| ANDREA SERGIO GARAVINI, replicando per la sua
interrogazione n. 300052, osserva anzitutto che la mafia,
protagonista di questo attentato, non è fuori e contro le
istituzioni ma vive al loro interno: molti parlamentari, del
resto, sono stati eletti con i voti della
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mafia. Così, mentre si è riusciti a sgominare il terrorismo
rosso, che non godeva di complicità all'interno dello Stato,
non si trovano colpevoli delle stagi fasciste (Proteste dei
deputati del gruppo del MSI-destra nazionale) come di
quelle mafiose. L'opera di Falcone è stata spesso frenata da
un sistema di governo minato dalla corruzione e quindi esposto
alla penetrazione mafiosa.
La logica dell'intimidazione mafiosa, così interviene negli
equilibri politici, costringendo magistrati e forze
dell'ordine ad un eroismo in molti casi inutile.
Occorre ora realizzare un vero controllo democratico,
garantire l'autonomia della magistratura, assicurare il
potenziamento delle forze di polizia, rilanciare la legge
Rognoni-La Torre, ricostituire i pool antimafia in
alternativa alla superprocura, incrementare la collaborazione
internazionale specie nella lotta al riciclaggio, concedere
tutte le autorizzazioni a procedere nei confronti dei
parlamentari (Applausi dei deputati dei gruppi di
rifondazione comunista, del movimento per la democrazia la
Rete e federalista europeo). Occorre poi una lotta profonda
contro la corruzione ed un rinnovamento del ceto politico, che
non si riscontra certo nelle cosiddette candidature
istituzionali alla Presidenza della Repubblica: si propongono
uomini già ampiamente coinvolti in Governi di parte, come
Presidente del Consiglio o ministro degli interni. Quantomeno
dall'opposizione verrà comunque una risposta alla corruzione
politica e al ricatto del terrorismo mafioso (Applausi dei
deputati del gruppo di rifondazione comunista).
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