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RELAZIONE GENERALE
Onorevoli Colleghi! -- Il disegno di legge di assestamento
per il 1993 che, come di consueto, viene esaminato
contestualmente al disegno di legge di approvazione del
rendiconto per l'esercizio precedente, giunge alla Camera in
seconda lettura. La Commissione bilancio ha approvato il testo
trasmesso dall'altro ramo del Parlamento senza apportarvi
modifiche.
Una particolare riflessione mi sembra debba essere fatta
innanzitutto per quanto concerne il risultato finale del
disegno di legge di assestamento: il saldo netto da finanziare
e il ricorso al mercato registrano infatti un peggioramento di
oltre 5.000 miliardi rispetto alle previsioni iniziali.
La legge finanziaria per il 1993 fissa in 145.665 miliardi
il saldo netto da finanziare, mentre con le variazioni
apportate al bilancio 1993 con il provvedimento in esame si
raggiunge un saldo netto da finanziare di 150.705 miliardi,
con una differenza negativa di 5.040 miliardi.
Tale risultato è determinato da una riduzione di 2.994
miliardi, relativa a variazioni apportate da atti
amministrativi, a fronte di un incremento per 8.034 miliardi
conseguente alle variazioni proposte dal disegno di legge. Le
modifiche migliorative del saldo introdotte dal Senato (24
miliardi in termini di competenza), delle quali darò
brevemente conto nella presente relazione, non modificano
sostanzialmente il quadro complessivo delineato.
Non appare opportuno in questa sede soffermarsi sulla parte
del provvedimento di assestamento del bilancio di previsione
per l'anno in corso che concerne le variazioni intervenute a
seguito di atti amministrativi e di provvedimenti legislativi
approvati sino al momento della presentazione
dell'assestamento del 1993 e della predisposizione del disegno
di legge del bilancio 1994. Non appare altresì necessario
trattare, perché già ampiamente considerate nella relazione
del Governo, delle operazioni contabili relative ai residui
attivi e passivi (mi limiterò su questo punto a qualche breve
considerazione), delle variazioni del bilancio di cassa e
delle variazioni di bilancio effettuate per legge.
Mi soffermerò quindi soltanto sulle principali e più
significative variazioni di carattere discrezionale per
formulare alcune considerazioni. Ricordato che le variazioni
proposte dal Governo determinano una variazione peggiorativa
del saldo netto da finanziare di oltre 8.000 miliardi (in
termini di competenza), le principali voci di bilancio che
contribuiscono a determinare questo risultato possono essere
molto sinteticamente espresse nei seguenti dati:
minori entrate tributarie per 10.700 miliardi circa;
maggiori entrate diverse per 2.600 miliardi circa;
minori spese finali 109 miliardi, quale risultato netto
di maggiori spese
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correnti (+ 133 miliardi) e minori spese in conto capitale
(- 242 miliardi).
In particolare, per quanto concerne le entrate tributarie,
le variazioni riguardano principalmente le seguenti voci:
IVA (- 5.000 miliardi) pari al 6 per cento circa della
previsione iniziale);
imposte di produzione e consumo (- 5.400 miliardi pari
all'11 per cento circa della previsione iniziale);
IRPEG (-1.700 miliardi pari al 7 per cento della
previsione iniziale);
IRPEF (+ 800 miliardi pari allo 0,5 per cento della
previsione iniziale).
Complessivamente la previsione iniziale delle entrate
tributarie viene ridotta di 10.732 miliardi (pari al 2,4 per
cento delle previsioni iniziali), e questo farebbe pensare ad
un'evoluzione del quadro economico meno favorevole di quello
ipotizzata in sede di bilancio previsionale.
Il totale delle previsioni per le entrate extratributarie
(76.563 miliardi iniziali) viene invece aumentato di 2.589
miliardi (pari a + 3,4 per cento).
In totale, le minori entrate proposte dal disegno di legge
di assestamento risultano pari a 8.143 miliardi (1,57 per
cento della previsione iniziale).
Tali riduzioni non sono di entità rilevante se viste con
riferimento al complesso delle entrate iscritte in bilancio.
Hanno invece un valore di scostamento più evidente se viste
con riferimento alle singole voci e cioè: IVA, IRPEG, imposte
di produzione di consumo, imposta di registro, considerato
inoltre il non rilevante lasso di tempo fra l'approvazione
della legge di bilancio e la presentazione del provvedimento
di variazione allo stesso. Appare tuttavia necessario
segnalare che, il disegno di legge di assestamento, essendo
stato presentato il 30 giugno 1993, non sconta i dati
dell'autotassazione e quindi l'andamento del gettito
tributario che nel periodo gennaio-luglio 1993 ha fatto
registrare, secondo quanto riportato dal Ministero delle
finanze nel bollettino mensile degli accertamenti relativi
alle entrate tributarie erariali (settembre 1993), un
incremento complessivo rispetto al medesimo periodo dello
scorso anno, del 10,1 per cento, dovuto soprattutto
all'andamento favorevole delle imposte sul patrimonio e sul
reddito (+ 16,1 per cento).
Per quanto concerne le variazioni nella spesa, il disegno
di legge di assestamento propone le seguenti variazioni:
spese complessive: - 128 miliardi;
spese finali: - 109 miliardi;
spese correnti: + 133 miliardi;
spese in conto capitale: - 242 miliardi;
rimborso prestiti: - 18 miliardi.
Ritengo opportuno formulare alcune osservazioni
limitatamente alle variazioni più rilevanti.
Fra le variazioni in aumento degli stanziamenti appaiono
significative le seguenti:
658 miliardi per erogazioni all'estero, di cui circa 550
miliardi per il finanziamento del bilancio delle Comunità
economiche europee;
580 miliardi per restituzioni e rimborsi di imposte
dirette, a seguito della accelerazione delle procedure di
rimborso dei crediti d'imposta;
489 miliardi di variazione accrescitiva netta della
categoria delle somme non attribuibili, in gran parte per
l'incremento del Fondo per le spese obbligatorie e d'ordine (+
900 miliardi) in relazione al possibile svolgimento di
consultazioni politiche anticipate. Questo stanziamento molto
probabilmente si risolverà in una economia e altrettanto
dovrebbe accadere ai 181 miliardi che, per decisione del
Senato, sono stati portati in aumento della dotazione del cap.
1548 dello stato di previsione del Ministero dell'interno
("Spese per le competenze dovute ai componenti dei seggi
elettorali..., nonché di tutte le occorrenze inerenti
all'attuazione di consultazioni elettorali").
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A proposito dell'aumento di 550 miliardi delle
contribuzioni finanziarie alle Comunità economiche europee
(cui fanno peraltro riscontro maggiori entrate per 1.000
miliardi per l'adeguamento delle risorse CEE), ritengo sia
opportuno nel prossimo futuro che in allegato ai principali
provvedimenti finanziari statali (bilancio di previsione,
assestamento, conto consuntivo nonché dei bilanci pluriennali)
venga proposta apposita documentazione che dia conto di tutti
i rapporti finanziari intercorrenti con le Comunità,
riassumendo e raccogliendo in un unico documento contabile le
erogazioni a favore della CEE e quelle provenienti dalla
stessa a favore dello Stato italiano.
