| ALFREDO BIONDI, replicando per la interrogazione
Battistuzzi n. 3-00054, sottolinea il distacco fra cittadini e
classe politica che ha potuto percepire stamane partecipando,
in rappresentanza della Camera, ai funerali delle vittime
della strage di Palermo. Questo attentato è stato di una
gravità e di un'efficacia strategica che ha pochi eguali nella
storia italiana, tanto più se si tien conto delle misure di
sicurezza così minuziosamente descritte dal Presidente del
Consiglio.
Occorre che lo Stato non lasci il controllo del territorio
alla criminalità organizzata. La mafia si combatte con un
progetto che metta in campo uomini e mezzi adeguati
(Commenti del ministro dell'interno Scotti). Non servono
leggi speciali, vanno invece rigorosamente applicate quelle
già esistenti.
Le risposte del Presidente del Consiglio erano forse le
sole che egli era in grado di fornire oggi. Ma per sconfiggere
la mafia occorre una risposta di ben più alto profilo.
Non si può dire, come qualcuno ha fatto, di provare
vergogna per il fatto di essere italiani: è orgoglioso, anzi,
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esserlo, come lo erano coloro che nella lotta alla mafia sono
caduti.
E' tuttavia preoccupante che in questo momento si possa
rispondere solo con le parole. Occorre comunque essere consci
del fatto che la sola superprocura non è sufficiente: la
questione va affrontata globalmente, nei suoi aspetti
politici, sociali ed ormai - dato lo stile dell'attentato -
anche militari (Applausi dei deputati dei gruppi liberale,
della DC e dei verdi).
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