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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


1530
DDL0336-0002
Progetto di legge Camera n. 336 - testo presentato - (DDL11-336)
(suddiviso in 3 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.1 dello stampato)
...C336. TESTIPDL
...C336.
RELAZIONE
ZZDDL ZZDDLC ZZNONAV ZZDDLC336 ZZ11 ZZRL ZZPR
    Onorevoli Colleghi! - Riteniamo opportuno ripresentare
  ancora una volta questa proposta di legge in quanto ha in sé
  tutti gli elementi dell'attualità pur essendo stata affidata
  all'esame della Camera già nella X legislatura.
    La ex Salina Comacchiese è inserita fisicamente, sul lato
  nord-est, nel più ampio complesso vallivo locale ed era
  anch'essa una semplice valle di pesca, quando con il rogito
  del notaro Giovambattista Giletti, dell'11 luglio 1797, tutte
  queste valli vennero dallo Stato francese, che le aveva
  acquisite dalla Camera apostolica romana, restituite in piena
  proprietà, con pagamento di un rilevante corrispettivo, al
  comune di Comacchio, al quale erano appartenute  ab
  immemore.
    Anche quando, concluso il periodo napoleonico, ritornò poi
  lo Stato pontificio, il rogito Giletti continuò per altro a
  conservare pienamente la sua validità ed efficacia
  traslativa, in forza delle disposizioni del trattato di
  Vienna a favore dei terzi, che si erano resi acquirenti di
  beni dello Stato francese.  In effetti, con il dispaccio del 28
  maggio 1831, della Segreteria di Stato, inviato al Cardinale
  Legato di Ravenna, comunicato al comune con nota 4 giugno
  1831, fu imposto anche sul rogito suddetto il "silenzio
  perpetuo" pontificio, in modo che: "gli acquirenti non avranno
  più molestia alcuna per invalidità delle compere fatte da
  qualunque dei precedenti governi".  Ciononostante, tale
  consolidata situazione giuridica non aveva impedito che, per
  precedenti gravi difficoltà economiche e aziendali, con
  rescritto del 1^ febbraio 1827, la Camera Apostolica assumesse
  di fatto in "gestione provvisoria" l'intero specchio vallivo,
  ma senza intaccarne però la piena proprietà, la quale rimase
  al comune.  Tale provvisorietà, in vero, si protrasse fino al
  sorgere
 
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  del Regno d'Italia, al quale le Valli passarono senza alcuno
  strumento e rimasero, benché ancora in istato di prorogata
  provvisorietà, fino a quando, con legge 7 luglio 1868, n.
  4478, vennero, ancora una volta, restituite nel pieno possesso
  e nella gestione del comune di Comacchio, essendo per altro
  riconosciuta e riconfermata esplicitamente, anche in tale
  occasione, l'efficacia del più volte sopra menzionato rogito
  Giletti.
    Da quanto sopra esposto è da ritenere, con fondate ed
  evidenti ragioni, che anche l'area denominata "Salina" sia
  stata coinvolta, con le altre valli, in tutti i trasferimenti
  sopra richiamati, tanto che ora è legittimo concludere che
  essa è già da lungo tempo di piena proprietà comunale, se è
  vero che anch'essa era compresa nel rogito Giletti.
    Effettivamente, il trasferimento, in esso portato, riguarda
  "tutte, e singole le Valli e Pesche di Comacchio e sue
  adiacenze"; così come è certo che, con l'articolo 1 della
  citata legge italiana n. 4478 del 1868, le "Finanze dello
  Stato" hanno immesso: "Il comune di Comacchio nella libera
  amministrazione delle Valli al medesimo cedute con istrumento
  Giletti...", con in più (articolo 2): "attrezzi e scorte che
  si troveranno nei depositi e magazzini", ed anche: "le così
  dette fabbriche dei pesci" (articolo 5).
    In effetti, non esiste alcuno strumento in base al quale
  poter dire che la "Salina" è stata veramente in proprietà
  dello Stato italiano.  Senonché, la cosa può essere spiegata
  come segue: è accaduto che l'area, di cui si tratta, divenne
  "Salina" solo nel 1810 (dopo il rogito predetto) per
  iniziativa della Francia, a seguito di una assegnazione di
  mero fatto a quest'ultima da parte del comune e che poi, dopo
  l'unificazione nazionale, ancora di fatto, essa venne dalla
  Camera apostolica passata al demanio italiano, presso il quale
  si trova ancora oggi, benché ormai da tempo improduttiva ed
  inutilizzata, senza alcun titolo.
    E' da rilevare, altresì, che non solo la suddetta
  assegnazione fu del tutto gratuita, senza corrispettivo: ma
  anche il comune, confidando nel 1810 sulla nascita di
  un'industria nella quale venissero impiegati dei comacchiesi,
  si dimostrò talmente interessato a ciò, che volle
  spontaneamente concorrere, in parte notevole, ai finanziamenti
  necessari alle trasformazioni ambientali e alla costruzione
  dei fabbricati, imposti le une e gli altri dall'insorgenda
  impresa di produzione del sale.  Purtroppo le fonti storiche
  consultate non ci illuminano sulla reale portata
  dall'apparente spontaneità, sia della "donazione" di fatto
  dell'area, sia dell'esborso delle somme cennate.
    Ora, si deve considerare che, se i fatti sopra esposti
  appaiono congruamente idonei per dimostrare tanto il buon
  diritto del comune ad ottenere dal Parlamento la restituzione
  della "Salina", affinché trovi il suo naturale e storico
  reinserimento del complesso vallivo comunale, quanto
  l'encomiabile livello di imparzialità e di correttezza della
  pubblica amministrazione statale nel concederla, essi vanno
  integrati da altre importanti considerazioni, non solo
  storiche, ma anche socio-economiche relative alla situazione
  presente.
    In vero, con la fine della produzione salina, è venuto ad
  estinguersi l'interesse pubblico statale verso l'area, più
  volte sopra menzionata.  Di contro, avendo il comune di
  Comacchio chiesto la restituzione, il Ministro delle finanze
  in carica a quel momento, con nota n. 12356 del 25 agosto
  1981, ha comunicato alla regione Emilia-Romagna ed al comune
  la volontà di promuoverne la cessione a prezzo simbolico a
  favore del legittimo proprietario municipale.  La cosa non ha
  però ancora avuto seguito.  Vi è da considerare, altresì, che
  la Salina non potrà restare per lungo tempo ancora abbandonata
  e senza alcuna coltivazione, se non a prezzo di un suo
  inevitabile e irreparabile degrado ecologico ed ambientale, il
  quale è nocivo non solo ad essa, ma anche all'intrinseco
  valore delle aree vallive circostanti di proprietà comunale;
  che, inoltre, non solo per prevenire i suddetti pericoli, ma
  soprattutto
 