Un simile documento contabile dovrebbe riguardare inoltre i
trasferimenti finanziari destinati a Paesi terzi (fondi per lo
sviluppo dei Paesi del terzo mondo, altri interventi
all'estero, iniziative di carattere umanitario attraverso
anche contingenti militari italiani, ecc.) che nel bilancio
sono sparsi in vari stati di previsione (Ministero degli
affari esteri, della difesa, del tesoro, ecc.).
Quanto all'aumento (580 miliardi) dello stanziamento
relativo al rimborso dei crediti di imposta, esso appare del
tutto necessario per dare credibilità allo Stato tendente ad
una smobilizzazione dell'ingentissimo ammontare
dell'indebitamento fiscale verso i contribuenti, per IVA,
IRPEG ed IRPEF; in particolare, è apprezzabile lo sforzo fatto
nel disegno di legge finanziaria per il 1994 di stanziare
10.000 miliardi nel triennio di riferimento per la definitiva
sistemazione degli stessi, ovviamente dando per scontata
l'applicazione del cosiddetto conto corrente fiscale dal 1^
gennaio 1994.
Per quanto riguarda le variazioni in diminuzione della
spesa, appare opportuno segnalare quella relativa agli
interessi pari a - 4.134 miliardi: la variazione proposta
riflette secondo la Nota preliminare al disegno di legge le
più aggiornate ipotesi sugli andamenti, nell'anno in corso,
dell'inflazione e dei mercati finanziari internazionali con le
relative conseguenze sull'evoluzione dei tassi a breve e sulla
possibilità di attivazione dei vari canali di finanziamento
del debito pubblico.
Per quanto riguarda i residui passivi, mi appare opportuno
sottolineare come ancora una volta si verifichi un forte
scostamento (circa 54.000 miliardi) tra i residui presunti al
momento della predisposizione del bilancio e i residui
accertati: ciò evidenzia l'inadeguatezza dell'attuale sistema
di valutazione del rapporto tra massa spendibile e correlative
autorizzazioni di cassa, e del rapporto di queste con i
pagamenti effettivi. La disponibilità di stime più attendibili
al riguardo, al momento dell'approvazione del bilancio,
consentirebbe al Parlamento di operare scelte più consapevoli.
Nel corso dell'esame in Commissione bilancio del disegno di
legge di assestamento è stata inoltre da più parti sollevata
la questione dell'incapacità della spesa da parte della
pubblica amministrazione (evidenziata appunto dall'elevata
entità dei residui), in ordine alla quale sarebbero opportuni
degli approfondimenti da parte della Commissione medesima.
Rinviando alla Relazione governativa per ulteriori
approfondimenti circa i residui di nuova formazione, mi pare
necessario segnalare in particolare quelli riguardanti i
trasferimenti alle Regioni (9.572 miliardi) e, con riferimento
alle spese per l'acquisto di beni e servizi, quelli relativi
ai capitoli dello stato di previsione del Ministero di grazia
e giustizia (465 miliardi). Sono ben note le esigenze
strutturali della giustizia; la possibilità di utilizzare tali
finanziamenti è essenziale per una migliore funzionalità della
nostra macchina giudiziaria.
Circa il finanziamento delle Regioni e degli enti locali in
genere, l'erogazione dei fondi in tempi rapidi è condizione
essenziale per una efficace operatività degli stessi in attesa
che nel prossimo futuro l'autonomia fiscale degli enti locali
ponga questi ultimi in condizione di meglio affrontare le
esigenze oggettive delle popolazioni amministrate.
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Nel corso dell'esame presso il Senato, sono state apportate
delle modifiche al testo del disegno di legge di seguito
illustrate, che, complessivamente, determinano una riduzione
delle spese finali per 331 miliardi in termini di competenza
(31 miliardi in termini di cassa) e delle entrate finali per
307 miliardi (in competenza e in cassa).
Per quanto riguarda la spesa, sono state approvate le
seguenti variazioni:
Presidenza del Consiglio: aumento di 15 miliardi del
contributo all'Ente nazionale per la cellulosa e la carta e
variazioni compensative, per un importo globale di 220
milioni, per altri quattro capitoli minori;
Ministero del tesoro: riduzioni per 577,5 miliardi al
cap. 6854 (fondo di riserva per spese obbligatorie) e per 50
miliardi al cap. 6855 (fondo di riserva per spese impreviste),
quale compensazione di incrementi della dotazione dei capitoli
di spesa dello stato di previsione del Ministero stesso nonché
degli altri Ministeri e incremento di 6 miliardi per le spese
tecniche (cap. 5045). Aumento di 300 miliardi delle sole
autorizzazioni di cassa al cap. 8816 (somme da versare al
conto corrente infruttifero).
Sono stati inoltre ridotti i capitoli 1006 e 1007 relativi
alle spese per il Senato della Repubblica (- 7,5 miliardi) e
per la Camera dei deputati (- 16 miliardi);
Ministero delle finanze: variazioni compensative per 500
milioni;
Ministero della pubblica istruzione: incremento di 10
miliardi per le indennità e compensi per gli esami (cap.
2204);
Ministero dell'interno: incremento di 181 miliardi per le
spese elettorali (cap. 1548); è stato inoltre incrementato per
152 milioni il cap. 4293 relativo ai contributi per il
recupero ed il reinserimento dei tossicodipendenti: ad esso è
corrisposta una analoga riduzione del cap. 4295 relativo ai
contributi di prima assistenza per i rifugiati;
Ministero dei trasporti: incremento di 2,6 miliardi per
il servizio meccanizzato degli schedari;
Ministero delle poste e delle telecomunicazioni:
variazioni compensative per 65,3 milioni tra vari capitoli;
Ministero dell'agricoltura: incremento di 500 milioni per
le spese per la raccolta e l'elaborazione di dati;
Ministero del turismo e dello spettacolo: variazioni
compensative per 115 milioni tra vari capitoli;
Ministero dei beni culturali: incremento di 300 milioni
al cap. 8019, per 1,5 miliardi al cap. 8100 e per 3 miliardi
al cap. 8103 (restauro).
