| Onorevoli Colleghi! -- Il disprezzo della vita e
dell'incolumità altrui sembrano ormai costanti di una comunità
smarrita, indifferente al bene, fertile al peggio.
La profezia poetica di Montale ("Facciamo del nostro meglio
per inventare il peggio") sembra allucinata realtà; è giusto
perciò, da legislatori e da cittadini investiti di
responsabile umanità, dire: non ci stiamo.
E in questo fronte di ritorno ai valori essenziali,
un'occasione propizia consiste nella rilettura dell'articolo
727 del codice penale che punisce con una risibile ammenda chi
"incrudelisce verso animali" sottoponendoli "senza necessità"
a fatiche insostenibili o torture aberranti, o li distrugge
destinandoli ad attività insostenibili "per malattia o per
età", o li destina
"a esperimenti tali da destare ribrezzo" (feroci
vivisezioni), sino all'impiego di "strazio o sevizie" (giochi
barbari e incivili).
Sembra un racconto dell'orrore ma è invece norma penale,
nata quando tempi di costumi più umani non prevedevano la
spietata ricorrenza giornaliera, ma eccezionali rare condotte,
identificabili allora nel maltrattamento di asini e muli,
perché i circhi avevano ed hanno rispetto per gli animali
(cattività a parte) perché almeno patrimonio da tutelare.
Se cominciamo con una maggiore considerazione per gli
animali, non è esclusa la speranza di spingerci fino al
rispetto dell'umano...
Richiediamo quindi la celere approvazione della presente
proposta di legge.
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