| UMBERTO BOSSI, replicando per la sua interrogazione n.
3-00055, denunzia anzitutto la sterilità del rituale
liberatorio dell'esecrazione e dello sdegno, utile a chi lo
celebra, ma non al paese. I delitti e le stragi sono solo
esteriormente mafiosi, poiché in realtà prolungano una
strategia della tensione, volta ad impedire che la voglia di
cambiamento esplosa il 5 aprile scardini un potere
partitocratico centralista e corrotto che ha usurpato il
governo del paese.
I motivi profondi del massacro perpetrato per uccidere il
dottor Falcone, al di là dello strumentario mafioso impiegato
per eseguirlo, giustificano il sospetto che questo sia, nel
disegno dei mandanti, l'elemento destinato a dirigere in un
certo senso la procedura per l'elezione del Presidente della
Repubblica. Per questo la lega nord ha dichiarato di non voler
votare con la pistola puntata alla tempia.
C'è da chiedersi se l'esplosione che ha troncato tante vite
non sia un fragoroso richiamo al rispetto delle regole
spartitorie del "manuale Cencelli". La mafia è ormai entrata
nella politica, e fa politica: il tritolo è diventato mezzo
per consolidare un regime cadente, partitocratico e
consociativo, che usa ogni mezzo per mantenere il potere che
ha usurpato. Il gruppo della lega nord denunzia questo
sistema, che intende impegnarsi a rimuovere attraverso la
riforma federalista (Vivissimi, prolungati applausi dei
deputati del gruppo della lega nord - Molte congratulazioni -
Commenti).
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