| FINI, TATARELLA, LO PORTO, ABBATANGELO, AGOSTINACCHIO,
ANEDDA, BERSELLI, BUONTEMPO, BUTTI, CARADONNA, CELLAI, GAETANO
COLUCCI, CONTI, GASPARRI, IGNAZIO LA RUSSA, MACERATINI,
MARENCO, MARTINAT, MASSANO, MATTEOLI, MUSSOLINI, NANIA,
PARIGI, PARLATO, PASETTO, PATARINO, ROSITANI, POLI BORTONE,
SERVELLO, SOSPIRI, TASSI, TRANTINO, TREMAGLIA e VALENSISE.
- Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere
- premesso che:
la strage di Palermo, in cui sono stati assassinati il
giudice Falcone, la moglie e tre agenti della polizia di
Stato, rappresenta, per le sofisticate modalità d'esecuzione,
un vero e proprio atto di guerra della criminalità mafiosa
contro lo Stato italiano, che dimostra la sostanziale
insufficienza di tutte le misure di prevenzione e di
repressione del fenomeno mafioso fin qui adottate;
la mafia ha dimostrato ancora una volta di poter colpire
chi vuole e quando vuole, avvalendosi di protezioni e aiuti
tali da poter disporre di informazioni riservate (quali il
fatto che il dottor Falcone viaggiava con un aereo dei servizi
di sicurezza) e tali da poter utilizzare tecniche e mezzi
militari (come dimostra il fatto che una tonnellata
d'esplosivo è stata collocata in un'autostrada ad intenso
traffico, nonostante ciò richieda un notevole lasso di tempo)
-:
quale sia il parere del Governo in ordine alla necessità
di:
1) accertare l'ipotesi che le ricorrenti stragi di stampo
mafioso siano collegate a particolari momenti di grande
interesse e rilievo politico e quindi siano oggettivamente
funzionali a predeterminati disegni politici;
2) considerare la mafia non più come semplice attività
criminale, bensì come autentica organizzazione terroristica in
grado di controllare il territorio e la vita sociale della
Sicilia e di minacciarne la incolumità degli abitanti;
3) accertare l'ipotesi, espressamente indicata da alcuni
colleghi del dottor Falcone, della esistenza di un rapporto
tra la strage di Palermo ed organizzazioni politico criminali
di livello internazionale;
4) applicare le leggi vigenti in materia di dichiarazione
dello stato di guerra interno in tutto il territorio
siciliano.(3-00056)
(24 maggio 1992).
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