| LEOLUCA ORLANDO, replicando per l'interrogazione Novelli
n. 3-00060, ricorda quanto la sfida della criminalità mafiosa
tocchi l'intero paese: occorre però considerare la strage di
sabato scorso alla luce delle più complesse connessioni tra
mafia e affari.
Pag. 14
Bisogna tenere sempre presente infatti l'intreccio tra un
sud non più ressegnato, e un nord sempre più sottoposto al
degrado istituzionale: è questo un sistema inquinante e
corrotto, in cui ha agito il giudice Falcone, sempre
pericolosamente ed evidentemente esposto. Egli è stato vittima
di un terrorismo stabilizzante, che la modifica degli
equilibri internazionali e nazionali ha reso ancor più feroce,
perpetuando, il clima di guerra tra bande che da anni, fra
stragi e trame eversive, pervade l'Italia.
Lo scontro è terribile e rende necessario che si faccia
piena luce, oltreché sull'assassinio del giudice Falcone,
anche sul precedente attentato, sugli interessi e sulle
attività contro cui erano mirate le sue iniziative, sul ruolo
effettivamente svolto dai servizi segreti, sullo stato delle
indagini sull'omicidio Lima, senza che il Presidente del
Consiglio possa scaricare sul Parlamento e sull'associazione
dei magistrati responsabilità proprie esclusivamente
dell'esecutivo. E' ora finalmente di dare il giusto peso alla
questione morale, al ruolo centrale del Parlamento,
all'autonomia della magistratura. Preannunziando la
presentazione di una proposta d'istituzione di una Commissione
d'inchiesta sull'omicidio del giudice Falcone, si dichiara
insoddisfatto della risposta del Presidente Andreotti
(Applausi dei deputati dei gruppi del movimento per la
democrazia: la rete, comunista-PDS e federalista europeo).
| |