| FEDERICO CRIPPA, illustrando la sua interpellanza n.
2-00059 (vedi l'allegato A), osserva che durano ormai da
un anno la guerra iugoslava e l'improvvisazione del ministro
degli esteri italiano in merito ad essa. Il massacro in atto,
che colpisce soprattutto donne, bambini ed anziani, ed ora la
crisi in Bosnia testimoniano un aggravamento dei conflitti
interetnici: del resto ancor oggi il governo serbo continua i
suoi attacchi anche contro le altre repubbliche ex iugoslave,
mentre non può nascondersi la gravità della situazione in
Macedonia. In questo momento, segnali positivi vengono dai
molti aiuti umanitari, anche da parte italiana; dal crescere
dell'opposizione alla guerra, sia in Croazia sia nella Serbia;
dalla pur titubante presenza dell'ONU e dall' embargo
totale imposto alla Serbia.
La politica italiana resta però immobile e impreparata,
anche se la crisi iugoslava era ben prevedibile, così come è
ora prevedibile un riaccendersi dei conflitti nel Kossovo.
Ricorda che il gruppo dei verdi aveva già da tempo
sollecitato la costituzione di una Commissione speciale in cui
potesse aver luogo un dibattito sulla crisi iugoslava; e che
una delegazione spontanea parlamentare ha richiesto al Governo
idonee iniziative.
Oggi l'azione politico-diplomatica è volta esclusivamente
contro la Serbia senza considerare le violazioni ai diritti
umani in atto anche in altri territori della ex Iugoslavia.
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L' embargo, così come è stato messo in atto, è del
tutto inefficace, se non controproducente in quanto rischia di
ostacolare l'invio di aiuti umanitari mentre non impedisce un
florido commercio di armi. Sottolinea dunque le priorità
politiche: anzitutto un'attiva presenza esterna che impedisca
la violazione dei diritti umani, quindi una più sollecita
attività umanitaria specie nell'accoglimento dei profughi, che
necessitano di una maggiore protezione. Che si applichi dunque
un rigido embargo di ogni fornitura militare, si invii
una delegazione parlamentare che verifichi in Serbia e in
Croazia il rispetto delle garanzie ai prigionieri, si crei un
corridoio per l'invio di aiuti umanitari, si garantisca il
diritto di asilo ai rifugiati politici, siano interrotte le
relazioni diplomatiche con Belgrado e sia riconosciuta la
repubblica di Macedonia (Applausi dei deputati del gruppo
dei verdi).
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