| Onorevoli Deputati! -- 1. Nell'anno 1994 l'Italia
avrà l'onore di assumere e gestire la presidenza di tre
prestigiosi fori internazionali e precisamente del Gruppo dei
Paesi più industrializzati (G7), dell'Iniziativa centro
europea e della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione
in Europa (CSCE).
L'assolvimento di tali mandati comporta, oltre che una
responsabilità politica di primo piano, anche un impegno
organizzativo rilevantissimo, cui l'Amministrazione degli
affari esteri dovrà fare fronte attraverso strutture
efficienti e procedure contabili di particolare snellezza.
Precedenti esperienze ampiamente collaudate forniscono un
modello che può essere utilizzato anche nella presente
contingenza, sia pure con gli adattamenti del caso.
Si tratta di istituire apposite delegazioni dotate di
personale qualificato a diversi livelli, che funzionino come
nuclei operativi per provvedere, con efficacia e tempestività,
ad una grande mole di adempimenti organizzativi, logistici ed
amministrativi.
Il carattere omogeneo delle attività relative allo
svolgimento delle procedure del G7 e della Iniziativa
centro-europea, imperniate
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in larga misura nella organizzazione di una serie di
riunioni in strutture insediate in una città (Napoli per il G7
e Roma per l'Iniziativa) rendono possibile e conveniente
affidarne la gestione ad una unica delegazione, sia pure con
la tenuta di due distinte contabilità, in modo da utilizzare
al meglio le energie umane disponibili.
Per contro la particolare tipologia dei compiti cui dovrà
prevalentemente attendere la Presidenza della CSCE
(coordinamento e gestione di missioni d'inchiesta e
d'osservazione, direzione di operazioni di peace-keeping
nelle aree di crisi) comporta interventi prevalentemente
decentrati, in cui il momento decisionale politico, spesso
improvviso e urgente, deve essere accompagnato e seguito da
vicino dal supporto amministrativo. Di qui l'esigenza di
istituire allo scopo una delegazione separata. Giova, infatti,
ricordare al riguardo che la prima riunione plenaria dei
rappresentanti degli Stati membri della CSCE, che si svolgerà
a Roma il 30 novembre-1^ dicembre 1993, non rientra nel campo
di applicazione del presente provvedimento, poiché ha già
formato oggetto del decretolegge 13 aprile 1993, n. 108,
convertito, dalla legge 12 giugno 1993, n. 184, che si rese
necessario anticipare nel tempo per consentire l'avvio della
complessa attività contrattuale preparatoria della riunione,
ma non poté abbracciare l'intero periodo di presidenza, non
essendo disponibili gli elementi conoscitivi per quantificare
la spesa, né stabilire l'estensione dei privilegi e delle
immunità.
2. Presidenza di G7.
Dopo la conclusione del vertice di Tokio del 7-8 luglio
1993, l'Italia assumerà la presidenza, della durata di un
anno, del Gruppo dei sette Paesi più industrializzati (G7) che
si svolgerà a Napoli e si concluderà con un vertice nel luglio
1994.
E' questa la terza volta che tocca all'Italia l'onore di
ospitare le riunioni del Gruppo che è andato via via assumendo
caratteristiche e rilevanza sempre maggiori.
Occorrerà, quindi, provvedere alla predisposizione delle
strutture organizzative adeguate a fornire una risposta,
efficace e tempestiva, non solo alle esigenze ordinarie del
Gruppo, e cioè il vertice del luglio 1994 e le missioni
preparatorie, bensì anche ad improvvise situazioni di crisi
che, sulla base delle più recenti esperienze al riguardo,
comportano riunioni a diversi livelli - ivi compresi quelli
più elevati - per la pronta concertazione delle misure da
adottare.
Lo sforzo organizzativo sarà enorme, tenuto conto che la
partecipazione alla riunione conclusiva sarà imponente per
l'altissimo numero sia dei rappresentanti degli Stati e
componenti delle loro delegazioni (circa 1500 persone) sia dei
giornalisti che a Tokio hanno raggiunto la cifra di 6000
unità. Il complesso degli oneri finanziari da affrontare nel
1994 è illustrato e quantificato in dettaglio dalla unita
relazione tecnica, mentre le spese connesse con le riunioni
preparatorie degli sherpa che si svolgeranno nel corso
del 1993 potranno essere finanziate sul capitolo 1577 del
Ministero degli affari esteri.
3. Iniziativa Centro Europea.
Questo organismo internazionale conta oggi sull'adesione di
dieci Paesi (Italia, Austria, Ungheria, Polonia, Repubblica
ceca, Repubblica slovacca, Bosnia Erzegovina, Croazia,
Slovenia, Moldavia). L'Italia ha già avuto la presidenza del
nucleo iniziale, e cioè la Pentagonale, nel 19901991; peraltro
il prossimo mandato del 1994 sarà molto più impegnativo,
tenuto conto del maggior numero di Stati partecipanti e
dell'ampliamento dei settori politici ed economici di
collaborazione tra gli stessi.
