| Il relatore Enzo BALOCCHI (Gruppo della DC) rileva
che il decreto-legge n. 271 del 1992 è particolarmente
rilevante sia sotto un profilo di politica economica sia
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nell'ottica della privatizzazione degli enti pubblici ed
economici. Tale decreto provvede a stanziare appositi fondi a
favore dell'IRI e dell'EFIM, in ordine ad interventi la cui
importanza è conferma della necessità e dell'urgenza del
provvedimento.
Propone quindi di esprimere parere favorevole
sull'esistenza dei requisiti di necessità ed urgenza di cui
all'articolo 77 della Costituzione.
Il deputato Adolfo BATTAGLIA (Gruppo repubblicano) rileva
di non avere alcun atteggiamento pregiudiziale nei confronti
del ricorso allo strumento del decreto-legge; ritiene,
purtuttavia, che la Commissione debba valutare severamente la
sussistenza dei presupposti dei decreti di cui all'articolo 77
della Costituzione. Nel caso in questione, paiono mancare
comunque i requisiti di cui all'articolo 77 della
Costituzione, di cui non si trova traccia né nella relazione
del Governo né nelle parole del relatore. La relazione del
Governo, infatti, si richiama ad esigenze indifferibili ed
urgenti dell'IRI e dell'EFIM, e non ad esigenze proprie
dell'ordinamento nella sua interezza. Inoltre, si deve
considerare che l'EFIM è stato da tempo fatto oggetto di
numerose critiche anche da parte del Parlamento, essendo un
ente in perdita sull'orlo della bancarotta. Il nuovo Governo,
che pare proporsi una rigorosa azione per il risanamento della
finanza pubblica, dovrebbe comportarsi di conseguenza. Per
parte sua, la I Commissione dovrebbe contribuire a tale
manovra di contenimento, riducendo gli impegni di spesa a
carico del settore pubblico. Per tali motivi ritiene che debba
essere espresso parere contrario circa la sussistenza dei
requisiti di necessità e di urgenza del decreto.
Il deputato Luigi ROSSI (Gruppo della lega nord),
associatosi alle osservazioni del deputato Battaglia, rileva
che il provvedimento pone anche un problema di natura
politico-economica, come ha avuto modi di evidenziare in una
sua interrogazione. Infatti, non vi è motivo per
ricapitalizzare un ente come l'EFIM, causa di numerosi sprechi
nel corso degli anni. Non si può chiedere sacrifici al popolo
e continuare a sprecare pubblico denaro. Per tali motivi è
contrario al decreto-legge in esame.
Il deputato Giuseppe TATARELLA (Gruppo del MSI-destra
nazionale) ritiene che il decreto-legge in esame contrasti sia
con la Costituzione sia con la logica. L'EFIM è stato a suo
tempo definito già defunto dallo stesso senatore Andreatta e
ne fu proposta la soppressione dall'onorevole Bianco. Il suo
gruppo ha provveduto a presentare una proposta di legge che
dispone lo scioglimento di tale ente, di cui anche la più
recente cronaca si è dovuta occupare. Il decreto-legge,
dunque, non viene incontro agli interessi della comunità bensì
tenta di ricapitalizzare enti inutili. Per tali motivi ritiene
che debba essere espresso parere contrario circa la
sussistenza dei requisiti di necessità e di urgenza di cui
all'articolo 77 della Costituzione.
Il deputato Francesco GIULIARI (Gruppo dei verdi) esprime
un giudizio contrario in ordine all'esistenza, nel decreto in
esame, dei requisiti di necessità e di urgenza.
Il deputato Diego NOVELLI (Gruppo LA RETE), dopo aver
rilevato l'esigenza che il Presidente della Commissione possa
assicurare, per quanto di competenza, un'effettiva
programmazione dei lavori della Commissione, sottolinea che in
questa sede la I Commissione si deve limitare a valutare la
sussistenza dei requisiti di necessità e urgenza del
decreto-legge, senza entrare nel merito del provvedimento.
