| CALZOLAIO, COLAIANNI, CRIPPA, DORIGO, INGRAO, RONCHI, SENESE,
TRABACCHINI, PAISSAN, PECORARO SCANIO e GIUNTELLA ROZZA. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere -
premesso che:
il brutale confronto fra diversi nazionalismi nella Bosnia
Erzegovina comporta perdite sempre maggiori di vite umane e di
beni materiali, calpesta ogni diritto umano, produce immani
sofferenze a popolazioni inermi, provoca la distruzione
indiscriminata e sovente deliberata di monumenti di
inestimabile valore per la storia e l'identità culturale dei
popoli coinvolti nella guerra e dell'intera Europa;
a fronte di un numero di profughi dalle zone del conflitto
finora valutato dall'ONU in 1.451.000, l'Italia ha accolto sul
proprio territorio solo 1.700 persone;
è maturato, anche nel nostro paese, un forte sentimento di
preoccupazione e di angoscia, che si è espresso in una
crescente mobilitazione del movimento pacifista, degli enti
locali, di comunità varie, trovando nell'assemblea svoltasi a
Padova il 7 giugno scorso un momento importante di riflessione
e di proposta;
il pur tardivo tentativo dell'ONU per la pacificazione
della regione non ha tenuto conto del rapporto del Segretario
generale dell'Organizzazione che indicava, in questa crisi,
responsabilità ulteriori rispetto a quelle indubitabili della
Serbia;
secondo quanto riferito dalla stampa, la NATO starebbe
attivandosi per assicurare il rispetto delle risoluzioni
dell'ONU relative alla regione -:
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare in
tutte le sedi internazionali per porre termine al conflitto ed
ottenere nell'immediato il ritiro di tutte
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le milizie, regolari o irregolari, serbe o croate, dal
territorio della Bosnia-Erzegovina;
se e in che modo il Governo intenda opporsi al ventilato
intervento della NATO nella regione o ad altre forme di
intervento militare esterno;
quali iniziative il Governo intenda assumere per evitare
che le sanzioni già deliberate dall'ONU si traducano in un
ostacolo o peggio in un blocco degli interventi umanitari a
favore delle popolazioni, come denunciato dall'Alto
commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati;
quali iniziative il Governo intenda adottare per evitare
che dette sanzioni assumano il carattere di un intervento
parziale che, anziché spegnere il conflitto, alimenti volontà
di rivincita di una delle parti;
quali iniziative il Governo intenda assumere a sostegno
delle forze democratiche e di pace del crescente movimento di
opposizione in Serbia;
quali iniziative il Governo intenda assumere a sostegno
della richiesta di
amnistia per i disertori da tutti gli eserciti coinvolti e il
rispetto dei diritti civili e umani in tutte le Repubbliche;
quali impegni il Governo intenda assumere per un'ulteriore
adeguata accoglienza dei profughi nel nostro paese e in
particolare per garantire la tutela e l'accoglienza a chi
rifiuta la scelta delle armi;
quali garanzie intenda dare il Governo affinché gli aiuti
inviati siano equamente distribuiti a profughi e popolazioni
colpite di tutte le etnie, religioni e provenienze, qualunque
sia la zona in cui essi hanno trovato rifugio;
quali impegni intenda assumere il Governo perché nella
gestione degli aiuti venga data priorità a enti e
organizzazioni umanitarie e non governative e valorizzato il
contributo del volontariato e della società civile;
quali iniziative il Governo intenda assumere per
l' embargo totale delle armi a tutte le parti in
conflitto.(3-00093)
(11 giugno 1992).
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