Per quanto riguarda le entrate:
gli emendamenti approvati al Senato non comportano una
variazione del totale del titolo I (entrate tributarie). Le
variazioni proposte non sono tuttavia di poco conto
relativamente al gettito delle singole imposte: all'incremento
di 1.200 miliardi del cap. 1040 (Imposta sul patrimonio netto
delle imprese) conseguente alla previsione di un maggiore
gettito, corrisponde la decurtazione per un pari ammontare del
cap. 1203 (IVA);
il titolo II (entrate extra-tributarie) evidenzia una
diminuzione di 307,6 miliardi conseguente alla soppressione
del capitolo 3390, concernente le somme dovute dalla società
concessionaria dei servizi di telecomunicazione ad uso
pubblico quale corrispettivo dei beni dell'ASST e
dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni
trasferiti alla predetta società: la soppressione del capitolo
è determinata dalla conversione di tale entrata in apporto di
capitale alla società medesima; di conseguenza è stata
approvata una analoga riduzione di 307,6 miliardi al cap. 6854
del Ministero del tesoro relativo al fondo di riserva per
spese obbligatorie.
Risulta inoltre ridotto per 3.016,9 miliardi in competenza
(277,5 miliardi per le autorizzazioni di cassa) il cap. 5100
del
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titolo IV (accensione prestiti) concernente il ricavo netto
delle emissioni in titoli. Tale riduzione, tuttavia, non ha
effetti sul saldo netto da finanziare, determinato quale
differenza tra le spese e le entrate finali.
Desidero, infine, sottolineare alcune questioni emerse nel
corso del dibattito svoltosi presso la Commissione
bilancio.
In particolare, desidero richiamare l'attenzione sul
capitolo 2541 dello stato di previsione del Ministero della
sanità (Spese per l'attuazione di un progetto inteso ad
incrementare la donazione del sangue), in cui risulta iscritta
in conto residui la somma di 5 miliardi di lire, nonché sul
capitolo 1586 dello stato di previsione del Ministero
dell'interno (Roma capitale).
Occorre ricordare in proposito che, nel corso della
discussione presso la Camera dei deputati del disegno di legge
di assestamento per l'anno 1992 (AC 1371), è stato approvato
l'emendamento, a firma dell'onorevole Marino ed altri,
soppressivo dell'articolo 6 del disegno di legge secondo cui
le somme iscritte, per il 1992, al capitolo 2541, non
utilizzate al termine dell'esercizio, potevano essere
impegnate nell'esercizio successivo. Dalla soppressione
dell'articolo 6 derivava quindi che, in base al regime
generale di contabilità (articolo 36 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440 come modificato dall'articolo 6 del
decreto-legge n. 65 del 1989 convertito in legge n. 155 del
1989) tali somme andassero in economia. Viceversa, il disegno
di legge di assestamento per il 1993 propone l'iscrizione in
bilancio del capitolo 2541 in relazione ai residui accertati
in sede di consuntivo 1992.
Alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Commissione,
il rappresentante del Governo ha dichiarato che tale
iscrizione è frutto di un mero errore materiale e ha
assicurato che il Governo si è già attivato per non tenerne
conto a livello gestionale. Giustamente è stato osservato che,
anche ove trattasi di mero errore materiale, occorrerà
provvedere in merito. In ogni caso, non essendovi
corrispondente autorizzazione di cassa, non vi è alcuna
possibilità di impegno di tali somme. La questione potrà
comunque essere risolta secondo appropriate modalità
tecniche.
Quanto al secondo capitolo, l'articolo 28 del decreto-legge
18 gennaio 1993, n. 8 recante "Disposizioni urgenti in materia
di contabilità pubblica e di finanza derivata" prevedeva che
le somme iscritte nel conto dei residui di tale capitolo per
l'anno 1992, per un importo pari a 160 miliardi, potessero
essere conservate nel conto stesso per essere utilizzate
nell'anno 1993. Il comma 2 prevedeva, inoltre, la concessione
di un contributo straordinario di 160 miliardi a favore del
comune di Roma. L'articolo in oggetto veniva soppresso,
dall'Assemblea del Senato, nel corso dell'esame del disegno di
legge di conversione del decreto-legge. Risulta che
l'iscrizione nel disegno di legge di assestamento 1993 di una
dotazione di cassa di 160 miliardi, di ammontare pari a quello
dei residui, è stata dovuta ad una misura prudenziale,
nell'eventualità, concreta al momento in cui è stata disposta
(giugno 1993), dell'adozione imminente di un provvedimento di
concessione del contributo in questione e della conseguente
necessità di poter avere la relativa disponibilità di cassa.
Poiché la norma in questione non è ancora intervenuta e poiché
l'assestamento non può che registrare quanto avvenuto nella
legislazione vigente fino al momento della sua approvazione
appare necessaria la presentazione di un apposito emendamento
soppressivo dell'autorizzazione di cassa.
Passando ad illustrare il Rendiconto generale dello Stato
per l'esercizio 1992, si può notare preliminarmente come i
dati di consuntivo relativi all'esercizio trascorso confermino
che le reiterate manovre degli ultimi anni non sono ancora
riuscite a correggere gli andamenti di fondo della finanza
pubblica nella misura definita dai vari Documenti di
programmazione economico-finanziaria. Nel corso del 1992,
inoltre, le manovre di risanamento messe in atto hanno
incontrato nuovi ostacoli, dovuti alla caduta dell'attività
economica ed alla situazione di generalizzata stasi di tutte
le attività produttive,
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rendendo più difficile il conseguimento degli obiettivi
prefissi.
A conferma di ciò si può osservare che nel 1992 il rapporto
tra debito del settore statale e prodotto interno lordo (pari
al 108,5 per cento) è cresciuto di sei punti percentuali e
mezzo, il dato più elevato degli ultimi sette anni. Il
rallentamento dell'economia, l'andamento particolarmente
riflessivo delle entrate al netto dei proventi straordinari, i
mancati introiti che avrebbero dovuto scaturire dalle
dismissioni e l'ulteriore forte espansione della spesa per
interessi, sono inoltre le cause di uno sfondamento del
fabbisogno di cassa per oltre 35.000 miliardi rispetto al
preventivato, e pertanto del più consistente scostamento tra
previsioni e risultati registrati nell'ultimo quinquennio.
Non sono mancati, tuttavia, nel corso del 1992 anche
risultati positivi conseguiti dal bilancio dello Stato: la più
evidente nota positiva è costituta dalla realizzazione, per la
prima volta da circa un trentennio, di un saldo primario
positivo dell'ordine di 8.300 miliardi (anche se ancora
lontano dall'obiettivo di 26.000 miliardi fissato nella
Relazione previsionale e programmatica). Il combinato effetto
delle misure correttive adottate nel corso del 1992 ha
consentito inoltre di recuperare una situazione del gettito
compromessa dal sensibile rallentamento della crescita
economica e dalla mancata realizzazione dei proventi attesi
dalle dismissioni.
Nel corso del 1992, sul versante delle entrate, gli
accertamenti per operazioni finali registrano infatti, in
conto competenza, un incremento di 4.809 miliardi (+0,94 per
cento) rispetto alle previsioni definitive, derivante
dall'aumento delle entrate tributarie per 3.996 miliardi e da
un aumento delle entrate extratributarie per 7.574 miliardi.
