| GARAVINI, LUCIO MAGRI, DE PASQUALE, RENATO ALBERTINI,
AZZOLINI, BACCIARDI, BARZANTI, BERGONZI, BOGHETTA, BOLOGNESI,
BRUNETTI, CALINI CANAVESI, CAPRILI, CARCARINO, CRUCIANELLI,
DOLINO, DORIGO, FISCHETTI, GALANTE, GORACCI, LENTO, MAIOLO,
MANISCO, RAMON MANTOVANI, MARINO, MELANDRI, MITA, MUZIO, RUSSO
SPENA, SARRITZU, SESTERO GIANOTTI, SPERANZA, TRIPODI, VENDOLA
e VOLPONI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -
Per sapere:
1) se e quali errori, inefficienze, o generale
inadeguatezza degli apparati e delle misure di protezione
abbiano permesso all'organizzazione criminale di uccidere
barbaramente colui che era uno dei punti più esposti della
lotta alla mafia, contro cui già in passato si era attentato e
contro cui erano assolutamente prevedibili nuove aggressioni;
2) cosa debba ancora accadere perché il Governo, e le forze
che l'hanno sostenuto e lo sostengono, riconoscano di fronte
al paese il totale fallimento dei propositi e delle politiche
innumerevoli volte presentate come risposte adeguate alla
criminalità organizzata;
3) cosa debba ancora accadere perché si prenda finalmente
atto del fatto sconvolgente e amaro che per sconfiggere la
mafia non basta alcun eroismo e alcuna capacità di singoli
magistrati, e neppure della maggioranza dei magistrati e delle
forze dell'ordine, se e fino a quando essa è alimentata e
coperta da un intreccio sempre più solido e diffuso con gli
affari e la politica, se non la si affronta cioè non solo in
quanto nemico della società e dello Stato, ma anche come parte
inquinata dalla società e dello Stato.(3-00052)
(24 maggio 1992).
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