasso di tempo fra l'approvazione
  della legge di bilancio e la presentazione del provvedimento
  di variazione allo stesso.  Appare tuttavia necessario
  segnalare che, il disegno di legge di assestamento, essendo
  stato presentato il 30 giugno 1993, non sconta i dati
  dell'autotassazione e quindi l'andamento del gettito
  tributario che nel periodo gennaio-luglio 1993 ha fatto
  registrare, secondo quanto riportato dal Ministero delle
  finanze nel bollettino mensile degli accertamenti relativi
  alle entrate tributarie erariali (settembre 1993), un
  incremento complessivo rispetto al medesimo periodo dello
  scorso anno, del 10,1 per cento, dovuto soprattutto
  all'andamento favorevole delle imposte sul patrimonio e sul
  reddito (+ 16,1 per cento).
    Per quanto concerne le variazioni nella spesa, il disegno
  di legge di assestamento propone le seguenti variazioni:
      spese complessive: - 128 miliardi;
      spese finali: - 109 miliardi;
      spese correnti: + 133 miliardi;
      spese in conto capitale: - 242 miliardi;
      rimborso prestiti: - 18 miliardi.
    Ritengo opportuno formulare alcune osservazioni
  limitatamente alle variazioni più rilevanti.
    Fra le variazioni in aumento degli stanziamenti appaiono
  significative le seguenti:
      658 miliardi per erogazioni all'estero, di cui circa 550
  miliardi per il finanziamento del bilancio delle Comunità
  economiche europee;
      580 miliardi per restituzioni e rimborsi di imposte
  dirette, a seguito della accelerazione delle procedure di
  rimborso dei crediti d'imposta;
      489 miliardi di variazione accrescitiva netta della
  categoria delle somme non attribuibili, in gran parte per
  l'incremento del Fondo per le spese obbligatorie e d'ordine (+
  900 miliardi) in relazione al possibile svolgimento di
  consultazioni politiche anticipate.  Questo stanziamento molto
  probabilmente si risolverà in una economia e altrettanto
  dovrebbe accadere ai 181 miliardi che, per decisione del
  Senato, sono stati portati in aumento della dotazione del cap.
  1548 dello stato di previsione del Ministero dell'interno
  ("Spese per le competenze dovute ai componenti dei seggi
  elettorali..., nonché di tutte le occorrenze inerenti
  all'attuazione di consultazioni elettorali").
 
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    A proposito dell'aumento di 550 miliardi delle
  contribuzioni finanziarie alle Comunità economiche europee
  (cui fanno peraltro riscontro maggiori entrate per 1.000
  miliardi per l'adeguamento delle risorse CEE), ritengo sia
  opportuno nel prossimo futuro che in allegato ai principali
  provvedimenti finanziari statali (bilancio di previsione,
  assestamento, conto consuntivo nonché dei bilanci pluriennali)
  venga proposta apposita documentazione che dia conto di tutti
  i rapporti finanziari intercorrenti con le Comunità,
  riassumendo e raccogliendo in un unico documento contabile le
  erogazioni a favore della CEE e quelle provenienti dalla
  stessa a favore dello Stato italiano.
    Un simile documento contabile dovrebbe riguardare inoltre i
  trasferimenti finanziari destinati a Paesi terzi (fondi per lo
  sviluppo dei Paesi del terzo mondo, altri interventi
  all'estero, iniziative di carattere umanitario attraverso
  anche contingenti militari italiani, ecc.) che nel bilancio
  sono sparsi in vari stati di previsione (Ministero degli
  affari esteri, della difesa, del tesoro, ecc.).
    Quanto all'aumento (580 miliardi) dello stanziamento
  relativo al rimborso dei crediti di imposta, esso appare del
  tutto necessario per dare credibilità allo Stato tendente ad
  una smobilizzazione dell'ingentissimo ammontare
  dell'indebitamento fiscale verso i contribuenti, per IVA,
  IRPEG ed IRPEF; in particolare, è apprezzabile lo sforzo fatto
  nel disegno di legge finanziaria per il 1994 di stanziare
  10.000 miliardi nel triennio di riferimento per la definitiva
  sistemazione degli stessi, ovviamente dando per scontata
  l'applicazione del cosiddetto conto corrente fiscale dal 1^
  gennaio 1994.
    Per quanto riguarda le variazioni in diminuzione della
  spesa, appare opportuno segnalare quella relativa agli
  interessi pari a - 4.134 miliardi: la variazione proposta
  riflette secondo la Nota preliminare al disegno di legge le
  più aggiornate ipotesi sugli andamenti, nell'anno in corso,
  dell'inflazione e dei mercati finanziari internazionali con le
  relative conseguenze sull'evoluzione dei tassi a breve e sulla
  possibilità di attivazione dei vari canali di finanziamento
  del debito pubblico.
    Per quanto riguarda i residui passivi, mi appare opportuno
  sottolineare come ancora una volta si verifichi un forte
  scostamento (circa 54.000 miliardi) tra i residui presunti al
  momento della predisposizione del bilancio e i residui
  accertati: ciò evidenzia l'inadeguatezza dell'attuale sistema
  di valutazione del rapporto tra massa spendibile e correlative
  autorizzazioni di cassa, e del rapporto di queste con i
  pagamenti effettivi.  La disponibilità di stime più attendibili
  al riguardo, al momento dell'approvazione del bilancio,
  consentirebbe al Parlamento di operare scelte più consapevoli.
  Nel corso dell'esame in Commissione bilancio del disegno di
  legge di assestamento è stata inoltre da più parti sollevata
  la questione dell'incapacità della spesa da parte della
  pubblica amministrazione (evidenziata appunto dall'elevata
  entità dei residui), in ordine alla quale sarebbero opportuni
  degli approfondimenti da parte della Commissione medesima.
    Rinviando alla Relazione governativa per ulteriori
  approfondimenti circa i residui di nuova formazione, mi pare
  necessario segnalare in particolare quelli riguardanti i
  trasferimenti alle Regioni (9.572 miliardi) e, con riferimento
  alle spese per l'acquisto di beni e servizi, quelli relativi
  ai capitoli dello stato di previsione del Ministero di grazia
  e giustizia (465 miliardi).  Sono ben note le esigenze
  strutturali della giustizia; la possibilità di utilizzare tali
  finanziamenti è essenziale per una migliore funzionalità della
  nostra macchina giudiziaria.
    Circa il finanziamento delle Regioni e degli enti locali in
  genere, l'erogazione dei fondi in tempi rapidi è condizione
  essenziale per una efficace operatività degli stessi in attesa
  che nel prossimo futuro l'autonomia fiscale degli enti locali
  ponga questi ultimi in condizione di meglio affrontare le
  esigenze oggettive delle popolazioni amministrate.
 