Le entrate correnti (tributarie ed extratributarie) hanno
raggiunto 511.055 miliardi complessivi, superando le
previsioni iniziali. Nell'ambito delle entrate
extratributarie, minori accertamenti sono stati registrati per
i proventi dei beni dello Stato (- 398 miliardi), mentre un
rilevante aumento è stato registrato per i recuperi, rimborsi
e contributi (+ 5.016 miliardi), per i proventi dei servizi
pubblici minori (+ 1.248 miliardi) e per gli interessi su
anticipazioni e crediti vari del tesoro (+ 1.357 miliardi).
Per quanto riguarda le entrate tributarie, le imposte sul
patrimonio e sul reddito presentano accertamenti pari a
247.245 miliardi, con un incremento di 5.150 miliardi rispetto
alle previsioni definitive ed un aumento di circa il 20 per
cento rispetto agli accertamenti dell'esercizio precedente; le
tasse e le imposte sugli affari registrano un incremento di
427 miliardi rispetto alle previsioni definitive, con
accertamenti complessivi pari a 117.477 miliardi (l'incremento
è di circa il 4 per cento rispetto al 1991). Le imposte sulla
produzione e sui consumi denotano invece una diminuzione di
circa 1.780 miliardi rispetto alle previsioni definitive,
attestandosi a 46.999 miliardi di accertamenti; rispetto al
1991 si segnala comunque un incremento del 4,5 per cento.
Le cifre confermano dunque come l'andamento delle entrate
sia risultato nel corso del 1992 del tutto in linea con gli
incrementi intervenuti nella pressione fiscale dello Stato,
confermando l'efficacia dell'azione pubblica diretta a
conseguire maggiori introiti. L'altro elemento che emerge
immediatamente sul lato delle entrate è tuttavia costituito
dall'insufficienza dell'azione mirata al riordino ed alla
dismissione di beni patrimoniali dello Stato, che ha
caratterizzato la gestione del bilancio nel 1992.
Si registra infatti, a consuntivo, una flessione di 6.760
miliardi delle entrate provenienti dall'alienazione e
ammortamento di beni patrimoniali e riscossioni di crediti,
per le quali si è passati da una previsione iniziale di
accertamenti di competenza pari a 15.676 miliardi ad una
previsione definitiva pari a 8.416 miliardi (con una
variazione in diminuzione di 7.260 miliardi) e ad un ammontare
di accertamenti effettivi in entrata pari a 1.656 miliardi. Si
tratta, evidentemente, del riflesso contabile delle lentezze e
difficoltà che continuano a caratterizzare il processo di
dismissione e di alienazione di
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taluni elementi del compendio patrimoniale dello Stato.
Queste risultanze contabili confermano la correttezza
dell'impostazione adottata nell'articolo 1 della legge
finanziaria 1993, che, come è noto, ha escluso le risultanze
in entrata delle operazioni di dismissione del patrimonio
pubblico ai fini del calcolo del limite del saldo netto da
finanziare: tali entrate saranno accertate a mano a mano che
effettivamente si procederà al loro conseguimento con
operazioni di bilancio. Non appena anche il Senato avrà
approvato il provvedimento licenziato in sede legislativa
dalla Commissione bilancio della Camera le entrate da
dismissioni patrimoniali affluiranno al Fondo per
l'ammortamento dei titoli pubblici, per essere destinate alla
riduzione del debito pubblico.
Le operazioni di indebitamento, infine, hanno registrato
una flessione per 52.074 miliardi (- 20,3 per cento), che la
relazione al disegno di legge di approvazione del rendiconto
ascrive al ricorso a forme alternative di copertura del
disavanzo.
Sul fronte delle spese, nel corso del 1992 si sono
registrati complessivamente, in conto competenza, impegni per
738.000 miliardi e pagamenti per 659.000 miliardi, a fronte di
previsioni definitive pari a 764.000 miliardi. Gli impegni per
operazioni finali sono risultati pari a 627.580 miliardi, con
una riduzione di 18.092 miliardi rispetto alle previsioni
assestate (- 2,8 per cento), e quelli per le operazioni di
rimborso prestiti presentano una diminuzione rispetto alle
previsioni pari a 7.842 miliardi. All'interno delle spese
finali la flessione più contenuta è stata registrata dalle
spese in conto capitale (- 3,7 per cento), mentre le spese
correnti hanno registrato una diminuzione del 2,6 per cento.
Gli impegni finali netti, dedotte le operazioni finanziarie,
sono stati pari a 618.281 miliardi. I pagamenti correnti
rappresentano il 75 per cento di quelli complessivi e la quota
residua si ripartisce tra quelli in conto capitale per circa
il 9 per cento ed il rimborso dei prestiti per circa il 15 per
cento.
Per quanto riguarda il conto residui, dei 79.000 miliardi
di residui passivi formatisi nel corso del 1992 ben 27.000
(cioè il 34 per cento) scaturiscono dalla spesa in conto
capitale, e ad essi vanno aggiunti 31.000 miliardi di residui
provenienti dalla spesa in conto capitale degli anni
precedenti (su un totale di 44.000 miliardi complessivi: una
quota, dunque, pari al 70 per cento). La formazione di nuovi
residui è dovuta per un'altra parte considerevole alle spese
per trasferimenti, soprattutto in relazione alle somme
destinate agli enti territoriali (circa 15.000 miliardi). Le
cause della formazione di simili, ingenti volumi di residui
appaiono dovute principalmente, per le spese in conto
capitale, ai tempi necessari per l'esecuzione delle opere ed
alla complessità delle procedure previste da non poche leggi
di spesa, e, per i trasferimenti agli enti territoriali, a
regolazioni contabili, in particolare con alcune regioni
autonome, o a difficoltà di realizzazione da parte degli enti
medesimi degli interventi finanziati dal bilancio dello
Stato.
In conseguenza degli illustrati andamenti registrati sui
due versanti del bilancio (entrate e spese), i principali
saldi di competenza per il 1992 si sono commisurati, a
consuntivo, a 43.064 miliardi per il risparmio pubblico
negativo, a 114.868 miliardi per il saldo netto da finanziare,
a 225.755 miliardi per il ricorso al mercato. Tutti i
risultati differenziali esprimono pertanto un miglioramento
rispetto al 1991; la situazione più favorevole si riferisce al
saldo negativo di parte corrente, che presenta un
ridimensionamento di circa 15.000 miliardi (pari al 25,8 per
cento), ma di oltre 8.100 miliardi si alleggerisce il saldo
netto da finanziare (6,6 per cento) e di circa 5.200 miliardi
si riduce il carico del ricorso al mercato (2,2 per cento).
Particolarmente significativo è il dato del saldo netto da
finanziare, che aveva invece dato luogo a considerazioni
diverse in sede di esame del rendiconto per il 1991.