Nella fattispecie non paiono sussistere i requisiti di
necessità e di urgenza per il decreto n. 271, che considera
inaccettabile, specialmente sotto il profilo della questione
morale.
Il deputato Daniela MAZZUCONI (Gruppo della DC), condivise
le considerazioni del deputato Novelli circa la competenza
propria della I Commissione in questa sede, sottolinea che il
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suo gruppo concorda con le valutazioni espresse dal relatore.
Ciò nonostante, ritiene che la particolare materia trattata
dal provvedimento necessiti di un più puntuale chiarimento da
parte del Governo, in ordine ai requisiti di necessità ed
urgenza che hanno portato all'emanazione del decreto: propone,
pertanto, di rinviare l'esame in attesa che il Governo
fornisca chiarimenti a riguardo.
Il deputato Vincenzo RECCHIA (Gruppo del PDS) concorda con
il deputato Novelli circa la inesistenza dei requisiti di
necessità e di urgenza nel decreto-legge, che non emergono né
dalla esposizione del relatore né dalla relazione che
accompagna il disegno di legge.
Il deputato Luciano CAVERI (Gruppo misto), dopo aver
ricordato che oggetto proprio dell'esame deve essere, in
questa sede, quello attinente alla necessità ed urgenza del
provvedimento, osserva che, nella fattispecie, tali requisiti
non sembrano sussistere. Concorda con la proposta di rinvio
formulata dal deputato Mazzuconi.
Il deputato Carlo TASSI (Gruppo del MSI-destra nazionale)
osserva che in questa sede non si può valutare il merito del
provvedimento. Tuttavia, l'intrinseca dannosità del
provvedimento medesimo porta a concludere per la inesistenza
dei requisiti di necessità e di urgenza.
Il deputato Mario BRUNETTI (Gruppo di rifondazione
comunista) rileva che il suo gruppo voterà contro la
sussistenza dei requisiti di necessità e di urgenza nel
decreto, strumento a cui il Governo, pur dimissionario,
continua a fare eccessivo ricorso.
Il deputato Paolo BATTISTUZZI (Gruppo liberale) manifesta
alcuni dubbi circa la sussistenza dei requisiti di necessità e
di urgenza nel decreto-legge, che tra l'altro intende aggirare
gli effetti della sentenza n. 384 del 1991 della Corte
costituzionale relativa agli interventi a favore degli enti a
partecipazione statale. I suddetti dubbi trovano conferma nel
fatto che l'aumento del canone RAI, così come delineato nel
provvedimento, è destinato a provocare effetti protratti nel
tempo e non sembra strettamente collegato ad una situazione di
straordinaria necessità ed urgenza. Ritiene che il Governo
dovrebbe fornire più dettagliati chiarimenti sul
provvedimento.
Il deputato Elio VITO (Gruppo federalista europeo)
preannuncia il voto contrario del suo gruppo circa la
sussistenza dei requisiti costituzionali.
Il deputato Nicola SAVINO (Gruppo del PSI) rileva che il
suo gruppo concorda con la proposta di rinvio formulata dal
deputato Mazzuconi.
Il Presidente Adriano CIAFFI ricorda che l'esame dei
requisiti di necessità e di urgenza del decreto-legge è
all'ordine del giorno dell'Assemblea, per domani 24 giugno
1992. Un eventuale rinvio dovrà quindi tener conto dei tempi
previsti per l'esame in Assemblea. Propone conclusivamente che
l'esame del disegno di legge n. 526 possa essere rinviato alle
ore 16 di questa sera; qualora il Governo non sia in grado di
fornire i chiarimenti richiesti, la Commissione potrà
procedere comunque nell'espressione del parere.
Il deputato Daniela MAZZUCONI (Gruppo della DC) concorda
con la proposta del Presidente.
Dopo che i deputati Giuseppe TATARELLA (Gruppo del
MSI-destra nazionale) e Luigi ROSSI (gruppo della lega nord)
si sono dichiarati contrari ad un rinvio dell'esame, la
Commissione approva la proposta del Presidente di rinviare
l'esame del disegno di legge n. 526 alle ore 16.
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