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    Nel corso dell'esame presso il Senato, sono state apportate
  delle modifiche al testo del disegno di legge di seguito
  illustrate, che, complessivamente, determinano una riduzione
  delle spese finali per 331 miliardi in termini di competenza
  (31 miliardi in termini di cassa) e delle entrate finali per
  307 miliardi (in competenza e in cassa).
    Per quanto riguarda la spesa, sono state approvate le
  seguenti variazioni:
      Presidenza del Consiglio: aumento di 15 miliardi del
  contributo all'Ente nazionale per la cellulosa e la carta e
  variazioni compensative, per un importo globale di 220
  milioni, per altri quattro capitoli minori;
      Ministero del tesoro: riduzioni per 577,5 miliardi al
  cap. 6854 (fondo di riserva per spese obbligatorie) e per 50
  miliardi al cap. 6855 (fondo di riserva per spese impreviste),
  quale compensazione di incrementi della dotazione dei capitoli
  di spesa dello stato di previsione del Ministero stesso nonché
  degli altri Ministeri e incremento di 6 miliardi per le spese
  tecniche (cap. 5045).  Aumento di 300 miliardi delle sole
  autorizzazioni di cassa al cap. 8816 (somme da versare al
  conto corrente infruttifero).
    Sono stati inoltre ridotti i capitoli 1006 e 1007 relativi
  alle spese per il Senato della Repubblica (- 7,5 miliardi) e
  per la Camera dei deputati (- 16 miliardi);
      Ministero delle finanze: variazioni compensative per 500
  milioni;
      Ministero della pubblica istruzione: incremento di 10
  miliardi per le indennità e compensi per gli esami (cap.
  2204);
      Ministero dell'interno: incremento di 181 miliardi per le
  spese elettorali (cap. 1548); è stato inoltre incrementato per
  152 milioni il cap. 4293 relativo ai contributi per il
  recupero ed il reinserimento dei tossicodipendenti: ad esso è
  corrisposta una analoga riduzione del cap. 4295 relativo ai
  contributi di prima assistenza per i rifugiati;
      Ministero dei trasporti: incremento di 2,6 miliardi per
  il servizio meccanizzato degli schedari;
      Ministero delle poste e delle telecomunicazioni:
  variazioni compensative per 65,3 milioni tra vari capitoli;
      Ministero dell'agricoltura: incremento di 500 milioni per
  le spese per la raccolta e l'elaborazione di dati;
      Ministero del turismo e dello spettacolo: variazioni
  compensative per 115 milioni tra vari capitoli;
      Ministero dei beni culturali: incremento di 300 milioni
  al cap. 8019, per 1,5 miliardi al cap. 8100 e per 3 miliardi
  al cap. 8103 (restauro).
    Per quanto riguarda le entrate:
      gli emendamenti approvati al Senato non comportano una
  variazione del totale del titolo I (entrate tributarie).  Le
  variazioni proposte non sono tuttavia di poco conto
  relativamente al gettito delle singole imposte: all'incremento
  di 1.200 miliardi del cap. 1040 (Imposta sul patrimonio netto
  delle imprese) conseguente alla previsione di un maggiore
  gettito, corrisponde la decurtazione per un pari ammontare del
  cap. 1203 (IVA);
      il titolo II (entrate extra-tributarie) evidenzia una
  diminuzione di 307,6 miliardi conseguente alla soppressione
  del capitolo 3390, concernente le somme dovute dalla società
  concessionaria dei servizi di telecomunicazione ad uso
  pubblico quale corrispettivo dei beni dell'ASST e
  dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni
  trasferiti alla predetta società: la soppressione del capitolo
  è determinata dalla conversione di tale entrata in apporto di
  capitale alla società medesima; di conseguenza è stata
  approvata una analoga riduzione di 307,6 miliardi al cap. 6854
  del Ministero del tesoro relativo al fondo di riserva per
  spese obbligatorie.
    Risulta inoltre ridotto per 3.016,9 miliardi in competenza
  (277,5 miliardi per le autorizzazioni di cassa) il cap. 5100
  del
 
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  titolo IV (accensione prestiti) concernente il ricavo netto
  delle emissioni in titoli.  Tale riduzione, tuttavia, non ha
  effetti sul saldo netto da finanziare, determinato quale
  differenza tra le spese e le entrate finali.
    Desidero, infine, sottolineare alcune questioni emerse nel
  corso del dibattito svoltosi presso la Commissione
  bilancio.
    In particolare, desidero richiamare l'attenzione sul
  capitolo 2541 dello stato di previsione del Ministero della
  sanità (Spese per l'attuazione di un progetto inteso ad
  incrementare la donazione del sangue), in cui risulta iscritta
  in conto residui la somma di 5 miliardi di lire, nonché sul
  capitolo 1586 dello stato di previsione del Ministero
  dell'interno (Roma capitale).
    Occorre ricordare in proposito che, nel corso della
  discussione presso la Camera dei deputati del disegno di legge
  di assestamento per l'anno 1992 (AC 1371), è stato approvato
  l'emendamento, a firma dell'onorevole Marino ed altri,
  soppressivo dell'articolo 6 del disegno di legge secondo cui
  le somme iscritte, per il 1992, al capitolo 2541, non
  utilizzate al termine dell'esercizio, potevano essere
  impegnate nell'esercizio successivo.  Dalla soppressione
  dell'articolo 6 derivava quindi che, in base al regime
  generale di contabilità (articolo 36 del regio decreto 18
  novembre 1923, n. 2440 come modificato dall'articolo 6 del
  decreto-legge n. 65 del 1989 convertito in legge n. 155 del
  1989) tali somme andassero in economia.  Viceversa, il disegno
  di legge di assestamento per il 1993 propone l'iscrizione in
  bilancio del capitolo 2541 in relazione ai residui accertati
  in sede di consuntivo 1992.
    Alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Commissione,
  il rappresentante del Governo ha dichiarato che tale
  iscrizione è frutto di un mero errore materiale e ha
  assicurato che il Governo si è già attivato per non tenerne
  conto a livello gestionale.  Giustamente è stato osservato che,
  anche ove trattasi di mero errore materiale, occorrerà
  provvedere in merito.  In ogni caso, non essendovi
  corrispondente autorizzazione di cassa, non vi è alcuna
  possibilità di impegno di tali somme.  La questione potrà
  comunque essere risolta secondo appropriate modalità
  tecniche.
    Quanto al secondo capitolo, l'articolo 28 del decreto-legge
  18 gennaio 1993, n. 8 recante "Disposizioni urgenti in materia
  di contabilità pubblica e di finanza derivata" prevedeva che
  le somme iscritte nel conto dei residui di tale capitolo per
  l'anno 1992, per un importo pari a 160 miliardi, potessero
  essere conservate nel conto stesso per essere utilizzate
  nell'anno 1993.  Il comma 2 prevedeva, inoltre, la concessione
  di un contributo straordinario di 160 miliardi a favore del
  comune di Roma.  L'articolo in oggetto veniva soppresso,
  dall'Assemblea del Senato, nel corso dell'esame del disegno di
  legge di conversione del decreto-legge.  Risulta che
  l'iscrizione nel disegno di legge di assestamento 1993 di una
  dotazione di cassa di 160 miliardi, di ammontare pari a quello
  dei residui, è stata dovuta ad una misura prudenziale,
  nell'eventualità, concreta al momento in cui è stata disposta
  (giugno 1993), dell'adozione imminente di un provvedimento di
  concessione del contributo in questione e della conseguente
  necessità di poter avere la relativa disponibilità di cassa.
  Poiché la norma in questione non è ancora intervenuta e poiché
  l'assestamento non può che registrare quanto avvenuto nella
  legislazione vigente fino al momento della sua approvazione
  appare necessaria la presentazione di un apposito emendamento
  soppressivo dell'autorizzazione di cassa.
    Passando ad illustrare il Rendiconto generale dello Stato
  per l'esercizio 1992, si può notare preliminarmente come i
  dati di consuntivo relativi all'esercizio trascorso confermino
  che le reiterate manovre degli ultimi anni non sono ancora
  riuscite a correggere gli andamenti di fondo della finanza
  pubblica nella misura definita dai vari Documenti di
  programmazione economico-finanziaria.  Nel corso del 1992,
  inoltre, le manovre di risanamento messe in atto hanno
  incontrato nuovi ostacoli, dovuti alla caduta dell'attività
  economica ed alla situazione di generalizzata stasi di tutte
  le attività produttive,
 