Per quanto riguarda l'esercizio 1992, con riferimento ai
risultati differenziali esposti nel rendiconto generale,
emerge che il dato del saldo netto da finanziare, anziché
sfondare il limite massimo fissato
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nella legge finanziaria, si mantiene ben al di sotto del
livello stabilito. Il valore del saldo netto da finanziare
contenuto nelle previsioni iniziali (pari a 124.656 miliardi)
si assesta infatti, a consuntivo, dal punto di vista della
gestione, in 114.869 miliardi, con una differenza in meno di
22.901 miliardi: ciò sta a significare che nel corso della
gestione il vincolo di legge è stato largamente rispettato. Si
ricorda infatti che l'articolo 1, comma 1, della legge
finanziaria 1992 determinava il saldo netto da finanziare in
117.427 miliardi, saldo al quale vanno aggiunte, ai fini della
gestione del bilancio, 7.500 miliardi per la regolazione in
titoli dei crediti di imposta; complessivamente, pertanto, il
saldo netto da finanziare delle previsioni iniziali di
bilancio 1992 ammontava a 124.927 miliardi. Si può pertanto
osservare come l'esercizio 1992 non presenta, dallo specifico
punto di vista evidenziato dalla Corte dei conti in occasione
della parificazione del rendiconto 1991, anomalie.
Si rileva infine che, come già accaduto per il rendiconto
1991, anche nel conto consuntivo (conto del bilancio) per il
1992 relativo all'Amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni, la Corte dei conti, in sede di
parificazione, ha escluso dalla dichiarazione di regolarità
l'importo di 1.397,8 miliardi iscritto al capitolo 610
dell'entrata. Si tratta, secondo la Corte, di un'iscrizione in
entrata che non trova titolo né nella legge di bilancio 1992,
né in altri provvedimenti successivi di autorizzazione
legislativa; su questo punto si è soffermata con particolare
attenzione la Commissione bilancio nel corso dell'esame del
disegno di legge di rendiconto.
In sostanza, la Corte dei conti fa osservare come, a fronte
di un disavanzo per l'amministrazione postale previsto ed
autorizzato nel limite di 1.667 miliardi, il conto consuntivo
del bilancio di questa amministrazione evidenzi un
travalicamento (di oltre 1.390 miliardi rispetto al limite
stabilito), che viene ad essere sanato con un semplice
incremento del capitolo 610 dell'entrata dell'Amministrazione
delle poste, sul quale viene iscritta l'anticipazione del
Tesoro al ripiano del disavanzo, cui corrisponde analogo
stanziamento in uscita nello stato di previsione del Ministero
del tesoro (cap. 8316). Si produce in sostanza la stessa
situazione già riscontrata per l'esercizio 1991, il cui
consuntivo chiudeva con un maggior disavanzo di 1.866 miliardi
rispetto all'importo consentito dalla legge di bilancio e dal
successivo assestamento. La Corte osserva che una prima
irregolarità si è avuta quando è stato consentito il trasporto
a residui di tale posta di 1.866 miliardi, corrispondente al
maggior disavanzo dell'esercizio per il 1991; "quel che è
seguito ne costituisce l'automatismo del fuori controllo
contabile".
Si ricorda che, a partire dall'anno 1989, l'evoluzione del
disavanzo dell'Amministrazione postale va ricondotta alle
disposizioni contenute nell'articolo 13 della legge
finanziaria per il 1988 (legge 11 marzo 1988, n. 67). Tale
disposizione fissa un limite ai trasferimenti statali da
calcolare attraverso una riduzione del 15 per cento annuo
rispetto alla somma iscritta a tale titolo nell'anno
precedente, al netto degli oneri impropri per servizi a
tariffa agevolata. Sulla base degli obiettivi legislativamente
fissati e delle valutazioni aziendali in ordine all'evoluzione
degli oneri impropri, in allegato al Documento di
programmazione economico-finanziaria per il triennio 1993-1995
veniva presentata una relazione sulla riorganizzazione dei
servizi postali che fissava il limite al disavanzo per gli
anni dal 1992 al 1995: l'obiettivo dell'equilibrio definitivo
dovrebbe essere raggiunto nel 1996 o al più tardi nel 1997.
A fronte di tali obiettivi, tuttavia, nel 1992, di fronte
ad un disavanzo previsto e autorizzato di 1.667 miliardi,
viene contabilizzato dal consuntivo un trasferimento a
pareggio del Tesoro di 3.065 miliardi, con uno sfondamento,
come si è detto, di oltre 1.390 miliardi. Il problema dello
strumento con il quale fronteggiare tale sfondamento è stato
risolto con riferimento all'articolo 1 del decreto legislativo
luogotenenziale 22 novembre 1945, n. 822, sulla cui base sono
state concesse anticipazioni
Pag. 13
sui fondi dei conti correnti postali, a pareggio, da
parte della Cassa depositi e prestiti; l'autorizzazione alla
concessione di tali anticipazioni viene riproposta, in
sanatoria, con l'articolo 27 del disegno di legge di
rendiconto in esame (copertura maggior disavanzo).
Rimane comunque aperta, come già era stato osservato nella
discussione svoltasi presso la Commissione bilancio del
Senato, la questione della ricostruzione dei fattori,
analizzati dalla Corte dei conti nel capitolo XX della
relazione sul rendiconto, che impediscono l'attuazione della
disposizione contenuta nell'articolo 13 della legge
finanziaria per il 1988 ed impongono la sanatoria proposta con
l'articolo 27 del disegno di legge in esame.
In questa Aula recentemente è stato detto che ci troviamo
in una situazione grave e difficile sul piano
economico-finanziario, in un vero e proprio stato di guerra e
che pertanto anche l'economia deve essere una economia di
guerra.
Nel frattempo la situazione, già giudicata così difficile,
non è affatto migliorata, anzi si è aggravata, nonostante
l'accrescimento dell'imposizione fiscale complessiva, giunta
ormai ad un livello che anche da parte del Governo si è
riconosciuto non ulteriormente incrementabile. Pertanto, sia
per fronteggiare nuove o maggiori spese non eludibili, sia per
ridurre ulteriormente e gradualmente il deficit, non
rimane che sfrondare ancora, in modo anche molto drastico, la
spesa nei suoi più svariati rivoli e collocazioni in bilancio.
Una revisione analitica e globale della spesa statale dovrebbe
essere effettuata periodicamente non solo per recuperare
risorse per le esigenze sopra esposte ma anche per assicurare
situazioni di equità fra i cittadini.
A tale scopo, sembra rivestire grande interesse il lavoro
pubblicato nello scorso mese di giugno dalla Commissione
tecnica per la spesa pubblica: "Il bilancio dello Stato per
centri di costo e suggerimenti per un'operazione verità sui
conti dello Stato".
In tale lavoro, con riferimento al bilancio di previsione
dello Stato per gli anni dal 1991 al 1993, si è proceduto, nel
rispetto dei totali di spesa che appaiono in bilancio, a
ricollocare le autorizzazioni di spesa da un Ministero
all'altro per accorpare in testa ai Ministeri responsabili
quelle spese che si trovano negli stati di previsione del
tesoro, del bilancio, delle finanze e dell'interno.
