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FRANCO ROCCHETTA, replicando per la sua interpellanza n.
2-00067, osserva di aver ascoltato un fumoso ed omissivo
intervento del ministro De Michelis, che ha finito per porre
sullo stesso piano aggrediti ed aggressori. Stupisce la
simulata ignoranza nei confronti di quanto avviene all'interno
della stessa sfera culturale dell'Italia: il Governo si è reso
complice del regime di Belgrado e l'Italia del ministro De
Michelis è quella centralista, prepotente e boccheggiante che
si è fatta conoscere in Europa sin dai tempi di Cavour e che
si è fatta promotrice della nascita di Stati artificiali quali
la Iugoslavia e la Cecoslovacchia.
Il ministro De Michelis è stato, a parole, sostenitore del
diritto dei popoli europei di entrare a far parte di un'unica
comunità fin quando il muro di Berlino ha rappresentato un
limite invalicabile per tale desiderio. Egli ha volutamente
trascurato ogni questione sollevata nella sua interpellanza,
dimenticando inoltre tutti gli errori commessi: il ministro De
Michelis è tutt'altro che inviso - come sostiene - al Governo
greco, dato che la sua posizione sostanzialmente filo-serba
bene si sposa con gli interessi greci.
Egli dimentica inoltre che la sua passività è stata una
delle cause dell'esplosione del conflitto: occorreva muoversi
diversamente già un anno fa.
E' mancato ogni riferimento alle minoranze, in particolare
di lingua veneta, che in questi decenni sono state vittime di
un indottrinamento forzato che rappresenta l'esito ultimo di
un asse Roma-Belgrado espressosi in massimo grado nel
vergognoso trattato di Osimo.
Risibile è la dimensione dei contingenti di profughi
accolti sul territorio nazionale, da un Governo che ha
riempito il paese di circa due milioni di potenziali mercenari
e trafficanti di droga. Non una parola è stata poi spesa per
le azioni di pace intraprese dalla Comunità Alpe Adria,
osteggiata anzi dal Governo italiano. Né si può dimenticare
che, mentre il Governo era inerte, dal paese sono partite
numerosissime colonne di TIR destinate ad aiutare le
popolazioni vittime del conflitto. E si sono altresì
trascurate le iniziative del Parlamento veneto (Proteste
dei deputati del MSI-destra nazionale).
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