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  rendendo più difficile il conseguimento degli obiettivi
  prefissi.
    A conferma di ciò si può osservare che nel 1992 il rapporto
  tra debito del settore statale e prodotto interno lordo (pari
  al 108,5 per cento) è cresciuto di sei punti percentuali e
  mezzo, il dato più elevato degli ultimi sette anni.  Il
  rallentamento dell'economia, l'andamento particolarmente
  riflessivo delle entrate al netto dei proventi straordinari, i
  mancati introiti che avrebbero dovuto scaturire dalle
  dismissioni e l'ulteriore forte espansione della spesa per
  interessi, sono inoltre le cause di uno sfondamento del
  fabbisogno di cassa per oltre 35.000 miliardi rispetto al
  preventivato, e pertanto del più consistente scostamento tra
  previsioni e risultati registrati nell'ultimo quinquennio.
    Non sono mancati, tuttavia, nel corso del 1992 anche
  risultati positivi conseguiti dal bilancio dello Stato: la più
  evidente nota positiva è costituta dalla realizzazione, per la
  prima volta da circa un trentennio, di un saldo primario
  positivo dell'ordine di 8.300 miliardi (anche se ancora
  lontano dall'obiettivo di 26.000 miliardi fissato nella
  Relazione previsionale e programmatica).  Il combinato effetto
  delle misure correttive adottate nel corso del 1992 ha
  consentito inoltre di recuperare una situazione del gettito
  compromessa dal sensibile rallentamento della crescita
  economica e dalla mancata realizzazione dei proventi attesi
  dalle dismissioni.
    Nel corso del 1992, sul versante delle entrate, gli
  accertamenti per operazioni finali registrano infatti, in
  conto competenza, un incremento di 4.809 miliardi (+0,94 per
  cento) rispetto alle previsioni definitive, derivante
  dall'aumento delle entrate tributarie per 3.996 miliardi e da
  un aumento delle entrate extratributarie per 7.574 miliardi.
  Le entrate correnti (tributarie ed extratributarie) hanno
  raggiunto 511.055 miliardi complessivi, superando le
  previsioni iniziali.  Nell'ambito delle entrate
  extratributarie, minori accertamenti sono stati registrati per
  i proventi dei beni dello Stato (- 398 miliardi), mentre un
  rilevante aumento è stato registrato per i recuperi, rimborsi
  e contributi (+ 5.016 miliardi), per i proventi dei servizi
  pubblici minori (+ 1.248 miliardi) e per gli interessi su
  anticipazioni e crediti vari del tesoro (+ 1.357 miliardi).
    Per quanto riguarda le entrate tributarie, le imposte sul
  patrimonio e sul reddito presentano accertamenti pari a
  247.245 miliardi, con un incremento di 5.150 miliardi rispetto
  alle previsioni definitive ed un aumento di circa il 20 per
  cento rispetto agli accertamenti dell'esercizio precedente; le
  tasse e le imposte sugli affari registrano un incremento di
  427 miliardi rispetto alle previsioni definitive, con
  accertamenti complessivi pari a 117.477 miliardi (l'incremento
  è di circa il 4 per cento rispetto al 1991).  Le imposte sulla
  produzione e sui consumi denotano invece una diminuzione di
  circa 1.780 miliardi rispetto alle previsioni definitive,
  attestandosi a 46.999 miliardi di accertamenti; rispetto al
  1991 si segnala comunque un incremento del 4,5 per cento.
    Le cifre confermano dunque come l'andamento delle entrate
  sia risultato nel corso del 1992 del tutto in linea con gli
  incrementi intervenuti nella pressione fiscale dello Stato,
  confermando l'efficacia dell'azione pubblica diretta a
  conseguire maggiori introiti.  L'altro elemento che emerge
  immediatamente sul lato delle entrate è tuttavia costituito
  dall'insufficienza dell'azione mirata al riordino ed alla
  dismissione di beni patrimoniali dello Stato, che ha
  caratterizzato la gestione del bilancio nel 1992.
    Si registra infatti, a consuntivo, una flessione di 6.760
  miliardi delle entrate provenienti dall'alienazione e
  ammortamento di beni patrimoniali e riscossioni di crediti,
  per le quali si è passati da una previsione iniziale di
  accertamenti di competenza pari a 15.676 miliardi ad una
  previsione definitiva pari a 8.416 miliardi (con una
  variazione in diminuzione di 7.260 miliardi) e ad un ammontare
  di accertamenti effettivi in entrata pari a 1.656 miliardi.  Si
  tratta, evidentemente, del riflesso contabile delle lentezze e
  difficoltà che continuano a caratterizzare il processo di
  dismissione e di alienazione di
 
