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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18255
SMC0002-0002
Bollettino Giunte e Commissioni n. 2 del 6 maggio 1992 - edizione definitiva - (SMC11-2)
(suddiviso in 2 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.3 dello stampato)
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                  GIUNTA PER IL REGOLAMENTO
 
Mercoledì 6 maggio 1992, ore 9,10. - Presidenza del Presidente Oscar Luigi SCA'LFARO.
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     Il Presidente Oscar Luigi SCA'LFARO ricorda di aver
  ritenuto opportuno costituire immediatamente la Giunta per il
  Regolamento, così come procederà per le altre due Giunte,
  delle elezioni e per le autorizzazioni a procedere, affinché
  la Camera sia immediatamente dotata degli organi
  indispensabili per affrontare la seduta del Parlamento per
  l'elezione del Presidente della Repubblica e per compiere gli
  atti assolutamente dovuti.
     Nella composizione della Giunta, nel rispetto degli
  equilibri di fondo derivanti dalla consistenza dei gruppi, ha
  cercato di assicurare, come è nello spirito del Regolamento,
  anche la più ampia rappresentatività.  In questo stesso
  spirito, se la Giunta è d'accordo, procederà ad una limitata
  integrazione, chiamando a farne parte anche l'onorevole
  Francesco Giuliari, in rappresentanza dei Gruppi Verdi,
  Movimento per la Democrazia-La Rete e Federalista europeo.
     Non essendovi obiezioni, il Presidente chiama l'onorevole
  Giuliari a partecipare alla riunione.
     Sottopone quindi alla Giunta l'opportunità di una
  riflessione su alcuni temi urgenti: l'assetto dei poteri di
  controllo del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza sulla
  erogazione del finanziamento pubblico ai partiti e sui
  relativi bilanci; l'opportunità di chiamare l'Assemblea ad
  esprimere in un atto di indirizzo precisi criteri cui
  attenersi nel deliberare sulle autorizzazioni a procedere,
  affinché l'eventuale diniego sia sempre strettamente collegato
  all'esistenza di inquinamenti procedurali tali da concretare
  un consistente  fumus persecutionis;  se e in che limiti
  si ritenga possibile procedere ad una discussione all'inizio
  della seduta delle Camere riunite con la partecipazione dei
  delegati regionali per l'elezione del Presidente della
  Repubblica.  In relazione a quest'ultima questione, sollevata
  da alcuni gruppi e in particolare dal gruppo di Rifondazione
  comunista, avverte che per derogare ad una prassi costante
  sarebbe necessario un generale consenso.
 
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     Il deputato Silvano LABRIOLA sottolinea l'urgenza di
  riprendere al più presto l'esame delle proposte, già
  ampiamente istruite nella precedente legislatura, relative
  alla riorganizzazione della sessione di bilancio.
     Il deputato Luciano VIOLANTE, dopo aver ricordato che
  anche su altre modifiche regolamentari è possibile e
  opportuno, sulla base del lavoro già svolto nella precedente
  legislatura, pervenire ad una rapida conclusione, dubita
  dell'efficacia pratica di un'autolimitazione dell'Assemblea
  affidata ad atti di indirizzo e prospetta l'opportunità di un
  sollecito esame, anche attraverso la costituzione di
  un'apposita Commissione speciale, delle proposte di legge di
  modifica dell'istituto dell'autorizzazione a procedere.
  Esprime, infine, perplessità sulla opportunità di una
  discussione parlamentare prima di procedere alla elezione del
  Presidente della Repubblica, considerato che i candidati non
  sono solo parlamentari, che non vi è alcuna disciplina delle
  candidature e che il Capo dello Stato è irresponsabile nei
  confronti del Parlamento.
     Il Presidente Oscar Luigi SCA'LFARO conviene
  sull'opportunità che un mutamento di prassi si inserisca nel
  contesto di una più generale riforma dell'intero
  procedimento.
     Il deputato Luciano VIOLANTE richiama anche l'attenzione
  sui delicati problemi che potranno porsi in sede di verifica
  dei poteri dei delegati regionali in assenza di un preventivo
  accordo tra i partiti a livello nazionale che garantisca una
  più adeguata rappresentanza di tutte le componenti
  politiche.
     Il deputato Silvano LABRIOLA osserva che tale verifica non
  è compito dell'Assemblea, ma del Presidente e dovrà limitarsi
  a controllare l'idoneità in astratto della procedura seguita
  da ciascun Consiglio regionale a garantire il conseguimento
  del requisito richiesto dall'articolo 83 della
  Costituzione.
     Il deputato Gerardo BIANCO concorda sull'opportunità di
  riprendere il lavoro istruttorio già svolto nella precedente
  legislatura, a partire dalle proposte relative alla nuova
  disciplina della sessione di bilancio, come anche sulla
  necessità di affrontare il problema di una utilizzazione più
  corretta dell'istituto dell'autorizzazione a procedere
  attraverso lo strumento legislativo.  In ordine alle questioni
  relative al procedimento per l'elezione del Presidente della
  Repubblica non ritiene che un preventivo dibattito costituisca
  un elemento di chiarezza e di semplificazione.  Non ritiene
  pertanto che sia possibile e utile innovare rispetto alla
  prassi, che consente di intervenire solo per richiami al
  regolamento.  Starà poi al Presidente valutare se si resti nei
  limiti di un siffatto richiamo.  Ritiene infine importante che
  tutte le forze politiche presenti in Parlamento siano
  adeguatamente rappresentate anche a livello di delegati
  regionali.
     Il Presidente Oscar Luigi SCA'LFARO, premesso di aver
  provveduto immediatamente a sensibilizzare al problema le
  forze politiche di maggior consistenza, dal cui atteggiamento
  dipende in definitiva l'esito del voto in sede regionale, non
  ritiene che la verifica del Presidente possa andare al di là
  di un controllo della regolarità formale della procedura
  seguita da ogni singola regione sotto il profilo
  dell'osservanza dell'articolo 83 della Costituzione.  Una
  verifica del risultato, specialmente se spostata a livello
  globale, sarebbe evidentemente lesiva dell'autonomia di ogni
  Consiglio Regionale.
     Il deputato Raffaele VALENSISE ritiene che una prima
  verifica dei poteri di controllo conferiti dalla legge sul
  finanziamento dei partiti deve essere effettuata in sede di
  Ufficio di Presidenza, che è l'organo chiamato ad applicare la
  legge.  Concorda sulla opportunità di un  iter  il più
  possibile rapido delle proposte di legge costituzionale
  dirette a sopprimere il secondo comma dell'articolo 68 della
  Costituzione.  Quanto alla rappresentanza delle minoranze a
  livello dei delegati regionali che partecipano alla elezione
 