Da tali rielaborazioni, ad esempio, emerge che il bilancio
del Ministero del tesoro, che nei dati ufficiali per il 1993
presenta spese (al netto degli interessi) per circa 260.000
miliardi, varrebbe solamente 8.000 miliardi. Tutte le altre
spese risultano infatti attribuite ai Ministeri effettivamente
competenti nella gestione della spesa ovvero a centri di spesa
appositamente costruiti per evidenziare programmi di spesa
particolarmente rilevanti (finanza regionale, finanza locale,
funzione pubblica, Mezzogiorno, calamità naturali).
Ricordando il dibattito che su tali questioni si svolge
ormai da tempo in Commissione bilancio, mi pare di potere
accogliere l'invito al Governo a ristrutturare il bilancio
dello Stato nel suo complesso e, soprattutto, i bilanci dei
Ministeri del tesoro, del bilancio, delle finanze e della
Presidenza del Consiglio, in modo che tutte le autorizzazioni
di spesa di un settore vengano collocate nel bilancio del
Ministero che ne ha la responsabilità politica. In tale ottica
di maggiore chiarezza e trasparenza dei conti pubblici,
sarebbe opportuno riportare in bilancio tutte le attività e
operazioni attualmente gestite al di fuori di esso, compreso
il finanziamento dei disavanzi INPS attualmente a carico del
conto corrente di tesoreria.
Sottolineando come l'approvazione del disegno di legge di
assestamento sia condizione necessaria per l'effettiva
operatività di numerosi interventi normativi, invito
l'Assemblea ad esprimere su di esso e sul disegno di legge di
rendiconto 1992 una valutazione positiva.
Giacomo GUALCO, Relatore.
Pag. 14
Pag. 15
Allegato 1.
RELAZIONI
DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
Pag. 16
Pag. 17
RELAZIONI DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
SOMMARIO
--
I Commissione permanente (Affari
costituzionali) .................... Pag. 19
Tabella 1/A (Presidenza del Consiglio); Tabella 8
(Interno).
III Commissione permanente (Affari esteri
e comunitari) ...................... " 20
Tabella 6 (Esteri); Tabella 16 (Commercio estero).
V Commissione permanente (Bilancio,
tesoro e programmazione) ........... " 22
Tabella 2 (Tesoro); Tabella 4 (Bilancio); Tabella 18
(Partecipazioni statali).
VI Commissione permanente (Finanze) " 23
Tabella 1 (Entrata); Tabella 3 (Finanze); Tabella 14
(Industria limitatamente alle assicurazioni private e di
interesse collettivo).
VII Commissione permanente (Cultura,
scienza e istruzione) .............. " 24
Tabella 1/A (Presidenza del Consiglio, limitatamente
all'informazione); Tabella 7 (Pubblica istruzione); Tabella 20
(Turismo e spettacolo, limitatamente allo spettacolo e allo
sport); Tabella 21 (Beni culturali e ambientali); Tabella 23
(Università e ricerca scientifica e tecnologica).
VIII Commissione permanente (Ambiente,
territorio e lavori pubblici) ...... " 26
Tabella 1/A (Presidenza del Consiglio, per le parti
relative alla Protezione civile, alle Aree urbane e servizi
tecnici nazionali); Tabella 9 (Lavori pubblici); Tabella 22
(Ambiente).
X Commissione permanente (Attività
produttive, commercio e
turismo) ........................... " 28
Tabella 14 (Industria); Tabella 20 (Turismo e spettacolo,
per la parte ordinamentale e per quella relativa al turismo);
Tabella 23 (Università e ricerca scientifica per la parte
relativa alla ricerca applicata).
XI Commissione permanente (Lavoro
pubblico e privato) ................ " 29
Tabella 15 (Lavoro).
XII Commissione permanente
(Affari sociali) " 30
Tabella 19 (Sanità).
XIII Commissione permanente
(Agricoltura) ...................... " 31
Tabella 13 (Agricoltura).
Pag. 18
Pag. 19
I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del
Consiglio e interni)
(Relatore: Raffaele TISCAR)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 1/A: Stato di previsione della Presidenza del
Consiglio dei ministri
per l'anno finanziario 1993
Tabella 8: Stato di previsione del Ministero
dell'interno
per l'anno finanziario 1993
La I Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3135, concernente il
rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 1992, relativamente alle parti di
propria competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134, concernente
disposizioni per l'assestamento
al bilancio dello Stato e dei bilanci delle
aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 1/A, relativa allo stato di previsione della
Presidenza del Consiglio dei ministri, e sulla tabella 8,
relativa allo stato di previsione del Ministero
dell'interno.
Pag. 20
III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)
-----------
(Relatore: Alberto ALESSI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 6: Stato di previsione del Ministero degli affari
esteri
per l'anno finanziario 1993
Tabella 16: Stato di previsione del Ministero del
commercio con l'estero
per l'anno finanziario 1993
La III Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3135, Rendiconto
generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
finanziario 1992, relativamente alle parti di propria
competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134, Disposizioni
per l'assestamento al bilancio dello Stato e dei bilanci delle
aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella n. 16, (Stato di previsione del Ministero del
commercio con l'estero per l'anno finanziario 1993) e
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella n. 6, (Stato di previsione del Ministero degli
affari esteri per l'anno finanziario 1993), con le seguenti
osservazioni:
a) il capitolo 4620 "Fondo speciale per la
cooperazione allo sviluppo" ha subito
Pag. 21
uno storno di 200 miliardi per la copertura finanziaria
della missione umanitaria in Somalia e in Mozambico. Come già
più volte espresso, all'unanimità, dalla III Commissione della
Camera dei deputati, è necessario che le risorse finanziarie
relative alle missioni di pace che prevedono l'impiego delle
forze militari siano reperite in forma diversa, affrontando
tale problema in maniera sistematica e non invece estemporanea
e surrettizia. La III Commissione ribadisce che il sostegno
alla politica di cooperazione allo sviluppo mira a salvare la
credibilità internazionale dell'Italia e a preservare il
patrimonio umano e finanziario esistente nel settore;
b) gli stanziamenti previsti per la realizzazione
dei fini della legge 26 febbraio 1992, n. 212, concernente la
collaborazione con i paesi dell'Europa centro-orientale,
sono stati ridotti, per il 1993, da una previsione
iniziale di 500 miliardi a 75 miliardi, contenuti nel capitolo
9011 dello stato di previsione del Ministero del tesoro. Il
definanziamento di tale legge la rende inapplicabile proprio
in un momento di crescente interesse verso le popolazioni di
quei paesi. Tra l'altro, se con il disegno di legge di
assestamento viene introdotto nello stato di previsione degli
esteri il capitolo 2042, "Spese connesse all'attuazione delle
iniziative verso i paesi dell'Europa centro-orientale",
relative agli articoli 3 e 4 della legge n. 212, cui vengono
attribuiti 244 miliardi di residui e di autorizzazioni di
cassa, è altrettanto deplorevole lo storno di 199 miliardi dal
ricordato capitolo 2042 effettuato dal decreto-legge 13 luglio
1993 n. 223, recante "Disposizioni urgenti relative allo
svolgimento della missione umanitaria in Somalia e in
Mozambico".