                              Pag. 11
 
  taluni elementi del compendio patrimoniale dello Stato.
  Queste risultanze contabili confermano la correttezza
  dell'impostazione adottata nell'articolo 1 della legge
  finanziaria 1993, che, come è noto, ha escluso le risultanze
  in entrata delle operazioni di dismissione del patrimonio
  pubblico ai fini del calcolo del limite del saldo netto da
  finanziare: tali entrate saranno accertate a mano a mano che
  effettivamente si procederà al loro conseguimento con
  operazioni di bilancio.  Non appena anche il Senato avrà
  approvato il provvedimento licenziato in sede legislativa
  dalla Commissione bilancio della Camera le entrate da
  dismissioni patrimoniali affluiranno al Fondo per
  l'ammortamento dei titoli pubblici, per essere destinate alla
  riduzione del debito pubblico.
    Le operazioni di indebitamento, infine, hanno registrato
  una flessione per 52.074 miliardi (- 20,3 per cento), che la
  relazione al disegno di legge di approvazione del rendiconto
  ascrive al ricorso a forme alternative di copertura del
  disavanzo.
    Sul fronte delle spese, nel corso del 1992 si sono
  registrati complessivamente, in conto competenza, impegni per
  738.000 miliardi e pagamenti per 659.000 miliardi, a fronte di
  previsioni definitive pari a 764.000 miliardi.  Gli impegni per
  operazioni finali sono risultati pari a 627.580 miliardi, con
  una riduzione di 18.092 miliardi rispetto alle previsioni
  assestate (- 2,8 per cento), e quelli per le operazioni di
  rimborso prestiti presentano una diminuzione rispetto alle
  previsioni pari a 7.842 miliardi.  All'interno delle spese
  finali la flessione più contenuta è stata registrata dalle
  spese in conto capitale (- 3,7 per cento), mentre le spese
  correnti hanno registrato una diminuzione del 2,6 per cento.
  Gli impegni finali netti, dedotte le operazioni finanziarie,
  sono stati pari a 618.281 miliardi.  I pagamenti correnti
  rappresentano il 75 per cento di quelli complessivi e la quota
  residua si ripartisce tra quelli in conto capitale per circa
  il 9 per cento ed il rimborso dei prestiti per circa il 15 per
  cento.
    Per quanto riguarda il conto residui, dei 79.000 miliardi
  di residui passivi formatisi nel corso del 1992 ben 27.000
  (cioè il 34 per cento) scaturiscono dalla spesa in conto
  capitale, e ad essi vanno aggiunti 31.000 miliardi di residui
  provenienti dalla spesa in conto capitale degli anni
  precedenti (su un totale di 44.000 miliardi complessivi: una
  quota, dunque, pari al 70 per cento).  La formazione di nuovi
  residui è dovuta per un'altra parte considerevole alle spese
  per trasferimenti, soprattutto in relazione alle somme
  destinate agli enti territoriali (circa 15.000 miliardi).  Le
  cause della formazione di simili, ingenti volumi di residui
  appaiono dovute principalmente, per le spese in conto
  capitale, ai tempi necessari per l'esecuzione delle opere ed
  alla complessità delle procedure previste da non poche leggi
  di spesa, e, per i trasferimenti agli enti territoriali, a
  regolazioni contabili, in particolare con alcune regioni
  autonome, o a difficoltà di realizzazione da parte degli enti
  medesimi degli interventi finanziati dal bilancio dello
  Stato.
    In conseguenza degli illustrati andamenti registrati sui
  due versanti del bilancio (entrate e spese), i principali
  saldi di competenza per il 1992 si sono commisurati, a
  consuntivo, a 43.064 miliardi per il risparmio pubblico
  negativo, a 114.868 miliardi per il saldo netto da finanziare,
  a 225.755 miliardi per il ricorso al mercato.  Tutti i
  risultati differenziali esprimono pertanto un miglioramento
  rispetto al 1991; la situazione più favorevole si riferisce al
  saldo negativo di parte corrente, che presenta un
  ridimensionamento di circa 15.000 miliardi (pari al 25,8 per
  cento), ma di oltre 8.100 miliardi si alleggerisce il saldo
  netto da finanziare (6,6 per cento) e di circa 5.200 miliardi
  si riduce il carico del ricorso al mercato (2,2 per cento).
  Particolarmente significativo è il dato del saldo netto da
  finanziare, che aveva invece dato luogo a considerazioni
  diverse in sede di esame del rendiconto per il 1991.
    Per quanto riguarda l'esercizio 1992, con riferimento ai
  risultati differenziali esposti nel rendiconto generale,
  emerge che il dato del saldo netto da finanziare, anziché
  sfondare il limite massimo fissato
 
                              Pag. 12
 
  nella legge finanziaria, si mantiene ben al di sotto del
  livello stabilito.  Il valore del saldo netto da finanziare
  contenuto nelle previsioni iniziali (pari a 124.656 miliardi)
  si assesta infatti, a consuntivo, dal punto di vista della
  gestione, in 114.869 miliardi, con una differenza in meno di
  22.901 miliardi: ciò sta a significare che nel corso della
  gestione il vincolo di legge è stato largamente rispettato.  Si
  ricorda infatti che l'articolo 1, comma 1, della legge
  finanziaria 1992 determinava il saldo netto da finanziare in
  117.427 miliardi, saldo al quale vanno aggiunte, ai fini della
  gestione del bilancio, 7.500 miliardi per la regolazione in
  titoli dei crediti di imposta; complessivamente, pertanto, il
  saldo netto da finanziare delle previsioni iniziali di
  bilancio 1992 ammontava a 124.927 miliardi.  Si può pertanto
  osservare come l'esercizio 1992 non presenta, dallo specifico
  punto di vista evidenziato dalla Corte dei conti in occasione
  della parificazione del rendiconto 1991, anomalie.
    Si rileva infine che, come già accaduto per il rendiconto
  1991, anche nel conto consuntivo (conto del bilancio) per il
  1992 relativo all'Amministrazione delle poste e delle
  telecomunicazioni, la Corte dei conti, in sede di
  parificazione, ha escluso dalla dichiarazione di regolarità
  l'importo di 1.397,8 miliardi iscritto al capitolo 610
  dell'entrata.  Si tratta, secondo la Corte, di un'iscrizione in
  entrata che non trova titolo né nella legge di bilancio 1992,
  né in altri provvedimenti successivi di autorizzazione
  legislativa; su questo punto si è soffermata con particolare
  attenzione la Commissione bilancio nel corso dell'esame del
  disegno di legge di rendiconto.
    In sostanza, la Corte dei conti fa osservare come, a fronte
  di un disavanzo per l'amministrazione postale previsto ed
  autorizzato nel limite di 1.667 miliardi, il conto consuntivo
  del bilancio di questa amministrazione evidenzi un
  travalicamento (di oltre 1.390 miliardi rispetto al limite
  stabilito), che viene ad essere sanato con un semplice
  incremento del capitolo 610 dell'entrata dell'Amministrazione
  delle poste, sul quale viene iscritta l'anticipazione del
  Tesoro al ripiano del disavanzo, cui corrisponde analogo
  stanziamento in uscita nello stato di previsione del Ministero
  del tesoro (cap. 8316).  Si produce in sostanza la stessa
  situazione già riscontrata per l'esercizio 1991, il cui
  consuntivo chiudeva con un maggior disavanzo di 1.866 miliardi
  rispetto all'importo consentito dalla legge di bilancio e dal
  successivo assestamento.  La Corte osserva che una prima
  irregolarità si è avuta quando è stato consentito il trasporto
  a residui di tale posta di 1.866 miliardi, corrispondente al
  maggior disavanzo dell'esercizio per il 1991; "quel che è
  seguito ne costituisce l'automatismo del fuori controllo
  contabile".
    Si ricorda che, a partire dall'anno 1989, l'evoluzione del
  disavanzo dell'Amministrazione postale va ricondotta alle
  disposizioni contenute nell'articolo 13 della legge
  finanziaria per il 1988 (legge 11 marzo 1988, n. 67).  Tale
  disposizione fissa un limite ai trasferimenti statali da
  calcolare attraverso una riduzione del 15 per cento annuo
  rispetto alla somma iscritta a tale titolo nell'anno
  precedente, al netto degli oneri impropri per servizi a
  tariffa agevolata.  Sulla base degli obiettivi legislativamente
  fissati e delle valutazioni aziendali in ordine all'evoluzione
  degli oneri impropri, in allegato al Documento di
  programmazione economico-finanziaria per il triennio 1993-1995
  veniva presentata una relazione sulla riorganizzazione dei
  servizi postali che fissava il limite al disavanzo per gli
  anni dal 1992 al 1995: l'obiettivo dell'equilibrio definitivo
  dovrebbe essere raggiunto nel 1996 o al più tardi nel 1997.
    A fronte di tali obiettivi, tuttavia, nel 1992, di fronte
  ad un disavanzo previsto e autorizzato di 1.667 miliardi,
  viene contabilizzato dal consuntivo un trasferimento a
  pareggio del Tesoro di 3.065 miliardi, con uno sfondamento,
  come si è detto, di oltre 1.390 miliardi.  Il problema dello
  strumento con il quale fronteggiare tale sfondamento è stato
  risolto con riferimento all'articolo 1 del decreto legislativo
  luogotenenziale 22 novembre 1945, n. 822, sulla cui base sono
  state concesse anticipazioni
 
