| MICHELANGELO AGRUSTI, illustrando l'interpellanza Bianco
Gerardo n. 2-00025 (vedi l'allegato A), rileva che la
guerra, scoppiata l'anno scorso in Croazia, avrebbe dovuto
essere già dal 1987, fin cioè dalle prime avvisaglie,
affrontata dalle diplomazie europee con ben maggiore
incisività. All'impotenza dell'Europa si è aggiunto il palese
disinteresse degli Stati Uniti. Solo ora, con il preoccupante
allargarsi del conflitto, gli USA si sono decisi ad
intervenire: ma sarà sufficiente l'adozione delle sanzioni
economiche? L'intervento armato da parte di forze di
interposizione delle Nazioni Unite, del resto, comporterebbe
indiscutibili problemi, anche perché si tratterebbe poi di
valutare quali nazioni sarebbero disposte a parteciparvi. E'
allora forse più opportuno realizzare un isolamento
internazionale, anche se tardivo, di Milosevic; oltre a quelli
di carattere economico, occorrerebbe dunque promuovere
interventi di carattere politico.
L'Italia ha più di altre nazioni l'obbligo di rompere il
muro di indifferenza e di cinismo, per via delle minoranze
linguistiche italiane presenti nella ex Iugoslavia e delle
tradizioni storiche che ci legano a quella regione. Questo
dunque è uno dei compiti fondamentali dell'attuale e del
prossimo Governo, anche in vista del processo di unificazione
europea, che deve essere portato avanti con decisione
(Applausi dei deputati del gruppo della DC).
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