Pag. 22
V COMMISSIONE PERMANENTE
(Bilancio, Tesoro e Programmazione)
-----------
(Relatori: Tabella 2: Antonio IODICE --
Tabella 4: Mariolina MOIOLI VIGANO' -- Tabella 18: Antonio
IODICE)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 2: Stato di previsione del Ministero del tesoro
per l'anno finanziario 1993
Tabella 4: Stato di previsione del Ministero del
bilancio
e della programmazione economica per l'anno finanziario
1993
Tabella 18: Stato di previsione del Ministero delle
partecipazioni statali
per l'anno finanziario 1993
La V Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3134, concernente il
rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 1992, relativamente alle parti di
propria competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3135, concernente
disposizioni per l'assestamento di bilancio dello Stato e dei
bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario
1993,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 2, relativa allo stato di previsione del
Ministero del tesoro, sulla tabella 4, relativa allo stato di
previsione del Ministero bilancio e della programmazione
economica e sulla tabella 18 relativa allo stato di previsione
del Ministero delle partecipazioni statali.
Pag. 23
VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)
-----------
(Relatore: Duccio CASTELLOTTI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 1: Stato di previsione dell'entrata
per l'anno finanziario 1993
Tabella 3: Stato di previsione del Ministero delle finanze
e dell'amministrazione dei monopoli di Stato per l'anno
finanziario 1993
Tabella 14: Stato di previsione del Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato per l'anno
finanziario 1993 (limitatamente alla rubrica n. 11:
assicurazioni private e di interesse collettivo)
La VI Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3135: "Rendiconto
generale dell'amministrazione dello Stato per l'anno
finanziario 1992" relativamente alle parti di propria
competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134:
"Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e
dei bilanci delle
Aziende autonome per l'anno finanziario 1993",
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulle Tabelle n. 1 (Stato di previsione dell'entrata per
l'anno finanziario 1993), n. 3 (Stato di previsione del
Ministero delle finanze e dell'amministrazione dei monopoli di
Stato per l'anno finanziario 1993) e n. 14 (Stato di
previsione del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, limitatamente alla rubrica n. 11:
assicurazioni private e di interesse collettivo).
Pag. 24
VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)
-----------
(Relatori: Tabella 1/A, limitatamente all'informazione,
Tabella 20, limitatamente allo spettacolo e allo sport e
Tabella 21: Paolo MENGOLI -- Tabella 7 e Tabella 23: Giovanni
PACIULLO)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 1/A: Stato di previsione della Presidenza del
Consiglio dei Ministri
per l'anno finanziario 1993 (limitatamente
all'informazione)
Tabella 7: Stato di previsione del Ministero della
pubblica istruzione
per l'anno finanziario 1993
Tabella 20: Stato di previsione del Ministero del turismo
e dello spettacolo per l'anno finanziario 1993 (limitatamente
allo spettacolo e allo sport)
Tabella 21: Stato di previsione del Ministero per i beni
culturali
e ambientali per l'anno finanziario 1993
Tabella 23: Stato di previsione del Ministero
dell'università
e della ricerca scientifica e tecnologica per l'anno
finanziario 1993
La VII Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3134, recante
disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei
bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
nonché le corrispondenti
parti del disegno di legge n. 3135, concernente il rendiconto
generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
finanziario 1992,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Pag. 25
sulla tabella n. 1/A, relativa allo stato di previsione
della Presidenza del Consiglio dei ministri (per la parte
relativa all'informazione), sottolineando l'esigenza di
potenziare i canali di comunicazione, in primo luogo
attraverso gli strumenti informatici, all'interno della
pubblica amministrazione.
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella n. 20, relativa allo stato di previsione
del Ministero del turismo e dallo spettacolo (per la parte
relativa allo spettacolo e allo sport), sottolineando la
necessità di verificare le modalità di erogazione a soggetti
esterni dei fondi imputabili al soppresso Ministero del
turismo e spettacolo.
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella n. 21, relativa allo stato di previsione
del Ministero per i beni culturali e ambientali, sottolineando
che, pur a fronte di apprezzabili innovazioni legislative nel
settore, appare opportuno intensificare gli sforzi per rendere
più efficace l'utilizzazione delle risorse disponibili, al
fine di accrescere l'efficienza dell'Amministrazione.
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella n. 7, relativa allo stato di previsione del
Ministero della pubblica istruzione, osservando che l'ingente
massa di residui, da un lato, evidenzia l'esigenza di
cambiamenti nell'assetto organizzativo dell'amministrazione
scolastica e, dall'altro, denuncia una carente capacità di
valutazione dei flussi di spesa nonché un'evidente difficoltà
a qualificare la spesa medesima in termini di riequilibrio tra
spesa corrente e investimenti qualitativi.
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella n. 23, relativa allo stato di previsione
del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica, osservando che la presenza di cospicui residui
passivi costituisce il risultato di limiti gestionali e
organizzativi resi ancora più gravi dal ritardo del
riconoscimento dell'autonomia alle università; si segnala
inoltre che la presenza di una ingente massa di residui
passivi tra i fondi destinati alla ricerca sollecita una
revisione dei relativi meccanismi di spesa.