                              Pag. 13
 
  sui fondi dei conti correnti postali, a pareggio, da
  parte della Cassa depositi e prestiti; l'autorizzazione alla
  concessione di tali anticipazioni viene riproposta, in
  sanatoria, con l'articolo 27 del disegno di legge di
  rendiconto in esame (copertura maggior disavanzo).
    Rimane comunque aperta, come già era stato osservato nella
  discussione svoltasi presso la Commissione bilancio del
  Senato, la questione della ricostruzione dei fattori,
  analizzati dalla Corte dei conti nel capitolo XX della
  relazione sul rendiconto, che impediscono l'attuazione della
  disposizione contenuta nell'articolo 13 della legge
  finanziaria per il 1988 ed impongono la sanatoria proposta con
  l'articolo 27 del disegno di legge in esame.
    In questa Aula recentemente è stato detto che ci troviamo
  in una situazione grave e difficile sul piano
  economico-finanziario, in un vero e proprio stato di guerra e
  che pertanto anche l'economia deve essere una economia di
  guerra.
    Nel frattempo la situazione, già giudicata così difficile,
  non è affatto migliorata, anzi si è aggravata, nonostante
  l'accrescimento dell'imposizione fiscale complessiva, giunta
  ormai ad un livello che anche da parte del Governo si è
  riconosciuto non ulteriormente incrementabile.  Pertanto, sia
  per fronteggiare nuove o maggiori spese non eludibili, sia per
  ridurre ulteriormente e gradualmente il  deficit,  non
  rimane che sfrondare ancora, in modo anche molto drastico, la
  spesa nei suoi più svariati rivoli e collocazioni in bilancio.
  Una revisione analitica e globale della spesa statale dovrebbe
  essere effettuata periodicamente non solo per recuperare
  risorse per le esigenze sopra esposte ma anche per assicurare
  situazioni di equità fra i cittadini.
    A tale scopo, sembra rivestire grande interesse il lavoro
  pubblicato nello scorso mese di giugno dalla Commissione
  tecnica per la spesa pubblica: "Il bilancio dello Stato per
  centri di costo e suggerimenti per un'operazione verità sui
  conti dello Stato".
    In tale lavoro, con riferimento al bilancio di previsione
  dello Stato per gli anni dal 1991 al 1993, si è proceduto, nel
  rispetto dei totali di spesa che appaiono in bilancio, a
  ricollocare le autorizzazioni di spesa da un Ministero
  all'altro per accorpare in testa ai Ministeri responsabili
  quelle spese che si trovano negli stati di previsione del
  tesoro, del bilancio, delle finanze e dell'interno.
    Da tali rielaborazioni, ad esempio, emerge che il bilancio
  del Ministero del tesoro, che nei dati ufficiali per il 1993
  presenta spese (al netto degli interessi) per circa 260.000
  miliardi, varrebbe solamente 8.000 miliardi.  Tutte le altre
  spese risultano infatti attribuite ai Ministeri effettivamente
  competenti nella gestione della spesa ovvero a centri di spesa
  appositamente costruiti per evidenziare programmi di spesa
  particolarmente rilevanti (finanza regionale, finanza locale,
  funzione pubblica, Mezzogiorno, calamità naturali).
    Ricordando il dibattito che su tali questioni si svolge
  ormai da tempo in Commissione bilancio, mi pare di potere
  accogliere l'invito al Governo a ristrutturare il bilancio
  dello Stato nel suo complesso e, soprattutto, i bilanci dei
  Ministeri del tesoro, del bilancio, delle finanze e della
  Presidenza del Consiglio, in modo che tutte le autorizzazioni
  di spesa di un settore vengano collocate nel bilancio del
  Ministero che ne ha la responsabilità politica.  In tale ottica
  di maggiore chiarezza e trasparenza dei conti pubblici,
  sarebbe opportuno riportare in bilancio tutte le attività e
  operazioni attualmente gestite al di fuori di esso, compreso
  il finanziamento dei disavanzi INPS attualmente a carico del
  conto corrente di tesoreria.
    Sottolineando come l'approvazione del disegno di legge di
  assestamento sia condizione necessaria per l'effettiva
  operatività di numerosi interventi normativi, invito
  l'Assemblea ad esprimere su di esso e sul disegno di legge di
  rendiconto 1992 una valutazione positiva.
                               Giacomo  GUALCO,  Relatore.
 
                              Pag. 14
 
 
                              Pag. 15
 
                                                 Allegato  1.
                          RELAZIONI
                 DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
 
