| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri, per sapere -
di fronte alle gravissime azioni di guerra messe in atto
dal governo di Belgrado contro le popolazioni ed il governo
della Bosnia-Erzegovina, che hanno provocato più di mille
morti, migliaia di feriti e danni incalcolabili alla città di
Sarajevo, ai centri di Mostar, Bratunac, Gorazde e Hadzici
attraverso il bombardamento che colpisce case, ospedali,
chiese e monumenti di valore artistico inestimabile;
premesso che:
molte migliaia di profughi in fuga sono stati colpiti
sistematicamente dalle forze serbe;
i ministri degli esteri della Comunità Europea, nella
riunione del giorno 11 maggio 1992 hanno deciso di richiamare,
per consultazioni, i loro ambasciatori, di escludere la
delegazione della nuova Repubblica jugoslava-serba dalla CSCE,
dall'OCDE, di studiare sanzioni economiche se non termineranno
le azioni dell'esercito serbo con il suo ritiro dalla
BosniaErzegovina, di consentire la riapertura dell'aeroporto
di Sarajevo ai voli umanitari;
la Comunità Europea è intervenuta, nello stesso momento,
per difendere le minoranze albanese nel Kossovo e ungherese
nella Voivodina, province della Serbia;
la Comunità vuole un accordo sulla Krajna, che garantisca
l'unità della Croazia;
i Dodici riconosceranno la Federazione jugoslava, creata
tra la Serbia ed il Montenegro, solamente se Belgrado
accetterà e rispetterà le richieste fatte -:
se non ritenga di chiedere una nuova riunione dei ministri
europei, di fronte all'indifferenza di Belgrado, per sanzioni
politiche ed economiche più severe in sede ONU;
se anche in sede bilaterale, oltre che comunitaria, non sia
urgente un invio di aiuti alle popolazioni della
Bosnia-Erzegovina;
se in sede internazionale sia intenzionato a promuovere una
azione per la difesa dei diritti umani delle popolazioni
inermi;
se non ritenga urgente l'invio di un'adeguata forza di
interposizione internazionale, sotto l'egida dell'ONU, che sia
in grado di fermare il conflitto.
(2-00025)
"Gerardo Bianco, Agrusti, Formigoni".
(1^ giugno 1992).
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