Pag. 26
VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, Territorio e Lavori pubblici)
-----------
(Relatori: Tabella 1/A limitatamente alla Protezione civile,
Aree urbane e servizi tecnici nazionali, Tabella 22: Renzo
LUSETTI -- Tabella n. 9: Luigi RINALDI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 1/A: Stato di previsione della Presidenza del
Consiglio dei ministri per l'anno finanziario 1993
(limitatamente alle rubriche Protezione civile, Aree urbane e
servizi tecnici nazionali)
Tabella 9: Stato di previsione del Ministero dei lavori
pubblici
per l'anno finanziario 1993
Tabella 22: Stato di previsione del Ministero
dell'ambiente
per l'anno finanziario 1993
La VIII Commissione,
constatato che
dal rendiconto generale dello Stato per l'esercizio
finanziario 1992 emerge un saldo netto da finanziare di
114.869 miliardi inferiore alle previsioni iniziali (124.656
miliardi) e alle previsioni finali che facevano ammontare il
saldo a 137.770 miliardi;
i residui di competenza del Ministero dei lavori
pubblici accertati al 31 dicembre 1992 ammontano a 7.219,7
miliardi con una riduzione del 9,5 per cento rispetto ai
residui esistenti all'inizio dell'anno;
i dati sui residui confermano il trend favorevole degli
ultimi anni durante i quali gli uffici del Ministero hanno
provveduto a smaltire gran parte delle
Pag. 27
somme da pagare e che la notevole entità dei residui di
stanziamento è riconducibilile quasi esclusivamente al blocco
degli impegni di spesa deciso nel corso del 1992 nel quadro
delle manovre di contenimento del disavanzo pubblico;
constatato inoltre che
il saldo passivo della gestione ANAS di competenza
1987, pari a 15.872,4 miliardi, è perfettamente confermato dal
saldo attivo dell'esercizio 1988, e che pertanto al 31
dicembre 1992 la situazione finanziaria risulta in perfetto
equilibrio;
rilevata
la necessità di rimuovere gli effetti delle misure di
contenimento degli impegni di spesa sugli stanziamenti nel
quadro della manovra sulla riduzione del disavanzo pubblico,
nonché la necessità di procedure di spesa più snelle e
trasparenti al fine di ridurre in modo significativo l'elevata
mole di residui che nella seconda metà dagli anni '80 hanno
subìto un incremento piuttosto vistoso;
considerato altresì che nel corso del 1992 sono
intervenute significative inversioni di tendenza in materia di
affidamento dei lavori, avendo la licitazione privata con gara
in ambito CEE iniziato a prendere posto rispetto alla
trattativa privata e che sono in via di definizione nuove
norme in materia di accelerazione della spesa e di appalti;
rilevata la correttezza anche sostanziale dei disegni
di legge all'esame; pur richiamando le osservazioni della
Corte dei conti
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sul disegno di legge n. 3134 (Assestamento) relativamente
agli stati di previsione della tabella 9 (Ministero dei lavori
pubblici e ANAS);
DELIBERA ALTRESI' DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sul disegno di legge n. 3135 (Rendiconto) per le parti
relative alle medesime tabelle.
La VIII Commissione,
rilevata la necessità di individuare idonee procedure di
finanza pubblica ed amministrative per ridurre i consistenti
residui rilevati in gran parte dei capitoli delle tabelle n.
22 e 1/A (per le rubriche di competenza)
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sul disegno di legge n. 3134 (Assestamento) relativamente
allo stato di previsione del Ministero dell'Ambiente (tab. 22)
ed allo stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei
Ministri (tab. 1/A - limitatamente alle rubriche Protezione
Civile, Aree urbane e Servizi tenici nazionali) e
DELIBERA ALTRESI' DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sul disegno di legge n. 3135 (Rendiconto) per le parti
relative alle medesime tabelle.
Pag. 28
X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attivita produttive, Commercio e Turismo)
-----------
(Relatore: Hubert CORSI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 14: Stato di previsione del Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato per l'anno
finanziario 1993
Tabella 20: Stato di previsione del Ministero del turismo
e dello spettacolo per l'anno finanziario 1993
(per la parte ordinamentale e per quella relativa al
turismo)
Tabella 23: Stato di previsione del Ministero
dell'università
e della ricerca scientifica e tecnologica per l'anno
finanziario 1993
(per la parte relativa alla ricerca applicata)
La X Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3135, concernente il
rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 1992, relativamente alle parti di
propria competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134 concernente
disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei
bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 14 relativa allo stato di previsione del
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sulla Tabella 20 relativo allo stato di previsione del
Ministero del turismo e dello spettacolo (per la parte
ordinamentale e per quella relativa al turismo) e sulla
Tabella 23 relativa allo stato di previsione del Ministero
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica (per
la parte relativa alla ricerca applicata).
Pag. 29
XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)
-----------
(Relatore: Anna Maria NUCCI MAURO)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 15: Stato di previsione del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale per l'anno finanziario 1993
La XI Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3135, "Rendiconto
generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio
finanziario 1992", relativamente alle parti di propria
competenza,
pur rilevando che è mancata la possibilità di un
confronto serio con il Governo, che non ha permesso di avere
chiarimenti su questioni essenziali che afferiscono ai rilievi
sollevati dalla Corte dei conti, soprattutto nel comparto
pensionistico, del pubblico e delle politiche del lavoro;
nel sollecitare il Governo a scelte di rilancio
dell'attività economica e produttiva,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3134,
"Disposizioni per l'assestamento al bilancio dello Stato e dei
bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993",
con le medesime considerazioni espresse in ordine al
rendiconto,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 15, relativa allo stato di previsione del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'anno
finanziario 1993.
Pag. 30
XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)
-----------
(Relatore: Mario PERANI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 19: Stato di previsione del Ministero della sanità
per l'anno finanziario 1993
La XII Commissione,
esaminato il disegno di legge n. 3134, concernente
disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei
bilanci delle aziende autonome per l'anno finanziario 1993,
relativamente alle parti di propria competenza,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
Esaminato altresì il disegno di legge n. 3135, concernente
il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per
l'esercizio finanziario 1992,
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE
sulla tabella 19 Stato di previsione del Ministero della
sanità.
Pag. 31
XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)
-----------
(Relatore: Telesio DELFINO)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 13: Stato di previsione del Ministero
dell'agricoltura e delle foreste per l'anno finanziario
1993
La XIII Commissione,
esaminati i disegni di legge A.C. 3135 recante il
rendiconto dello Stato per il 1992 e A.C. 3134 recante
disposizioni per l'assestamento del bilancio dello
Stato per il 1993, con particolare riferimento alla tabella
n. 13 concernente il Ministero dell'agricoltura e delle
foreste
DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.
Pag. 32
Pag. 33
RELAZIONI DI MINORANZA
DELLE COMMISSIONI PERMANENTI
SOMMARIO
--
XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato)
Tabella 15 (Lavoro) ....................... Pag. 35
Pag. 34
Pag. 35
XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)
-----------
(Relatore: Renzo INNOCENTI)
RELAZIONE
sui
DISEGNI DI LEGGE
Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato
per l'esercizio finanziario 1992 (3135)
Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato
e dei bilanci delle Aziende autonome per l'anno finanziario
1993 (3134)
Tabella 15: Stato di previsione del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale per l'anno finanziario 1993
La XI Commissione,
esaminato il Rendiconto 1992, la manovra di assestamento
1993, rilevata la grave ed ingiustificata assenza del Governo
durante la discussione, esprime
PARERE NEGATIVO
in quanto non emergono scelte tese a salvaguardare il
valore reale dei trattamenti pensionistici e delle
retribuzioni del pubblico impiego anche in considerazione
degli impegni sottoscritti con le organizzazioni
sindacali nel luglio 1993;
non si evidenzia con correttezza la scissione netta tra
interventi in campo previdenziale ed assistenziale;
non si sono realizzate, né si compiono, scelta tese alla
realizzazione del decentramento e di una maggiore efficienza
dal Ministero dal lavoro;
non emerge una efficace politica attiva del lavoro
tendente a riequilibrare la domanda e l'offerta di lavoro in
questo momento di grave crisi occupazionale.
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