                              Pag. 16
 
 
                              Pag. 17
 
            RELAZIONI DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
                           SOMMARIO
                              --
  I  Commissione permanente (Affari
  costituzionali) ....................       Pag.  19
  Tabella 1/A (Presidenza del Consiglio);  Tabella 8
  (Interno).
  III  Commissione permanente (Affari esteri
  e comunitari) ......................          "      20
  Tabella 6 (Esteri);  Tabella 16 (Commercio estero).
  V    Commissione permanente (Bilancio,
  tesoro e programmazione) ...........          "      22
  Tabella 2 (Tesoro);  Tabella 4 (Bilancio);  Tabella 18
  (Partecipazioni statali).
  VI   Commissione permanente (Finanze)         "      23
     Tabella 1 (Entrata);  Tabella 3 (Finanze);  Tabella 14
  (Industria limitatamente alle assicurazioni private e di
  interesse collettivo).
  VII  Commissione permanente (Cultura,
  scienza e istruzione) ..............          "      24
  Tabella 1/A (Presidenza del Consiglio, limitatamente
  all'informazione);  Tabella 7 (Pubblica istruzione);  Tabella 20
  (Turismo e spettacolo, limitatamente allo spettacolo e allo
  sport);  Tabella 21 (Beni culturali e ambientali);  Tabella 23
  (Università e ricerca scientifica e tecnologica).
  VIII Commissione permanente (Ambiente,
  territorio e lavori pubblici) ......          "      26
  Tabella 1/A (Presidenza del Consiglio, per le parti
  relative alla Protezione civile, alle Aree urbane e servizi
  tecnici nazionali);  Tabella 9 (Lavori pubblici);  Tabella 22
  (Ambiente).
  X    Commissione permanente (Attività
  produttive, commercio e
  turismo) ...........................          "      28
  Tabella 14 (Industria);  Tabella 20 (Turismo e spettacolo,
  per la parte ordinamentale e per quella relativa al turismo);
  Tabella 23 (Università e ricerca scientifica per la parte
  relativa alla ricerca applicata).
  XI   Commissione permanente (Lavoro
  pubblico e privato) ................          "      29
  Tabella 15 (Lavoro).
  XII  Commissione permanente
  (Affari sociali)                              "      30
  Tabella 19 (Sanità).
  XIII Commissione permanente
  (Agricoltura) ......................          "      31
  Tabella 13 (Agricoltura).
 
                              Pag. 18
 
 
                              Pag. 19
 
                   I COMMISSIONE PERMANENTE
  (Affari costituzionali,  della Presidenza del
                   Consiglio e interni) 
                 (Relatore: Raffaele TISCAR)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  1/A: Stato di previsione della Presidenza del
                    Consiglio dei ministri
                 per l'anno finanziario 1993
  Tabella  8: Stato di previsione del Ministero
                         dell'interno
                 per l'anno finanziario 1993
    La I Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3135, concernente il
  rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
  l'esercizio finanziario 1992, relativamente alle parti di
  propria competenza,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134, concernente
  disposizioni per l'assestamento
  al bilancio dello Stato e dei bilanci delle
  aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella 1/A, relativa allo stato di previsione della
  Presidenza del Consiglio dei ministri, e sulla tabella 8,
  relativa allo stato di previsione del Ministero
  dell'interno.
 
                              Pag. 20
 
                  III COMMISSIONE PERMANENTE
               (Affari esteri e comunitari) 
                         -----------
                  (Relatore: Alberto ALESSI)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  6: Stato di previsione del Ministero degli affari
                            esteri
                 per l'anno finanziario 1993
  Tabella  16: Stato di previsione del Ministero del
                    commercio con l'estero
                 per l'anno finanziario 1993
    La III Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3135, Rendiconto
  generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
  finanziario 1992, relativamente alle parti di propria
  competenza,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134, Disposizioni
  per l'assestamento al bilancio dello Stato e dei bilanci delle
  aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella n. 16, (Stato di previsione del Ministero del
  commercio con l'estero per l'anno finanziario 1993) e
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella n. 6, (Stato di previsione del Ministero degli
  affari esteri per l'anno finanziario 1993), con le seguenti
  osservazioni:
        a)  il capitolo 4620 "Fondo speciale per la
  cooperazione allo sviluppo" ha subito
 
                              Pag. 21
 
  uno storno di 200 miliardi per la copertura finanziaria
  della missione umanitaria in Somalia e in Mozambico.  Come già
  più volte espresso, all'unanimità, dalla III Commissione della
  Camera dei deputati, è necessario che le risorse finanziarie
  relative alle missioni di pace che prevedono l'impiego delle
  forze militari siano reperite in forma diversa, affrontando
  tale problema in maniera sistematica e non invece estemporanea
  e surrettizia.  La III Commissione ribadisce che il sostegno
  alla politica di cooperazione allo sviluppo mira a salvare la
  credibilità internazionale dell'Italia e a preservare il
  patrimonio umano e finanziario esistente nel settore;
        b)  gli stanziamenti previsti per la realizzazione
  dei fini della legge 26 febbraio 1992, n. 212, concernente la
  collaborazione con i paesi dell'Europa centro-orientale,
  sono stati ridotti, per il 1993, da una previsione
  iniziale di 500 miliardi a 75 miliardi, contenuti nel capitolo
  9011 dello stato di previsione del Ministero del tesoro.  Il
  definanziamento di tale legge la rende inapplicabile proprio
  in un momento di crescente interesse verso le popolazioni di
  quei paesi.  Tra l'altro, se con il disegno di legge di
  assestamento viene introdotto nello stato di previsione degli
  esteri il capitolo 2042, "Spese connesse all'attuazione delle
  iniziative verso i paesi dell'Europa centro-orientale",
  relative agli articoli 3 e 4 della legge n. 212, cui vengono
  attribuiti 244 miliardi di residui e di autorizzazioni di
  cassa, è altrettanto deplorevole lo storno di 199 miliardi dal
  ricordato capitolo 2042 effettuato dal decreto-legge 13 luglio
  1993 n. 223, recante "Disposizioni urgenti relative allo
  svolgimento della missione umanitaria in Somalia e in
  Mozambico".
 
                              Pag. 22
 
                   V COMMISSIONE PERMANENTE
            (Bilancio,  Tesoro e Programmazione)
                         -----------
           (Relatori: Tabella 2: Antonio IODICE --
  Tabella 4: Mariolina MOIOLI VIGANO' -- Tabella 18: Antonio
                           IODICE)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
      Tabella  2: Stato di previsione del Ministero del tesoro
                 per l'anno finanziario 1993
  Tabella  4: Stato di previsione del Ministero del
                           bilancio
  e della programmazione economica per l'anno finanziario
                             1993
  Tabella  18: Stato di previsione del Ministero delle
                    partecipazioni statali
                 per l'anno finanziario 1993
    La V Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3134, concernente il
  rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
  l'esercizio finanziario 1992, relativamente alle parti di
  propria competenza,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3135, concernente
  disposizioni per l'assestamento di bilancio dello Stato e dei
  bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario
  1993,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella 2, relativa allo stato di previsione del
  Ministero del tesoro, sulla tabella 4, relativa allo stato di
  previsione del Ministero bilancio e della programmazione
  economica e sulla tabella 18 relativa allo stato di previsione
  del Ministero delle partecipazioni statali.
 
                              Pag. 23
 
                  VI COMMISSIONE PERMANENTE
                         (Finanze) 
                         -----------
                (Relatore: Duccio CASTELLOTTI)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
        Tabella  1: Stato di previsione dell'entrata
                 per l'anno finanziario 1993
  Tabella  3: Stato di previsione del Ministero delle finanze
  e dell'amministrazione dei monopoli di Stato per l'anno
                       finanziario 1993
  Tabella  14: Stato di previsione del Ministero
  dell'industria, del commercio e dell'artigianato per l'anno
  finanziario 1993 (limitatamente alla rubrica n. 11:
       assicurazioni private e di interesse collettivo)
    La VI Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3135: "Rendiconto
  generale dell'amministrazione dello Stato per l'anno
  finanziario 1992" relativamente alle parti di propria
  competenza,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134:
  "Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e
  dei bilanci delle
  Aziende autonome per l'anno finanziario 1993",
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulle Tabelle n. 1 (Stato di previsione dell'entrata per
  l'anno finanziario 1993), n. 3 (Stato di previsione del
  Ministero delle finanze e dell'amministrazione dei monopoli di
  Stato per l'anno finanziario 1993) e n. 14 (Stato di
  previsione del Ministero dell'industria, del commercio e
  dell'artigianato, limitatamente alla rubrica n. 11:
  assicurazioni private e di interesse collettivo).
 
