| D'ALEMA, VIOLANTE, FOLENA, ABATERUSSO, ANGIUS, BARBERA,
BARGONE, BASSOLINO, CESETTI, COLAIANNI, CORRENTI, DALLA CHIESA
CURTI, DE SIMONE, FINOCCHIARO FIDELBO, FORLEO, GRASSO,
IMPEGNO, IMPOSIMATO, JANNELLI, ANGELO LAURICELLA, MONELLO,
NAPOLITANO, NARDONE, OLIVERIO, PERINEI, RECCHIA, REICHLIN,
RINALDI, RODOTA', SENESE, SITRA, SORIERO, TORTORELLA, VIGNERI
e VOZZA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -
Per sapere se a parere del Governo vi sia un movente politico
dietro la strage di Palermo, anche collegato alla grave
situazione di precarietà istituzionale che accompagna,
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in questi giorni, le votazioni per il Presidente
della Repubblica e al di là dell'immediato vantaggio che
dall'assassinio può trarre il sistema di potere mafioso.
Per conoscere inoltre:
a) la dinamica della barbara strage realizzata dalla
mafia a Palermo;
b) le modalità preparatorie dell'attentato e le
ragioni per le quali non sia stato prevenuto;
c) il tipo di misure di sicurezza predisposte ed
attuate a garanzia della vita del dottor Giovanni Falcone;
d) se dopo l'allarme lanciato nel marzo scorso dal
ministro dell'interno ai prefetti, a seguito dell'omicidio
dell'onorevole Salvo Lima siano state disposte specifiche
misure di sicurezza, in particolare a garanzia del dottor
Falcone, e se non siano poi state revocate o modificate.
(3-00051)
(24 maggio 1992).
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