| L'articolo 1 autorizza una spesa di lire 180 miliardi,
suddivisa in ragione di lire 75 miliardi per la regione
Liguria, lire 75 miliardi per la regione Piemonte e lire 30
miliardi per la regione Valle d'Aosta, quale contributo
straordinario dello Stato diretto alla realizzazione degli
interventi di prima emergenza conseguenti agli eventi
alluvionali dei giorni 23-25 settembre 1993.
Gli indicati stanziamenti nelle regioni Liguria e
Piemonte dovranno essere ripartiti a seguito di una
considerazione dei danni provocati dal maltempo oggetto del
presente decreto e di quelli provocati dalle avversità
atmosferiche dell'anno 1992, limitatamente alla tipologia
degli interventi considerati nel presente decreto.
Tale indicazione è ispirata ad una logica di
ottimizzazione delle risorse disponibili e ad una valutazione
di carattere tecnico in base alla quale il costo per la
riparazione di un danno si abbassa di circa il 30 per cento se
sul danno si interviene in una unica soluzione.
I predetti contributi sono, in particolare, destinati,
sulla base di priorità indicate nell'articolo 2, in primis
per la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture
viarie, idriche, fognarie, igienico-sanitarie e, in una misura
che non può superare il 15 per cento delle somme totali
destinate alla regione, per il ristoro dei danni subiti dai
beni mobili appartenenti a privati cittadini.
Nell'ambito dell'indicato stanziamento una quota pari a
lire 32 miliardi, rispettivamente per la regione Liguria e
Piemonte e di lire 11 miliardi per la regione Valle d'Aosta è
stata finalizzata agli interventi di manutenzione idraulica
degli ecosistemi fluviali previsti dall'articolo 3, comma 4,
del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, attribuendo
ai predetti interventi priorità nell'ambito dei programmi
previsti dal citato decreto-legge n. 148 del 1993.
Lo stanziamento di cui all'articolo 1 si configura, come
già accennato in precedenza, quale contributo straordinario
diretto ad integrare le disponibilità già esistenti nei
bilanci degli enti locali interessati.
L'entità complessiva dei danni, invero, risulta dalle
prime stime pervenute dalle prefetture interessate, di gran
lunga superiore agli stanziamenti disponibili.
Un'individuazione puntuale dei danni non appare al
momento possibile; tale impossibilità ha demandato
l'individuazione dei comuni danneggiati ad una apposita
delibera regionale da adottarsi entro cinque giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto.
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Allo stato, comunque, sono stati segnalati i seguenti
danni nei centri maggiormente colpiti.
Regione Liguria
Il comune più colpito è quello di Genova, nel quale si
sono valutati danni per lire 250 miliardi, per interventi
diretti:
al ripristino degli alvei dei torrenti delle strade e
dei ponti;
alla messa in sicurezza dei versanti in frana ed alla
bonifica montana;
alla ricostruzione del sistema fognario ed agli sgombri
dei collettori secondari;
alla riparazione degli immobili.
A tali importi devono poi aggiungersi i danni ad opera di
competenza statale che ammontano ad oltre 25 miliardi.
Per quanto riguarda, poi, i comuni della provincia sono
stati segnalati danni per oltre 50 miliardi.
Regione Piemonte
Le province più colpite sono quelle di Novara,
Alessandria, Torino, Vercelli ed Asti.
I danni sono stati stimati intorno a 800 miliardi di lire
e riguardano in particolare danni alla viabilità, alle opere
pubbliche ed alle infrastrutture private; estremamente
necessaria risulta, inoltre, la messa in sicurezza dei
versanti.
Regione Valle d'Aosta
Sono stati segnalati nella provincia di Aosta i seguenti
danni:
viabilità ..................... 40,8 miliardi
reti fognarie ................. 38,3 miliardi
stabilizzazione versanti ...... 100,2 miliardi
opere idrauliche .............. 155,7 miliardi
infrastrutture private
e varie ....................... 70,6 miliardi
405,6 miliardi
Con l'articolo 3 si consente di utilizzare le risorse
derivanti dai contributi "Gescal", già destinate alla
ricostruzione ed alla riparazione di immobili ad uso abitativo
distrutti o danneggiati dalle avversità atmosferiche di cui ai
decreti-legge 4 dicembre 1992, n. 471, e 4 novembre 1992, n.
426, anche per la realizzazione di interventi aventi medesimi
finalità conseguenti agli eventi alluvionali di cui al
presente decreto.
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I finanziamenti stanziati nell'articolo 1, comma 10,
della legge 24 dicembre 1992, n. 498, individuati in una
misura massima di 250 miliardi, risultano sufficienti a
coprire le ulteriori richieste che perverranno dalle regioni
colpite dagli eventi alluvionali di cui al presente decreto.
