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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18566
ALA0008-0010
Allegato A n. 8 del 17 giugno 1992 (ALA11-8)
(suddiviso in 39 Unità Documento)
Unità Documento n.10 (che inizia a pag.144 dello stampato)
D'Alema 2 - 00064. TESTIASS
...Interpellanze:
D'Alema 2 - 00064.
ZZALA ZZRES ZZALA170692 ZZALA920617 ZZALA000692 ZZALA000092 ZZALA8 ZZ11 ZZTX
  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
  Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
    il tragico approfondirsi della crisi in atto nella ex
  Jugoslavia comporta sempre maggiori perdite di vite umane e di
  beni materiali, provoca immani sofferenze a popolazioni
  inermi, calpesta ogni diritto umano, provoca la distruzione
  indiscriminata e sovente deliberata di monumenti di
  inestimabile valore per la storia d'identità civile e
  religiosa dei popoli coinvolti nella guerra e dell'intera
  Europa;
    appaiono del tutto inaccettabili gli interventi armati
  dell'esercito serbo e di milizie paramilitari croate nel
  territorio della Bosnia Erzegovina, così come appaiono
  inaccettabili le iniziative unilaterali della nuova entità
  proclamatisi Repubblica Federale Jugoslava miranti alla
  spartizione della Bosnia Erzegovina;
    l'Italia, per la sua collocazione, per motivi politici e
  culturali, per legami storici e per gli intensi rapporti
  economici con le regioni trascinate nel conflitto è
  direttamente interessata a che l'ONU, la CEE, la CSCE, mettano
  in opera tutte le iniziative atte a scongiurare la
  "libanizzazione" di una regione tanto vicina, che avrebbe le
  più negative conseguenze per l'ordine europeo internazionale;
    l'ONU, seppure tardivamente, attraverso l' embargo  e
  l'invio dei "caschi blu" sta operando un serio tentativo per
  la pacificazione della regione;
    recenti rapporti di Amnesty International, di Helsinki
  Watch e della CRHI hanno segnalato l'esistenza di centinaia di
  civili rinchiusi in campi di detenzione in Serbia, Voivodina e
  Croazia -:
    quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare in
  sede ONU, CEE, CSCE, perché si utilizzino tutti gli spiragli
  di negoziato che portino immediatamente al ritiro di tutte le
  truppe militari serve e paramilitari croate dalla Bosnia; al
  ritiro delle truppe serbe dalle zone occupate dalla Croazia;
  all'immediato cessate il fuoco; al riconoscimento dei confini
  attuali tra le Repubbliche della ex Jugoslavia; all'impegno di
  ogni Repubblica a riconoscere e garantire a ciascuna comunità
  etnica e religiosa tutti i diritti civili individuali e
  collettivi e valorizzando i caratteri plurietnici e
  pluriculturali;
    in quale modo il Governo italiano intenda sostenere
  l'operato delle forze di interposizione dell'ONU e l'attività
  degli organismi di assistenza ai profughi e ai rifugiati, per
  evitare altre forme di intervento militare esterno che
  rappresenterebbero un elemento di aggravamento della crisi e
  di una sua possibile incontrollabile estensione;
    in quale modo il Governo italiano intenda attuare,
  nell'ambito delle proprie sovrane attribuzioni, un rigoroso
  embargo  secondo gli indirizzi dell'ONU, in particolare
  di ogni fornitura di armi e materiale bellico nei confronti di
  tutte le parti in conflitto e a disporre indagini volte a
  perseguire ogni violazione della legge nazionale sul commercio
  delle armi eventualmente commessa in occasione di questo
  conflitto;
    se il Governo italiano intenda chiedere che la CEE
  intensifichi l'azione di solidarietà materiale nei confronti
  delle popolazioni colpite dalla guerra, operando per
  l'apertura di un corridoio internazionale a questo fine;
 
                              Pag. 145
 
    in quale modo il Governo ritenga di valorizzare la
  disponibilità dichiarata e l'impegno già attivato da parte di
  enti locali, forze sociali e sindacali sul terreno della
  solidarietà concreta, realizzando un coordinamento operativo
  con i Ministeri e gli organismi competenti, in particolare per
  quanto riguarda l'ospitalità dei bambini profughi;
    come intenda provvedere, per quanto di propria competenza,
  a garantire asilo politico e adeguata assistenza a tutti
  coloro che rifiutando la scelta delle armi cerchino rifugio
  nel nostro Paese, noché alle loro famiglie;
    se ritenga di sostenere in sede internazionale, presso i
  governi della regione, la richiesta di amnistia per i
  disertori.
  (2-00064)
  "D'Alema, Violante, Finocchiaro Fidelbo, Pellicani, Marri,
  Ciabarri, Petruccioli".
  (10 giugno 1992).
 
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