| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri e il
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Ministro degli affari esteri per conoscere - premesso che 370
deputati hanno sottoscritto la seguente mozione:
"La Camera,
condannando la politica di guerra e razzistica condotta dal
regime di Belgrado che, ieri in Croazia, oggi in
BosniaErzegovina, massacra popolazioni, costringendo oltre un
milione di persone alla condizione di profughi, opprime due
milioni di albanesi del Kossovo, distrugge sistematicamente
città e monumenti che appartengono alla civiltà umana, semina
odio razziale erigendolo a moralità politica e di Stato;
impegna il Governo
ad operare affinché nessun riconoscimento sia conferito in
sede internazionale, comunitaria europea e italiana alla nuova
entità denominata Repubblica Federale di Jugoslavia; affinché
immediatamente sia negato ogni rapporto con i rappresentanti
dell'ex Repubblica Jugoslava, rifiutando il principio della
continuità fra questa e quella, senza riserve e senza ritardi;
affinché si ritiri quindi immediatamente ogni rappresentante
presso l'ex Repubblica Jugoslava e tutti i suoi pretesi
rappresentanti non siano riconosciuti come tali né come
rappresentanti della nuova entità, non riconosciuta e non
riconoscibile allo stato degli atti;
ad escludere qualsiasi riconoscimento nelle future
trattative di pace alla situazione di fatto di
"ridistribuzione etnica" perseguita ed imposta con la guerra,
i massacri, il terrore che hanno provocato finora oltre un
milione di profughi e ad assicurare il diritto ad un immediato
ritorno dei profughi nelle loro terre d'origine, nel quadro
degli Stati di appartenenza, riconosciuti dalla comunità
internazionale, dalla Comunità europea e dall'Italia; così
come ad escludere qualsiasi riconoscimento alla cosiddetta
Repubblica federale di Jugoslavia fin quando non riconosca per
Costituzione e legge a tutti i cittadini di Serbia e di
Montenegro, a cominciare da quelli di nazionalità albanese,
ungherese e del Sangiaccato gli stessi diritti già
riconosciuti ai cittadini ed alle minoranze dalle Repubbliche
di Croazia, Slovenia e Macedonia;
denunciando inoltre la politica della comunità
internazionale, in primo luogo della Comunità europea, come
concausa dell'attuale tragedia, come complice degli aggressori
e dei razzisti e militaristi che stanno mettendo a ferro e
fuoco l'intera ex Jugoslavia; politica questa attuata in
violazione - oltre tutto - di ogni norma di diritto
internazionale e, per quanto riguarda l'Italia, decisa in
dispregio delle delibere e degli indirizzi dettati dal
Parlamento; denunciando che con questa politica si stanno
ripetendo i tragici, cinici e ciechi errori degli anni Trenta
e successivi, nei confronti delle violenze naziste e
staliniste;
impegna il Governo
ad intraprendere immediatamente tutte le azioni possibili e
necessarie per l'adozione di misure energiche e sanzioni
immediate contro l'aggressore e per fermare la guerra, sia
nell'ambito delle Nazioni unite che della Comunità europea e
della CSCE;
impegna in particolare il Governo:
a richiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite
di decretare l' embargo totale nei confronti delle
Repubbliche di Serbia e Montenegro, l'interdizione dello
spazio aereo e marittimo dell'ex Jugoslavia a qualsiasi
velivolo o nave militare, finché l'esercito non si sia
ritirato dalla Bosnia ed Erzegovina e dalla Croazia; a
richiedere la liberazione immediata di tutti i prigionieri;
ad inviare subito aiuti ai profughi ed ai rifugiati della
Bosnia ed Erzegovina e della Croazia;
ad attuare immediatamente quanto stabilito e indicato dalla
presente mozione,
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assicurando inoltre, in ogni modo e con ogni mezzo
legalmente possibile, la difesa dei diritti umani, civili,
politici degli ex Jugoslavi e una risposta adeguata per
battere gli aggressori, isolarli e condannarli per i loro
crimini di guerra e comuni" -:
quali iniziative s'intendano assumere per corrispondere in
maniera adeguata a questa straordinaria manifestazione di
comune volontà politica della maggioranza assoluta dei membri
della Camera dei deputati.
(2-00052)
"Pannella, Bonino, Cicciomessere, Elio Vito, Rapagnà,
Taradash".
(8 giugno 1992).
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