Invero, le richieste pervenute per eventi alluvionali
pregressi ammontano a circa 32 miliardi di lire.
A carico del Fondo per la protezione civile è previsto
uno stanziamento di lire 25 miliardi, tenuto conto
dell'andamento delle esigenze di intervento straordinario del
predetto Fondo al medesimo saranno assicurate ulteriori
apporti finanziari in sede di ripartizione delle quote di
gettito fiscale cosiddetto dell'otto per mille IRPEF, secondo
le procedure stabilite dalla vigente legislazione.
Per quanto riguarda in particolare l'articolo 4 si
rappresenta quanto segue.
Per le imprese industriali danneggiate è previsto uno
stanziamento aggiuntivo di 5 miliardi per far fronte a
maggiori esigenze di contributi a fondo perduto.
Nel campo dell'agricoltura va tenuto presente che nei
giorni 2325 settembre 1993 vasti territori delle regioni
Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta sono stati colpiti da piogge
alluvionali che hanno prodotto gravi danni anche nei territori
agricoli per allagamenti e lo straripamento di numerosi corsi
d'acqua.
I danni maggiori sono a carico delle strutture fondiarie,
mentre quelli ai frutti pendenti sono di minore entità e più
localizzati.
I danni stimati dalle regioni ammontano a circa 400
miliardi per i quali si rende indispensabile attivare gli
interventi del fondo di solidarietà nazionale di cui alla
legge 14 febbraio 1992, n. 185.
In via d'urgenza per l'applicazione dell'articolo 4,
comma 2, del presente decreto-legge, che richiama gli
interventi della legge 14 febbraio 1992, n. 185, è stata
prevista la spesa di seguito indicata:
1) gli interventi relativi alle opere di bonifica ed
alle infrastrutture sono pari a lire 72 miliardi e riguardano
in particolare i lavori di ripristino previsti dall'articolo
3, comma 3, lettere a) e b), della legge n. 185
del 1992, per i quali occorre un fabbisogno di spesa di lire
72 miliardi, trattandosi di un intervento a totale carico del
fondo:
lire 72.000.000.000x100 per cento = 72.000.000.000
2) in determinate aree delimitate dalle regioni sono
stati accertati danni particolarmente gravi a carico delle
strutture aziendali. Per l'applicazione dell'articolo 3, comma
2, lettera b), della legge n. 185 del 1992, che prevede
tra l'altro la concessione di contributi in conto capitale per
la realizzazione dei ripristini, è stato previsto un
intervento di lire 18 miliardi applicando un'aliquota
contributiva media del 6 per cento:
lire 30.000.000.000x60 per cento = 18.000.000.000
3) per i danni a carico delle produzioni agricole si
prevede la concessione delle provvidenze creditizie di cui
all'articolo 3, comma 2, lettera d) della legge n. 185
del 1992. Nell'ipotesi di una massa
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finanziaria richiesta dalle aziende agricole di lire 30
miliardi da restituire in 5 anni, il conseguente onere
finanziario è calcolato in lire 2.000 milioni, per ciascuna
annualità quinquennale, applicando il tasso di riferimento del
13,15 per cento ed il tasso medio di concorso pubblico del 6,7
per cento circa:
lire 30.000.000.000x6,7 per cento = 2.000.000.000x5 =
10.000.000.000 (in unica soluzione).
L'onere complessivo per l'applicazione degli interventi
previsti dall'articolo 4, comma 2, del presente decreto-legge
è di lire 100 miliardi.
Nel settore dei trasporti i danni causati dai fenomeni
alluvionali in data 23 e 24 settembre ultimi scorsi hanno
interessato le ferrovie in concessione Torino-Ceres,
Canavesana e Domodossola-confine svizzero e la ferrovia in
gestione commissariale governativa GenovaCasella, provocando
l'interruzione dell'esercizio ferroviario.
Sono di seguito sinteticamente descritti i danni subiti
corredati da una prima stima di massima delle occorrenze
necessarie al ripristino dell'esercizio.
Regione Piemonte.
Le piogge torrenziali verificatesi nella regione Piemonte
nei giorni 23 e 24 settembre 1993 hanno provocato la piena dei
torrenti Stura ed Orco che ha travolto alcune opere d'arte e
parte della sede ferroviaria delle linee in concessione alla
SATTI Spa di Torino.
Egualmente gli stessi eventi alluvionali hanno causato
frane e danneggiamenti alla linea ferroviaria
Domodossola-confine svizzero, in concessione alla Società
subalpina di imprese ferroviarie srl.
In dettaglio:
Ferrovia Torino-Ceres, tratta Germagnano-Ceres.
