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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18532
SMA0008-0015
Resoconto Sommario n. 8 del 17 giugno 1992 (SMA11-8)
(suddiviso in 39 Unità Documento)
Unità Documento n.15 (che inizia a pag.5 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.10)
SVOLGIMENTO: 2 - 00025; 2 - 00052; 2 - 00056; 2 - 00057; 2 - 00058; 2 - 00059; 2 - 00060; 2 - 00064; 2 - 00065; 2 - 00067; 3 - 00085; 3 - 00087; 3 - 00090; 3 - 00093.
...SVOLGIMENTO: 2 - 00025; 2 - 00052; 2 - 00056; 2 - 00057; 2 - 00058; 2 - 00059; 2 - 00060; 2 - 00064; 2 - 00065; 2 - 00067; 3 - 00085; 3 - 00087; 3 - 00090; 3 - 00093.
FEDERICO CRIPPA.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
ZZSMA ZZRES ZZSMA170692 ZZSMA920617 ZZSMA000692 ZZSMA000092 ZZSMA8 ZZ11
    FEDERICO CRIPPA,  illustrando la sua interpellanza n.
  2-00059  (vedi l'allegato A),  osserva che durano ormai da
  un anno la guerra iugoslava e l'improvvisazione del ministro
  degli esteri italiano in merito ad essa.  Il massacro in atto,
  che colpisce soprattutto donne, bambini ed anziani, ed ora la
  crisi in Bosnia testimoniano un aggravamento dei conflitti
  interetnici: del resto ancor oggi il governo serbo continua i
  suoi attacchi anche contro le altre repubbliche ex iugoslave,
  mentre non può nascondersi la gravità della situazione in
  Macedonia.  In questo momento, segnali positivi vengono dai
  molti aiuti umanitari, anche da parte italiana; dal crescere
  dell'opposizione alla guerra, sia in Croazia sia nella Serbia;
  dalla pur titubante presenza dell'ONU e dall' embargo
  totale imposto alla Serbia.
    La politica italiana resta però immobile e impreparata,
  anche se la crisi iugoslava era ben prevedibile, così come è
  ora prevedibile un riaccendersi dei conflitti nel Kossovo.
    Ricorda che il gruppo dei verdi aveva già da tempo
  sollecitato la costituzione di una Commissione speciale in cui
  potesse aver luogo un dibattito sulla crisi iugoslava; e che
  una delegazione spontanea parlamentare ha richiesto al Governo
  idonee iniziative.
    Oggi l'azione politico-diplomatica è volta esclusivamente
  contro la Serbia senza considerare le violazioni ai diritti
  umani in atto anche in altri territori della ex Iugoslavia.
 
                               Pag. 6
 
    L' embargo,  così come è stato messo in atto, è del
  tutto inefficace, se non controproducente in quanto rischia di
  ostacolare l'invio di aiuti umanitari mentre non impedisce un
  florido commercio di armi.  Sottolinea dunque le priorità
  politiche: anzitutto un'attiva presenza esterna che impedisca
  la violazione dei diritti umani, quindi una più sollecita
  attività umanitaria specie nell'accoglimento dei profughi, che
  necessitano di una maggiore protezione.  Che si applichi dunque
  un rigido  embargo   di ogni fornitura militare, si invii
  una delegazione parlamentare che verifichi in Serbia e in
  Croazia il rispetto delle garanzie ai prigionieri, si crei un
  corridoio per l'invio di aiuti umanitari, si garantisca il
  diritto di asilo ai rifugiati politici, siano interrotte le
  relazioni diplomatiche con Belgrado e sia riconosciuta la
  repubblica di Macedonia  (Applausi dei deputati del gruppo
  dei verdi).
 
DATA=920617 FASCID=SMA11-8 TIPOSTA=SMA LEGISL=11 NCOMM= SEDE= NSTA=0008 TOTPAG=0015 TOTDOC=0039 NDOC=0015 TIPDOC=O DOCTIT=0010 COMM= PAGINIZ=0005 RIGINIZ=048 PAGFIN=0006 RIGFIN=017 UPAG=NO PAGEIN=5 PAGEFIN=6 SORTRES=9206173 SORTDDL= FASCIDC=11SMA 00008 SORTNAV=59206172 00008 100000 ZZSMA8 NDOC0015 TIPDOCO DOCTIT0010 NDOC0010



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