| I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli
affari esteri, per sapere - premesso che:
la politica del Governo italiano sull'emergenza Jugoslavia
è stata caratterizzata nelle ultime settimane da una
pericolosa passività e da una grave contraddittorietà;
le scelte operate del ministro per gli affari esteri (fino
a pochi mesi fa sostenitore con forza delle ragioni della
Iugoslavia federale) sono state rapidamente ribaltate;
la decisione dell' embargo obbedisce ad una cultura
politica della forza a cui l'Italia avrebbe dovuto opporre
un'intransigente cultura di pace;
l' embargo ha avuto fino ad oggi una ricaduta soltanto
sulle popolazioni civili, senza alcun effetto significativo
sulle scelte politiche della nomenclatura serba;
lo strumento dell' embargo continua ad essere
adoperato dalla comunità internazionale a senso unico,
soltanto contro le nazioni non omogenee al nuovo ordine
internazionale auspicato dal presidente Bush;
le ragioni del conflitto e la sua dinamica, ormai
frantumata in una logica di guerra fra bande, non consentono
facili giudizi né semplici equazioni sui torti e le ragioni di
questa guerra;
le iniziative più specifiche e più urgenti da assumere
riguardano centinaia di migliaia di profughi - croati, serbi,
musulmani - che la violenza della guerra ha costretto alla
fuga;
il nostro Governo continua ad esprimere un'assoluta inerzia
diplomatica nei confronti dele Nazioni Unite e, più in
generale, della comunità internazionale -:
se non ritenga opportuno attivarsi per predisporre -
coinvolgendo gli enti locali - strutture di accoglienza in
Italia e d'intervento umanitario nei campi profughi oltre
frontiera, per affrontare l'emergenza dei rifugiati;
se non intenda svolgere un'intransigente iniziativa
diplomatica per ottenere l'immediata sospensione
dell' embargo nei confronti delle popolazioni serbe;
se e quando interverrà presso il governo degli Stati Uniti
per esprimere l'assoluta
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disapprovazione dell'Italia verso qualsiasi ricorso
alla forza come strumento di soluzione della vertenza
iugoslava;
se il Governo intenda intervenire presso le Nazioni Unite
affinché ci si mobiliti sul piano politico e diplomatico per
arrivare ad un immediato "cessate il fuoco" e per affrontare
la vertenza iugoslava con gli strumenti dei diritto
internazionale e del dialogo politico.
(2-00060)"Fava, Bertezzolo".
(10 giugno 1992).
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