Le riunioni che complessivamente si prevede graveranno
sulla presidenza italiana della Iniziativa centro europea nel
1994 consisteranno in:
un vertice estivo dei capi di Governo, preceduto nella
stessa località da
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una riunione dei Ministri degli esteri, in contemporanea con
una riunione dei parlamentari provenienti dai Paesi membri;
due riunioni ordinarie dei Ministri degli esteri; una
primaverile e una autunnale, con contemporanee riunioni di
parlamentari (non si esclude una riunione straordinaria
qualora eventi eccezionali si dovessero verificare nell'area
danubiano-balcanica);
dieci riunioni dei coordinatori nazionali;
due riunioni del gruppo di contatto con i rappresentanti
dei Paesi che hanno chiesto di aderire all'iniziativa (tali
riunioni possono farsi coincidere con quelle dei coordinatori
nazionali o con le ministeriali);
eventuali riunioni dei Ministri tecnici (al massimo tre)
ed eventuale loro partecipazione al vertice dei Primi
Ministri;
riunioni in Italia dei due gruppi di lavoro a presidenza
italiana e, nelle altre capitali, dei dieci gruppi presieduti
dagli altri Paesi membri. A tale proposito è opportuno
sottolineare che, in conseguenza delle restrizioni apportate
dal Governo ai bilanci di numerosi ministeri ed enti pubblici,
i cui funzionari sovente rappresentano l'Italia nei predetti
gruppi di lavoro, occorre prevedere la copertura delle loro
missioni onde assicurare la loro partecipazione alle riunioni
dei gruppi stessi, che rappresentano le strutture portanti
dell'Iniziativa. Senza l'attività e le elaborazioni
propositive di tali gruppi, infatti, le riunioni a livello
politico risulterebbero di scarsa utilità.
Tali riunioni si svolgeranno nei locali del Ministero degli
affari esteri.
Gli oneri connessi per l'anno 1994 sono quantificati e
illustrati nella unita nota tecnica.
4. CSCE.
L'esercizio della presidenza della CSCE si articola nei
seguenti livelli:
il Presidente del Consiglio CSCE, vale a dire il Ministro
degli affari esteri incaricato delle funzioni di indirizzo
politico generale;
il Presidente del Comitato degli alti funzionari (CSO),
che si riunisce in via ordinaria una volta al bimestre a
Praga, vale a dire l'alto funzionario designato a questa
carica (un funzionario diplomatico con titolo e rango
d'ambasciatore), incaricato della esecuzione delle decisioni
del Consiglio.
In particolare nell'anno 1994, al Presidente del Consiglio
faranno carico soprattutto i vasti compiti di prevenzione e
gestione delle crisi aperte in varie zone del mondo
(ex-Jugoslavia, Nagorno Karabak, Ossezia, Georgia, eccetera)
mediante missioni di osservatori e monitors civili e
militari, di collaborazione con l'Alto Commissario per le
minoranze nazionali, di collegamento con l'Assemblea
parlamentare della CSCE, con gli Stati mediterranei non
partecipanti della sponda sud del Mediterraneo, con altri
organismi internazionali e Paesi terzi.
Il complesso degli oneri finanziari, che riguardano in
misura limitata gli ultimi mesi del 1993 (197 milioni circa) e
in misura maggiore il 1994 (1650 milioni), derivanti
dall'impegno di tale presidenza è quantificato e illustrato
nella unita nota tecnica.
5. Con il presente disegno di legge si provvede a istituire
le due delegazioni (una per la presidenza del G7 e
l'Iniziativa centro-europea, l'altra per la presidenza della
CSCE), dettando i criteri per la loro composizione, che sarà
stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri e richiamando le disposizioni della legge 5 giugno
1984, n. 208, (riguardante la presidenza della CEE) in materia
di status e trattamento di missione del personale e di
procedure di spesa.
Con l'articolo 3 si dispone la concessione di taluni
privilegi e immunità ai partecipanti ufficiali alle riunioni
della CSCE in Italia, ivi compresa quella iniziale che si
terrà il prossimo 1^ dicembre a Roma, secondo una prassi
sempre applicata dagli Stati che hanno tenuto la presidenza
della CSCE nei precedenti anni. La
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norma si rende necessaria poiché è in corso di negoziato una
convenzione multilaterale proprio per l'applicazione dei
privilegi e immunità in ambito CSCE.
In particolare sono previsti i seguenti privilegi a favore
sia del segretariato CSCE, sia delle delegazioni degli Stati e
delle organizzazioni internazionali partecipanti alle missioni
in Italia: inviolabilità
dei locali, archivi, corrispondenze, libertà di circolazione
sul territorio e di comunicazioni (anche a mezzo bolgette e
corrieri), immunità dall'arresto e dalla giurisdizione,
esenzione dai diritti e tasse doganali e dall'imposta sul
valore aggiunto (IVA).
L'articolo 4 individua i modi di copertura degli oneri
finanziari.
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