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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18452
SMA0007-0027
Resoconto Sommario n. 7 del 1 giugno 1992 (SMA11-7)
(suddiviso in 28 Unità Documento)
Unità Documento n.27 (che inizia a pag.8 dello stampato)
...Votazione per il quinto scrutinio.
PRESIDENTE (Stando in piedi.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
ZZSMA ZZRES ZZSMA010692 ZZSMA920601 ZZSMA000692 ZZSMA000092 ZZSMA7 ZZ11
    PRESIDENTE  (Stando in piedi)  pronunzia il seguente
  discorso:
    Onorevoli colleghi,
    desidero innanzitutto rivolgere il più caloroso e deferente
  omaggio al Presidente Oscar Luigi Scàlfaro, che da questo
  seggio è stato chiamato ad assumere la più alta funzione e
  dignità di Capo dello Stato.  Il messaggio che egli ci ha
  indirizzato è valso a segnare condizioni fondamentali di
  garanzia democratica e di unità nazionale, più che mai
  preziose per la riaffermazione e lo svolgimento del ruolo del
  Parlamento in un momento cruciale della vita istituzionale e
  politica del nostro paese.
    A voi, onorevoli colleghi, è quindi toccato eleggere
  nuovamente il vostro Presidente; ed io vi sono profondamente
  grato per aver fatto cadere la scelta sulla mia persona, in
  segno di riconoscimento - oso credere - per un lungo servizio
  sempre rivolto alla valorizzazione del Parlamento come
  insostituibile espressione e presidio della sovranità popolare
  e come luogo di decisivo confronto sui problemi della nazione.
  A questo fine, e solo ad esso, sarà rivolto ora il mio
  impegno.  Farò la mia parte nel contesto di ricco pluralismo
  istituzionale che contraddistingue il nostro sistema,
  ricercando in primo luogo la più stretta collaborazione con il
  Presidente del Senato, e prestando attenzione e rispetto ad
  altri ruoli essenziali, come quelli della Corte costituzionale
  e del suo Presidente, della magistratura e del suo organo di
  autogoverno.
    Opererò qui in piena indipendenza e nel più scrupoloso
  rispetto dei diritti di tutti i deputati e di tutti i gruppi.
  Mi preoccuperò di garantire - insieme con la difesa del
  prestigio e delle prerogative dell'istituzione che insieme
  rappresentiamo, e insieme con la libertà dei nostri dibattiti
  - l'efficacia dei nostri lavori.  Passa in effetti attraverso
  questo sforzo la strada della necessaria rivalutazione
  dell'opera del Parlamento, troppo facilmente misconosciuta.  Ma
  ormai quella strada passa anche attraverso modifiche di
  carattere strutturale e di ordine istituzionale.
    Il Parlamento, onorevoli colleghi, ha davanti a sé la più
  difficile delle prove: riformare se stesso, dettare nuove
  regole per l'elezione del futuro Parlamento, rinnovare
  l'intero edificio istituzionale.  Si tratta di una prova alla
  quale non possiamo sottrarci, se vogliamo rispondere alle
  inquietudini e alle sollecitazioni del paese, a domande
  pressanti di efficienza e di trasparenza, di corretta e
  limpida dialettica democratica, di partecipazione dei
  cittadini, di moralità e controllabilità nella gestione della
  cosa pubblica.
    Il compito non sarà facile: in particolare, il ruolo del
  nostro Parlamento, al pari di quello di altri Parlamenti
  nazionali, andrà ridefinito guardando all'Europa, guardando
  all'Unione destinata a nascere da quel trattato di Maastricht
  di cui dovremo presto discutere l'atto di ratifica.  Andrà
  ridefinito e rilanciato, il ruolo del nostro Parlamento, in un
  rapporto di più intensa cooperazione con il Parlamento
  europeo, e individuando il giusto sentiero da percorrere tra
  più avanzati sviluppi in senso democratico della costruzione
  sovranazionale e nuove ragioni del regionalismo.  Mi si
  consenta di ricordare come questa prospettiva abbia trovato
  uno straordinario anticipatore e costruttore in un grande
  europeo che è stato membro di questa Camera, Altiero Spinelli
  (Applausi).
    Onorevoli colleghi, accingiamoci dunque subito all'opera,
  con la piena consapevolezza delle nostre responsabilità:
  piena, comune consapevolezza che nulla deve togliere alla
  nettezza del confronto politico tra maggioranza e opposizione,
  ma molto può contribuire alla qualità di quel confronto.  Siamo
  chiamati non solo a decisioni di straordinario rilievo nel
 
                               Pag. 9
 
  campo delle riforme istituzionali, ma ad urgenti e
  impegnativi dibattiti sui maggiori problemi del nostro paese -
  già lumeggiati dal Presidente Scàlfaro nel suo messaggio - e
  sui temi complessi e assillanti della costruzione di un ordine
  di pace e di giustizia in Europa e nel mondo - innanzitutto,
  senza indugio, sulla tragedia della Bosnia-Erzegovina.  Sarà
  comunque compito del nuovo Governo sottoporre al Parlamento,
  perché si pronunci nel modo più libero, scelte concrete di
  indirizzo della politica interna e internazionale dell'Italia.
    Onorevoli colleghi, spero di poter contare - sotto ogni
  profilo - sulla vostra collaborazione, che ricercherò in tutte
  le forme possibili, nell'interesse del prestigio e della
  funzionalità di questa nostra istituzione.
    So di poter attingere all'esperienza e all'esempio di
  coloro che mi hanno preceduto in questo incarico: nelle ultime
  tre legislature, con così grande e riconosciuta autorevolezza
  e misura, Nilde Iotti  (Vivi applausi),  nella quale
  voglio anche salutare, con affetto e rispetto, la prima donna
  che nella storia del paese abbia assunto e retto questo
  ufficio.
    E' per noi motivo di serena fiducia, dinanzi alle prove che
  ci attendono, l'alto livello di professionalità e di dedizione
  dei funzionari della Camera - a cominciare dal Segretario
  generale - e di tutti i
  dipendenti, impegnati a garantire sempre meglio l'apertura
  verso la società e la moderna funzionalità di questo ramo del
  Parlamento.
    Cercheremo di far conoscere ed apprezzare ancor più
  l'attività della Camera in tutte le sue espressioni e
  articolazioni, dialogando amichevolmente con quanti seguono i
  nostri lavori per la stampa, la radio, la televisione,
  nell'esercizio della decisiva funzione dell'informazione,
  sempre inseparabile dal diritto di critica.
    Onorevoli colleghi, la responsabilità che assumo di fronte
  a voi e in cui si riassumono tutti gli impegni da me
  richiamati, è quella di far vivere e progredire operosamente
  la legislatura appena iniziata tra così grandi novità
  inevitabilmente accompagnate da tensioni e difficoltà.
  Facciamo insieme dell'undicesima legislatura repubblicana una
  tappa essenziale di consolidamento e rinnovamento della nostra
  democrazia  (I deputati si levano in piedi - Seguono
  vivissimi, prolungati applausi).
 
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