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  per preparare una seria futura utilizzazione dell'area
  suddetta, il comune di Comacchio, con autorizzazione
  ministeriale, da tre anni circa ha in corso di svolgimento,
  grazie a finanziamenti regionali, seri studi e ricerche
  intorno all'"artemia salina", con l'ausilio di illustri
  studiosi di chiarissima fama internazionale, come il professor
  Sorgeloos, il professor Barigozzi ed altri.
    Si sottolinea che il suddetto esperimento costituisce una
  iniziale dimostrazione sia della serietà delle intenzioni
  comacchiesi, sia della necessità di utilizzare la ex salina in
  modo strettamente organico con le Valli di Comacchio di cui è
  parte integrante.
    Si cita, per altro, anche la più recente iniziativa
  comunale riguardante la progettazione di un uso plurimo
  dell'ex salina
  per la conservazione attiva dell'ambiente mediante attività
  che lo valorizzino, come l'incremento dell'avifauna stanziale
  e migratoria, il recupero archeologico dei manufatti
  industriali ivi presenti, il turismo ecologico e
  l'acquacoltura estensiva tradizionale da sempre praticata
  nelle Valli di Comacchio.
    E', dunque, vivo interesse del comune di Comacchio che la
  Salina torni nella più indiscutibile proprietà comunale, per
  un corrispettivo meramente simbolico, ma solo per mezzo di uno
  strumento pienamente garantista, quale è, per l'appunto, una
  legge statale, onde evitare nel futuro, anche lontano, la
  possibilità, sia pure meramente teorica, dell'insorgere di
  nuove complicazioni, simili a quelle del passato.
    Per quanto sopra esposto, si formula la seguente proposta
  di legge.
 
DATA=920423 FASCID=DDL11-336 TIPOSTA=DDL LEGISL=11 NCOMM= SEDE=PR NSTA=0336 TOTPAG=0004 TOTDOC=0003 NDOC=0002 TIPDOC=L DOCTIT=0000 COMM= FRL PAGINIZ=0001 RIGINIZ=007 PAGFIN=0003 RIGFIN=031 UPAG=NO PAGEIN=1 PAGEFIN=3 SORTRES= SORTDDL=033600 00 FASCIDC=11DDL0336 SORTNAV=0033600 000 00000 ZZDDLC336 NDOC0002 TIPDOCL DOCTIT0002 NDOC0002



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