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Onorevoli Deputati! -- L'accordo di cooperazione
economica e tecnologica tra l'Italia e il Qatar è un accordo
quadro di natura economica di carattere generale. E' stato
firmato in occasione della visita di Stato dell'Emiro del
Qatar a Roma, il 16 gennaio 1992.
All'accordo italo-qatarino di cooperazione economica e
tecnologica si è giunti per corrispondere ad un'esigenza da
tempo avvertita in entrambi i Paesi di conferire un quadro
giuridico all'insieme delle relazioni bilaterali nel settore
della cooperazione economica ed industriale. Il nuovo
strumento dovrebbe in sostanza contribuire in maniera efficace
a promuovere un'intensificazione dei rapporti economici e
dell'interscambio nei due Paesi.
L'Italia sta sviluppando verso il Qatar un crescente
interesse di carattere economico. Nel marzo del 1992 è stata
aperta l'Ambasciata d'Italia a Doha. L'interscambio globale,
anche se di entità abbastanza contenuta, ammonta a circa 120
miliardi di lire, con un saldo positivo per l'Italia di quasi
100 miliardi di lire. I rapporti bilaterali sono destinati
all'espansione, soprattutto a seguito del coinvolgimento di
imprese italiane nell'importante progetto qatarino di sviluppo
dell'immenso giacimento di gas naturale del North Field, che
costituisce la grande ricchezza potenziale del Qatar. Da parte
italiana, una collaborazione con il Qatar nel settore del gas
metano è auspicabile, perché si inquadra
nell'esigenza di diversificazione dei mercati di
approvvigionamento di idrocarburi.
Crescente è inoltre il numero di collaborazioni industriali
in fase di sviluppo, che coinvolgono società italiane. Si
tratta di iniziative che, oltre al loro significato nel
contesto dell'industrializzazione del Paese, potrebbero avere
un effetto moltiplicatore della nostra presenza economica in
Qatar.
Da un punto di vista più tecnico, l'accordo in esame
prevede, tra l'altro, all'articolo 2, l'incentivazione delle
società miste di natura tecnica ed economica, la promozione
della mutua cooperazione per incentivare studi di fattibilità
preliminari all'investimento nei settori industriale, di
ingegneria, medicina, elettricità, trasporto e comunicazioni,
l'organizzazione di programmi di addestramento di personale
tecnico, lo scambio di visite tra esperti. Inoltre le due
Parti riconoscono l'importanza della sicurezza e della
stabilità dei rifornimenti di energia, petrolio e gas
naturali. Tale clausola riveste un importante interesse
politico nel quadro degli sforzi in atto per realizzare una
maggiore cooperazione tra Paesi produttori e consumatori.
All'articolo 3 viene prevista la costituzione di un
Comitato congiunto per la cooperazione economica e tecnica,
che si riunirà una volta all'anno.
In base all'articolo 5, le Parti contraenti s'impegnano a
dirimere le controversie con consultazioni amichevoli.
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