                               Pag. 5
 
  del Presidente della Republica, è indubbio che lo strumento
  tecnico del voto limitato garantisce risultati migliori se
  supportato da una intesa politica preventiva.  E' comunque
  necessaria una verifica attenta sul rispetto di un requisito
  costituzionale che non può essere eluso.
     Non comprende, infine, perché dovrebbe essere escluso un
  dibattito prima di procedere alla elezione del Presidente
  della Repubblica posto che il Parlamento in seduta comune può
  essere sede di discussione, e nessuna norma vieta
  espressamente che ciò avvenga allorché si è chiamati ad una
  elezione.
     Il deputato Ciso GITTI ricorda che le questioni relative
  al finanziamento pubblico dei partiti sono sempre state
  esaminate in Ufficio di Presidenza, titolare di competenze
  derivanti direttamente da una legge, di cui è semmai matura
  una revisione.  Personalmente non è favorevole alla
  costituzione di Commissioni speciali, anche se riconosce che
  in tal caso si tratterebbe di una scelta imposta dalla
  difficoltà di una rapida costituzione delle Commissioni
  permanenti.
     Ritiene infine che non sia il caso di innovare rispetto ad
  una prassi costante in un procedimento elettorale così
  delicato come quello ordinato alla elezione del Capo dello
  Stato.
     Il deputato Antonio PATUELLI concorda anch'egli con le
  conclusioni dell'onorevole Gitti per quanto riguarda
  l'elezione del Presidente della Repubblica.  Pur appartenendo
  ad una forza politica destinata probabilmente a vedere
  sacrificata la propria rappresentatività a livello di delegati
  regionali, concorda con l'impostazione del Presidente Scàlfaro
  circa i limiti del controllo esercitabile in sede di verifica
  dei poteri.  Non ha infine obiezioni di principio alla
  costituzione di una Commissione speciale per l'esame delle
  proposte di modifica dell'istituto dell'autorizzazione a
  procedere.
     Il deputato Luciano VIOLANTE chiarisce di essere
  favorevole ad una immediata costituzione delle Commissioni
  permanenti.  Ma se questo non sarà possibile, come è avvenuto
  nelle precedenti legislature, è opportuno procedere alla
  costituzione di una Commissione speciale per l'esame di una
  questione così urgente come la riforma dell'istituto
  dell'autorizzazione a procedere.
     Il deputato Paolo ROMEO concorda sulla costituzione di una
  Commissione speciale per la riforma dell'articolo 68 della
  Costituzione e sulla opportunità di mantenere ferma la prassi
  secondo cui il Parlamento in seduta comune con la
  partecipazione dei delegati regionali per l'elezione del Capo
  dello Stato funziona come seggio elettorale.
     Il deputato Francesco GIULIARI concorda anch'egli sulla
  opportunità di costituire una Commissione speciale per l'esame
  delle proposte in materia di autorizzazione a procedere.
  Riconosce la difficoltà di innovare la prassi costantemente
  seguita per l'elezione del Presidente della Repubblica, anche
  per l'impossibilità di organizzare una discussione per gruppi
  parlamentari, la cui riferibilità è discutibile al
  particolarissimo organo che si riunisce.  Esprime infine dubbi
  sulla sufficienza del meccanismo del voto limitato a
  costituire adeguata garanzia del rispetto dell'articolo 83
  della Costituzione.
     Il Presidente Oscar Luigi SCA'LFARO, dopo aver ringraziato
  i componenti della Giunta per la preziosa consulenza
  fornitagli ed aver preso atto degli orientamenti emersi, si
  riserva di sottoporre anche alla Conferenza dei presidenti dei
  gruppi l'ipotesi della costituzione di una Commissione
  speciale per riferire entro breve termine sulle proposte di
  legge per la modifica dell'articolo 68 della Costituzione,
  nonché di approfondire ulteriormente nelle diverse sedi il
  tema dei poteri di controllo sul finanziamento pubblico di
  partiti.
 
     La seduta termina alle 10,30.
 
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