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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18388
SMC0007-0002
Bollettino Giunte e Commissioni n. 7 del 27 maggio 1992 - edizione definitiva - (SMC11-7)
(suddiviso in 6 Unità Documento)
Unità Documento n.2 (che inizia a pag.3 dello stampato)
                              Pag. 3
 
                  GIUNTA PER IL REGOLAMENTO
 
Mercoledì 27 maggio 1992, ore 18,15. - Presidenza del Vicepresidente della Camera Stefano RODOTA'.
ZZSMC ZZRES ZZSMC270592 ZZSMC920527 ZZSMC000592 ZZSMC000092 ZZSMC7 ZZ11 ZZD ZZC15 ZZFF
     Il Presidente Stefano RODOTA' precisa di aver ritenuto
  opportuno riunire la Giunta per il regolamento per una
  valutazione sulle modalità da seguire nella prossima elezione
  del Presidente della Camera.  Ricorda che il Presidente
  Scàlfaro, nell'innovare la prassi precedente, aveva consentito
  l'installazione di cabine nell'Aula in occasione della seduta
  comune per l'elezione del Presidente della Repubblica,
  riservando la decisione definitiva ad un successivo esame
  della questione.  A suo avviso, sarebbo opportuno adottare
  nello stesso spirito il medesimo sistema anche per l'elezione
  del Presidente della Camera, ribadendo che la Giunta dovrà
  affrontare in altro momento tutte le questioni relative alle
  votazioni per schede.
     Il deputato Silvano LABRIOLA si dichiara favorevole alla
  proposta del Presidente, sottolineando che il carattere
  fortemente innovativo di questa procedura consiglia di
  ribadire che essa non costituisce precedente.  Sottolinea,
  quindi, l'opportunità che la Presidenza limiti con grande
  rigore la possibilità di intervento da parte di deputati nelle
  sedute in cui l'Assemblea procede come seggio elettorale e non
  consenta di riproporre questioni già risolte.
     Dopo che il deputato Gerardo BIANCO si è associato alle
  considerazioni del collega Labriola, il deputato Raffaele
  VALENSISE condivide l'opportunità di confermare anche per
  l'elezione del Presidente della Camera le stesse modalità di
  votazione seguite per l'elezione del Presidente della
  Repubblica, che hanno costituito uno strumento efficace di
  garanzia della segretezza dello scrutinio prevista
  dall'articolo 4 del Regolamento.  Esprime, invece, riserve su
  una diversa applicazione dell'articolo 41: se è vero che la
  Camera in questo caso agisce come seggio elettorale è anche
  vero che vi possono essere esigenze relative all'ordine dei
  lavori o ad altre questioni di fronte alle quali non si può
  impedire ai parlamentari di intervenire.  Rimane in ogni caso
  affidata alla prudente valutazione del Presidente la decisione
  sull'ammissibilità, tenendo anche presente la natura politica
  di questo seggio elettorale.
 
                               Pag. 4
 
     Il deputato Gerardo BIANCO ritiene che bisogna evitare che
  i richiami all'articolo 41 diventino una forma surrettizia per
  introdurre dibattiti politici.  La formulazione dell'articolo è
  molto chiara sui limiti relativi all'oggetto e ai soggetti:
  ritiene quindi che il Presidente dovrebbe garantire una
  interpretazione rigorosa della lettera dell'articolo 41,
  evitando un certo lassismo che si è registrato di recente
  nella sua applicazione.
     Il deputato Gaetano GORGONI condivide l'opportunità di una
  interpretazione letterale dell'articolo 41, ma ritiene che
  deve essere affidata al Presidente la valutazione sulla
  estraneità o meno degli argomenti introdotti con i
  richiami.
     Non si può precludere aprioristicamente il richiamo al
  regolamento, ma bisogna valutarne l'oggetto nei singoli
  casi.
     Il Presidente Stefano RODOTA' precisa che è suo
  intendimento evitare che i richiami al regolamento abbiano ad
  oggetto questioni che non si riferiscano alla costituzione del
  seggio e alla regolarità della votazione.
     Il deputato Luciano VIOLANTE ritiene che non si può
  accettare il ricorso ai richiami al regolamento o per l'ordine
  dei lavori per aprire dibattiti politici su candidature.
  Quanto alla segretezza del voto, ritiene che il sistema delle
  cabine offra ulteriori garanzie, limitando l'influenza che le
  presidenze dei gruppi possono avere sulle scelte dei singoli
  parlamentari.  Anche se la decisione del Presidente Scàlfaro
  non costituiva precedente, sembrerebbe singolare non
  applicarla in altri casi immediatamente successivi.
     Il deputato Antonio PATUELLI si dichiara favorevole
  all'introduzione delle cabine elettorali, ma ritiene che
  bisognerebbe scegliere quelle che offrono maggiori garanzie di
  effettiva segretezza: la prima delle strutture sperimentate, a
  suo avviso, risponde meglio all'obiettivo.
     Il deputato Francesco GIULIARI ritiene inopportuno
  cambiare il metodo delle cabine, che ha garantito ai singoli
  parlamentari di usufruire della segretezza nei limiti del
  possibile e del desiderato.  Quanto all'uso dell'articolo 41,
  afferma che una applicazione rigorosa può essere
  controproducente, in quanto una maggiore elasticità
  nell'ambito dei poteri ordinatori del Presidente ha spesso
  consentito di risolvere positivamente tensioni politiche.
     Il Presidente Stefano RODOTA' prende atto dell'unanime
  orientamento favorevole alla utilizzazione delle cabine e
  delle connesse modalità di votazione anche nella prossima
  elezione del Presidente della Camera, nell'intesa che
  successivamente dovranno essere riesaminati tutti i problemi
  relativi alle modalità di votazione per schede.  Quanto
  all'articolo 41, occorre tener distinti i problemi di
  applicazione nelle sedute ordinarie rispetto a quelle in cui
  la Camera siede come seggio elettorale.  In quest'ultimo caso
  ritiene opportuno un rigore certamente maggiore, peraltro nei
  termini da lui già precisati.
 
     La seduta termina alle 18,45.
 
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