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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18563
ALA0008-0007
Allegato A n. 8 del 17 giugno 1992 (ALA11-8)
(suddiviso in 39 Unità Documento)
Unità Documento n.7 (che inizia a pag.140 dello stampato)
Garavini 2 - 00058. TESTIASS
...Interpellanze:
Garavini 2 - 00058.
ZZALA ZZRES ZZALA170692 ZZALA920617 ZZALA000692 ZZALA000092 ZZALA8 ZZ11 ZZTX
  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
  Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri, per
  sapere - premesso che:
    in Bosnia-Erzegovina, in seguito alla disgregazione della
  Repubblica federativa socialista di Jugoslavia, è in corso
  un'aspra guerra civile che vede combattere gli uni contro gli
  altri croati, serbi e musulmani;
    i serbi e i croati della Bosnia-Erzegovina cercano di
  "ripulire" le proprie zone per renderle etnicamente "pure",
  aiutati in ciò, rispettivamente, dalla Serbia e dalla Croazia;
    a loro volta, i musulmani della Bosnia - Erzegovina puntano
  ad allargare il territorio da essi controllato, con il
  sostegno sempre più evidente della Turchia;
    gli Stati Uniti e la Germania, prima sono intervenute con
  riconoscimenti unilaterali a singole repubbliche, fuori della
  ricerca di un accordo generale tra i popoli e gli stati della
  ex Jugoslavia, e oggi, invece di agire effettivamente per la
  pace, manovrano essenzialmente per spartirsi nuove sfere di
  influenza, hanno fatto arrivare armi e mercenari, e hanno
  appoggiato in molti casi le forze estremiste di varie
  repubbliche;
    in particolare la Germania - la quale ha incoraggiato in
  ogni modo la creazione di stati - nazione sul territorio della
  ex-Jugoslavia, - punta con tutta evidenza a creare nei Balcani
  un'area di influenza economica e politica tale da
  concretizzare rapidamente la sua rinata vocazione di potenza;
    altre potenze - come la Russia e gli Stati Uniti -
  intendono esercitare una crescente influenza nei Balcani;
    gli Stati Uniti, in particolare, utilizzano la crisi
  bosniaca e l'ONU sulla falsariga della guerra del Golfo - per
  riaffermare la loro  leadership  sulle altre potenze;
    su questa strada, incombe il pericolo che esploda nei
  Balcani una guerra di vaste dimensioni e che essa investa,
  come già è avvenuto altre volte nella storia, aree assai più
  ampie dell'Europa e del Mediterraneo;
    in uno scenario come questo, le sanzioni americane
  deliberate formalmente dall'ONU contro la Serbia sono inidonee
  a porre fine alla guerra civile bosniaca che è alimentata da
  molteplici cause interne e non soltanto da interventi esterni;
 
                              Pag. 141
 
  inique perché indirizzate contro una soltanto delle potenze
  coinvolte nella crisi; controproducenti perché esse rischiano
  di favorire la coesione nazionalistica attorno al potere di
  Belgrado; strumentali perché volte ad occultare i molteplici
  disegni delle grandi potenze ormai evidentemente attivi
  nell'area Balcanica -:
    se il Governo non ritenga di dover assumere una linea di
  coerenza tra princìpi e pratica ad ogni livello, assumendo
  immediatamente iniziative coraggiose, anche autonomamente nel
  contesto europeo e atlantico, per riportare la pace nella ex
  Jugoslavia e salvare la pace per il nostro paese, esposto in
  prima linea in questa gravissima crisi;
    se non ritenga necessario perseguire con urgenza i seguenti
  obiettivi:
    1) realizzare un "cessate il fuoco" generalizzato e
  scoraggiare ogni altro conflitto nelle varie aree della ex
  Jugoslavia;
    2) bloccare immediatamente tutte le forniture di armi e di
  ogni forma di sostegno bellico a tutti i paesi della ex
  Jugoslavia indistintamente.  L'ONU deve sanzionare i paesi
  trasgressori;
    3) tutte le truppe regolari, in primo luogo quelle serbe e
  croate, devono ritirarsi entro i confini delle loro
  repubbliche precedentemente definiti nella ex Repubblica
  Federativa di Jugoslavia;
    4) tutte le milizie irregolari devono essere disarmate
  sotto il controllo delle forze di pace dell'ONU;
    5) garantire, anche con adeguate presenze dei caschi blu
  dell'ONU che cessi ogni eccidio e persecuzione nei confronti
  delle minoranze etniche dei vari territori;
    6) condannare e contrastare tutti i nazionalismi che si
  scontrano nei Balcani;
    7) rifiutare soluzioni sulla crisi bosniaca fondate sulla
  "purezza etnica";
    8) esercitare la massima pressione politica e diplomatica
  su tutti i contendenti per giungere al più presto ad una reale
  "cantonalizzazione" della Bosnia - Erzegovina;
    9) esercitare pressioni economiche su tutte le potenze che
  interferiscono nella guerra civile bosniaca;
    10) annullare subito le "sanzioni" della Serbia -
  Montenegro, escluso il blocco sulle armi che va esteso a tutte
  le repubbliche della ex Jugoslavia;
    11) accettare e riconoscere tutti i processi di
  autodeterminazione dei popoli democraticamente sanciti sul
  territorio della ex Jugoslavia;
    12) procedere subito al riconoscimento internazionale di
  tutte le repubbliche che ne hanno fatto richiesta con la
  verifica del voto popolare, essendo questa la condizione
  inderogabile per poter riprendere una qualsiasi trattativa di
  pace;
    13) escludere tassativamente ed in modo esplicito ogni
  forma di intervento militare nei Balcani, sotto qualsiasi
  sigla internazionale o nazionale, e in qualunque forma venga
  proposto;
    14) favorire la sicurezza di ogni repubblica, il pieno
  esercizio delle libertà democratiche e i diritti delle
  minoranze, anche con adeguate autonomie, in un quadro di forme
  nuove di intesa e di collaborazione difficile certo da
  ricercare e da avviare ma essenziale per ricostruire nell'area
  pace e stabilità.
  (2-00058)
  "Garavini, Galante, Manisco, Russo Spena, Dorigo, Bacciardi,
  Melandri, Lucio Magri, De Pasquale".
  (10 giugno 1992).
 
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