La piena del torrente Stura ha causato il crollo totale
del ponte ad arco in cls., a due luci di 17 metri, compresa la
pila centrale, alla progressiva chilometro 37+320 e chilometro
37+401, l'argine a difesa del rilevamento ferroviario per
circa 70 metri in corrispondenza della progressiva chilometro
39+345 a monte del ponte crollato.
Sono state segnalate erosioni alle fondazioni delle prime
due pile del ponte a più luci alla progressiva chilometro
40+766, in località Mezzenile. Sono in corso ulteriori
accertamenti sulle altre opere d'arte.
Le valutazioni delle opere occorrenti per il rispristino
della sede ferroviaria e delle opere d'arte danneggiate o
distrutte ammontano a lire 4.600 milioni in lavori.
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Ferrovia del Canavese.
Tratta Rivarolo-Pont:
La piena del torrente Orco del 24 settembre 1993 ha
provocato il crollo e l'asportazione della pila destra in
alveo del ponte a tre luci, ciascuna di metri 27,4, in travata
metallica continua al chilometro 14+967.
La travata è rimasta apparentemente integra.
Tratta Settimo-Rivarolo:
La piena del torrente Malone in località San Benigno, al
chilometro 9+910, a 5 arcate per complessivi metri 79, ha
causato fessurazioni negli archi in corrispondenza delle
pile.
La valutazione degli interventi occorrenti ammonta a lire
355 milioni in lavori.
Ferrovia Domodossola-Confine svizzero.
Le piogge cadute in notevoli quantità, si sono protratte
in zona dal 22 al 25 settembre scorsi ed hanno causato frane e
smottamenti in diversi tratti della linea con la necessità di
urgenti interventi di ripristino per i quali la
concessionaria, con dettagliata relazione, ha quantificato una
spesa complessiva di lire 800 milioni in lavori. La natura
degli interventi è dello stesso tipo già descritto per il
ripristino della sede e dell'armamento delle due ferrovie
sopra citate.
Regione Liguria.
Ferrovia Genova-Casella.
Le piogge cadute con carattere alluvionale nelle stesse
giornate del 23 e 24 settembre scorsi hanno determinati la
necessità di interrompere il servizio ferroviario a causa
delle numerose erosioni della sede ferroviaria in diversi
tratti della linea, su tutta la sua lunghezza, nonché uno
smottamento di terreno a monte, al chilometro 6+165, che ha
ostruito la sede.
La gestione governativa ha trasmesso un dettagliato
elenco delle opere occorrenti per il rispristino della sede
ferroviaria, comprendente il rafforzamento di scarpate a mezzo
di gabbionate e rinterri, la ricostruzione di muretti di
sostegno o contenimento del corpo stradale o della
massicciata, il rifacimento di cunetta e tombini, la revisione
all'armamento nei tratti di cui sopra, stimando un costo
complessivo di lire 900 milioni.
Alla luce di quanto sopra esposto le occorrenze per poter
fare fronte all'attuale fase di emergenza ed eseguire gli
interventi indispensabili per il rispristino dell'esercizio
ferroviario ammontano a lire 6.700 milioni in lavori per un
fabbisogno globale, tenendo conto di spese generali ed IVA,
pari a circa lire 8.000 milioni.
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Si rappresenta tuttavia che tale stima riguarda i danni
ad oggi rilevati, significando che il permanere di condizioni
atmosferiche avverse potrebbe aggravare la situazione delle
infrastrutture già danneggiate.
Si tratta pertanto che il reale fabbisogno, a seguito di
stime e rilevamenti più dettagliati, possa quantificarsi in
circa lire 10.000 milioni.
Risultano poi danneggiati ad una prima rilevazione
edifici monumentali che necessitano di interventi di vario
tipo dalla deumidificazione, al restauro delle opere
pittoriche e architettoniche.
Nella città di Genova la chiesa di Sant'Ambrogio è stata
allagata fino ad una altezza di metri 1,75, nella Commenda di
Pre il campanile è stato danneggiato da un fulmine e il tetto
sottostante della chiesa è stato interessato dalla caduta dei
massi.
La gran parte dei casi richiede di intervenire sui tetti e
sul consolidamento degli intonaci degli affreschi e degli
arredi fissi.
E' stato danneggiato in modo notevole il Ponte
Sant'Angelo sul Bisagno che richiede interventi urgenti onde
scongiurare più gravi e pericolosi danni. Si è stimata una
spesa di lire 1.000 milioni.
CALCOLO DELL'ONERE
Spesa media
(in milioni di lire)
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Edifici interessati (ad una
prima rilevazione) n. 10 ............ 400 = lire 4.000
Ponte di Sant'Agata sul Bisagno ..... 1.000 = lire 1.000
Totale . . . lire 5.000
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