                              Pag. 24
 
                  VII COMMISSIONE PERMANENTE
              (Cultura,  scienza e istruzione)
                         -----------
  (Relatori: Tabella 1/A, limitatamente all'informazione,
  Tabella 20, limitatamente allo spettacolo e allo sport e
  Tabella 21: Paolo MENGOLI -- Tabella 7 e Tabella 23: Giovanni
                          PACIULLO)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  1/A: Stato di previsione della Presidenza del
                    Consiglio dei Ministri
  per l'anno finanziario 1993 (limitatamente
                      all'informazione)
  Tabella  7: Stato di previsione del Ministero della
                     pubblica istruzione
                 per l'anno finanziario 1993
  Tabella  20: Stato di previsione del Ministero del turismo
  e dello spettacolo per l'anno finanziario 1993 (limitatamente
                allo spettacolo e allo sport)
  Tabella  21: Stato di previsione del Ministero per i beni
                          culturali
           e ambientali per l'anno finanziario 1993
  Tabella  23: Stato di previsione del Ministero
                       dell'università
  e della ricerca scientifica e tecnologica per l'anno
                       finanziario 1993
    La VII Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3134, recante
  disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei
  bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
  nonché le corrispondenti
  parti del disegno di legge n. 3135, concernente il rendiconto
  generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
  finanziario 1992,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
 
                              Pag. 25
 
      sulla tabella n. 1/A, relativa allo stato di previsione
  della Presidenza del Consiglio dei ministri (per la parte
  relativa all'informazione), sottolineando l'esigenza di
  potenziare i canali di comunicazione, in primo luogo
  attraverso gli strumenti informatici, all'interno della
  pubblica amministrazione.
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
      sulla tabella n. 20, relativa allo stato di previsione
  del Ministero del turismo e dallo spettacolo (per la parte
  relativa allo spettacolo e allo sport), sottolineando la
  necessità di verificare le modalità di erogazione a soggetti
  esterni dei fondi imputabili al soppresso Ministero del
  turismo e spettacolo.
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
      sulla tabella n. 21, relativa allo stato di previsione
  del Ministero per i beni culturali e ambientali, sottolineando
  che, pur a fronte di apprezzabili innovazioni legislative nel
  settore, appare opportuno intensificare gli sforzi per rendere
  più efficace l'utilizzazione delle risorse disponibili, al
  fine di accrescere l'efficienza dell'Amministrazione.
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
      sulla tabella n. 7, relativa allo stato di previsione del
  Ministero della pubblica istruzione, osservando che l'ingente
  massa di residui, da un lato, evidenzia l'esigenza di
  cambiamenti nell'assetto organizzativo dell'amministrazione
  scolastica e, dall'altro, denuncia una carente capacità di
  valutazione dei flussi di spesa nonché un'evidente difficoltà
  a qualificare la spesa medesima in termini di riequilibrio tra
  spesa corrente e investimenti qualitativi.
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
      sulla tabella n. 23, relativa allo stato di previsione
  del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
  tecnologica, osservando che la presenza di cospicui residui
  passivi costituisce il risultato di limiti gestionali e
  organizzativi resi ancora più gravi dal ritardo del
  riconoscimento dell'autonomia alle università; si segnala
  inoltre che la presenza di una ingente massa di residui
  passivi tra i fondi destinati alla ricerca sollecita una
  revisione dei relativi meccanismi di spesa.
 
                              Pag. 26
 
                 VIII COMMISSIONE PERMANENTE
         (Ambiente,  Territorio e Lavori pubblici)
                         -----------
  (Relatori: Tabella 1/A limitatamente alla Protezione civile,
  Aree urbane e servizi tecnici nazionali, Tabella 22: Renzo
           LUSETTI -- Tabella n. 9: Luigi RINALDI)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  1/A: Stato di previsione della Presidenza del
  Consiglio dei ministri per l'anno finanziario 1993
  (limitatamente alle rubriche Protezione civile, Aree urbane e
                  servizi tecnici nazionali)
  Tabella  9: Stato di previsione del Ministero dei lavori
                           pubblici
                 per l'anno finanziario 1993
  Tabella  22: Stato di previsione del Ministero
                        dell'ambiente
                 per l'anno finanziario 1993
    La VIII Commissione,
      constatato che
        dal rendiconto generale dello Stato per l'esercizio
  finanziario 1992 emerge un saldo netto da finanziare di
  114.869 miliardi inferiore alle previsioni iniziali (124.656
  miliardi) e alle previsioni finali che facevano ammontare il
  saldo a 137.770 miliardi;
        i residui di competenza del Ministero dei lavori
  pubblici accertati al 31 dicembre 1992 ammontano a 7.219,7
  miliardi con una riduzione del 9,5 per cento rispetto ai
  residui esistenti all'inizio dell'anno;
        i dati sui residui confermano il trend favorevole degli
  ultimi anni durante i quali gli uffici del Ministero hanno
  provveduto a smaltire gran parte delle
 
                              Pag. 27
 
  somme da pagare e che la notevole entità dei residui di
  stanziamento è riconducibilile quasi esclusivamente al blocco
  degli impegni di spesa deciso nel corso del 1992 nel quadro
  delle manovre di contenimento del disavanzo pubblico;
      constatato inoltre che
        il saldo passivo della gestione ANAS di competenza
  1987, pari a 15.872,4 miliardi, è perfettamente confermato dal
  saldo attivo dell'esercizio 1988, e che pertanto al 31
  dicembre 1992 la situazione finanziaria risulta in perfetto
  equilibrio;
      rilevata
        la necessità di rimuovere gli effetti delle misure di
  contenimento degli impegni di spesa sugli stanziamenti nel
  quadro della manovra sulla riduzione del disavanzo pubblico,
  nonché la necessità di procedure di spesa più snelle e
  trasparenti al fine di ridurre in modo significativo l'elevata
  mole di residui che nella seconda metà dagli anni '80 hanno
  subìto un incremento piuttosto vistoso;
        considerato altresì che nel corso del 1992 sono
  intervenute significative inversioni di tendenza in materia di
  affidamento dei lavori, avendo la licitazione privata con gara
  in ambito CEE iniziato a prendere posto rispetto alla
  trattativa privata e che sono in via di definizione nuove
  norme in materia di accelerazione della spesa e di appalti;
        rilevata la correttezza anche sostanziale dei disegni
  di legge all'esame; pur richiamando le osservazioni della
  Corte dei conti
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sul disegno di legge n. 3134 (Assestamento) relativamente
  agli stati di previsione della tabella 9 (Ministero dei lavori
  pubblici e ANAS);
                                 DELIBERA ALTRESI' DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sul disegno di legge n. 3135 (Rendiconto) per le parti
  relative alle medesime tabelle.
    La VIII Commissione,
      rilevata la necessità di individuare idonee procedure di
  finanza pubblica ed amministrative per ridurre i consistenti
  residui rilevati in gran parte dei capitoli delle tabelle n.
  22 e 1/A (per le rubriche di competenza)
  DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sul disegno di legge n. 3134 (Assestamento) relativamente
  allo stato di previsione del Ministero dell'Ambiente (tab. 22)
  ed allo stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei
  Ministri (tab. 1/A - limitatamente alle rubriche Protezione
  Civile, Aree urbane e Servizi tenici nazionali) e
                DELIBERA ALTRESI' DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sul disegno di legge n. 3135 (Rendiconto) per le parti
  relative alle medesime tabelle.
 
                              Pag. 28
 
                   X COMMISSIONE PERMANENTE
        (Attivita  produttive, Commercio e Turismo)
                         -----------
                   (Relatore: Hubert CORSI)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  14: Stato di previsione del Ministero
  dell'industria, del commercio e dell'artigianato per l'anno
                       finanziario 1993
  Tabella  20: Stato di previsione del Ministero del turismo
        e dello spettacolo per l'anno finanziario 1993
  (per la parte ordinamentale e per quella relativa al
                           turismo)
  Tabella  23: Stato di previsione del Ministero
                       dell'università
  e della ricerca scientifica e tecnologica per l'anno
                       finanziario 1993
        (per la parte relativa alla ricerca applicata)
    La X Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3135, concernente il
  rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
  l'esercizio finanziario 1992, relativamente alle parti di
  propria competenza,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134 concernente
  disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei
  bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella 14 relativa allo stato di previsione del
  Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
  sulla Tabella 20 relativo allo stato di previsione del
  Ministero del turismo e dello spettacolo (per la parte
  ordinamentale e per quella relativa al turismo) e sulla
  Tabella 23 relativa allo stato di previsione del Ministero
  dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica (per
  la parte relativa alla ricerca applicata).
 
                              Pag. 29
 
                  XI COMMISSIONE PERMANENTE
                (Lavoro pubblico e privato) 
                         -----------
              (Relatore: Anna Maria NUCCI MAURO)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  15: Stato di previsione del Ministero del lavoro e
     della previdenza sociale per l'anno finanziario 1993
    La XI Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3135, "Rendiconto
  generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
  finanziario 1992", relativamente alle parti di propria
  competenza,
      pur rilevando che è mancata la possibilità di un
  confronto serio con il Governo, che non ha permesso di avere
  chiarimenti su questioni essenziali che afferiscono ai rilievi
  sollevati dalla Corte dei conti, soprattutto nel comparto
  pensionistico, del pubblico e delle politiche del lavoro;
      nel sollecitare il Governo a scelte di rilancio
  dell'attività economica e produttiva,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134,
  "Disposizioni per l'assestamento al bilancio dello Stato e dei
  bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993",
  con le medesime considerazioni espresse in ordine al
  rendiconto,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella 15, relativa allo stato di previsione del
  Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'anno
  finanziario 1993.
 
                              Pag. 30
 
                  XII COMMISSIONE PERMANENTE
                     (Affari sociali) 
                         -----------
                   (Relatore: Mario PERANI)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  19: Stato di previsione del Ministero della sanità
                 per l'anno finanziario 1993
    La XII Commissione,
      esaminato il disegno di legge n. 3134, concernente
  disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei
  bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
  relativamente alle parti di propria competenza,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
    Esaminato altresì il disegno di legge n. 3135, concernente
  il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
  l'esercizio finanziario 1992,
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                        FAVOREVOLMENTE
  sulla tabella 19 Stato di previsione del Ministero della
  sanità.
 
                              Pag. 31
 
                 XIII COMMISSIONE PERMANENTE
                       (Agricoltura) 
                         -----------
                 (Relatore: Telesio DELFINO)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  13: Stato di previsione del Ministero
  dell'agricoltura e delle foreste per l'anno finanziario
                             1993
    La XIII Commissione,
      esaminati i disegni di legge A.C. 3135 recante il
  rendiconto dello Stato per il 1992 e A.C. 3134 recante
  disposizioni per l'assestamento del bilancio dello
  Stato per il 1993, con particolare riferimento alla tabella
  n. 13 concernente il Ministero dell'agricoltura e delle
  foreste
                     DELIBERA DI RIFERIRE
                       FAVOREVOLMENTE.
 
                              Pag. 32
 
 
                              Pag. 33
 
                    RELAZIONI DI MINORANZA
                 DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
                           SOMMARIO
                              --
  XI  Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato)
  Tabella 15 (Lavoro) .......................     Pag.  35
 
                              Pag. 34
 
 
                              Pag. 35
 
                  XI COMMISSIONE PERMANENTE
                (Lavoro pubblico e privato) 
                         -----------
                 (Relatore: Renzo INNOCENTI)
                          RELAZIONE
                             sui
                       DISEGNI DI LEGGE
     Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
           per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
   Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
  e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
                         1993 (3134)
  Tabella  15: Stato di previsione del Ministero del lavoro e
     della previdenza sociale per l'anno finanziario 1993
    La XI Commissione,
      esaminato il Rendiconto 1992, la manovra di assestamento
  1993, rilevata la grave ed ingiustificata assenza del Governo
  durante la discussione, esprime
                       PARERE NEGATIVO
      in quanto non emergono scelte tese a salvaguardare il
  valore reale dei trattamenti pensionistici e delle
  retribuzioni del pubblico impiego anche in considerazione
  degli impegni sottoscritti con le organizzazioni
  sindacali nel luglio 1993;
      non si evidenzia con correttezza la scissione netta tra
  interventi in campo previdenziale ed assistenziale;
      non si sono realizzate, né si compiono, scelta tese alla
  realizzazione del decentramento e di una maggiore efficienza
  dal Ministero dal lavoro;
      non emerge una efficace politica attiva del lavoro
  tendente a riequilibrare la domanda e l'offerta di lavoro in
  questo momento di grave crisi occupazionale.
 
DATA=931007 FASCID=DDL11-3134-A TIPOSTA=DDL LEGISL=11 NCOMM= SEDE=RM NSTA=3134 TOTPAG=0035 TOTDOC=0002 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= RL PAGINIZ=0005 RIGINIZ=001 PAGFIN=0035 RIGFIN=033 UPAG=SI PAGEIN=5 PAGEFIN=35 SORTRES= SORTDDL=313400A00 FASCIDC=11DDL3134 A SORTNAV=0313400A000 00000 ZZDDLC3134A NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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