| Il relatore Mario FRASSON (Gruppo della DC) osserva
che nel decreto in esame sussistono pienamente i requisiti di
necessità e di urgenza poiche vengono stanziati i mezzi
finanziari che garantiscono agli enti locali la sopravvivenza.
Osserva che solo la certezza dell'esistenza di risorse proprie
o trasferite, consente a ciascun ente di programmare
adeguatamente la propria attività. Tutto questo non si
garantisce se il decreto in esame non viene convertito.
Propone quindi alla Commissione di esprimere parere
favorevole.
Il Presidente Adriano CIAFFI ricorda che qualcuno ha
sostenuto che la reiterazione di un decreto di per sè
contrasta con l'articolo 77 dalla Costituzione poiché dimostra
l'assenza dei requisiti di necessità e di urgenza. Non volendo
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discutere questa affermazione sul piano giuridico, richiama
tuttavia l'attenzione dei colleghi su un aspetto importante:
quando un decreto-legge comporta un onere finanziario o un
trasferimento di fondi, si creano, dal punto di vista pratico,
dei problemi enormi. Nel caso di specie sono state autorizzate
già due rate trimestrali di migliaia di miliardi (si tratta di
quattro rate trimestrali) e qui si autorizza la terza rata di
giugno. Già circa dodicimila miliardi sono stati trasferiti:
se il decreto non fosse convertito scatterebbe l'obbligo di
chiedere la restituzione dei fondi già trasferiti nonché
l'illegittimità dei provvedimenti già emanati dagli enti
locali, e, magari, si dovrebbero subito dopo ritrasferire i
fondi con una legge ordinaria. Occorre esaminare il problema
della reiterazione con riferimento al decreto iniziale: quando
su tale decreto il Parlamento ha espresso parere favorevole,
il Governo viene per ciò stesso autorizzato a presentarne
altri dello stesso tenore. Esprimere, poi, parere contrario su
questi ultimi costituisce per il Parlamento una
contraddizione.
Il deputato Carlo TASSI (Gruppo del MSI-destra nazionale)
annuncia il voto contrario del suo gruppo. Innanzitutto
osserva che su questa materia il Parlamento potrebbe approvare
una legge anche in tempi brevissimi se solo lo volesse. Sulle
argomentazioni del Presidente Ciaffi, fa presente che la
valutazione positiva dei presupposti di necessità e di urgenza
per i decreti precedenti non vincola adesso la Commissione ad
esprimere parere favorevole. Non si comprende tutta la
preoccupazione a favore dell'autonomia impositiva degli enti
locali, dopo che, con la riforma tributaria del 1973, si è
provveduto a sottrarla agli enti medesimi. Inoltre coglie
l'occasione per ricordare che il Parlamento ha perso un
importante possibilità con la legge n. 400 del 1988, che
avrebbe dovuto essere una legge di rango costituzionale e non
una legge ordinaria, facilmente aggirabile da parte dal
Governo con il semplice strumento della decretazione. Auspica
quindi un atteggiamento più rigoroso da parte del Parlamento
nell'esame di decreti-legge reiterati.
Il deputato Daniela MAZZUCONI (Gruppo della DC) ritiene
che i requisiti di necessità e di urgenza sussistano nel
decreto in esame e annuncia quindi il voto favorevole del suo
gruppo. Tuttavia, sottolinea l'importanza di risolvere un nodo
fondamentale; l'approvazione del nuovo ordinamento sulla
finanza locale, in quanto decreti di questo tipo vengono
emanati proprio perché il suddetto ordinamento ancora manca e
per porre rimedio ai danni prodotti da decreti precedenti.
Inoltre la reiterazione crea molti problemi agli enti locali
che devono adottare nuovamente tutte le delibere già prese in
base ai decreti decaduti, perché ritenute illegittime dalla
maggior parte dei Coreco.
Auspica infine che il ricorso al decreto-legge non rischi
di stravolgere l'impianto della legge n. 142 del 1990.
Il deputato Alfonsina RINALDI (Gruppo del PDS) annuncia il
voto contrario del suo gruppo in nome dell'autonomia e della
responsabilità delle amministrazioni locali, facendo presente
altresì la necessità di rompere un ciclo di emergenza,
all'insegna del centralismo.
Il deputato Nicola SAVINO (Gruppo del PSI) esprime nel
complesso un parere negativo sul provvedimento in esame poiché
produce conseguenze negative specie per il Mezzogiorno.
Infatti, il problema da risolvere nel meridione è di spese
ordinarie e non straordinarie. Mancano al Sud le strutture di
base. La Commissione di indagine sulla condizione giovanile,
di cui è stato Presidente, ha appreso, ad esempio, che a
Catania c'è una fortissima concentrazione di criminalità
giovanile e ciò dimostra che al Sud, a differenza di quanto è
avvenuto nel Nord Italia, non sono state create strutture
adeguate per la formazione giovanile.
Questo decreto cristallizza il divario tra nord e sud, per
quanto riguarda le spese ordinarie basandosi sui dati
dell'anno precedente aumentati del tasso di inflazione
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programmato. Tuttavia, allo stato attuale, non si può far
altro che votare favorevolmente, con l'invito ai colleghi
affinché si impegnino tutti per l'approvazione di una legge
per la finanza locale che effettui una distribuzione equa
delle risorse. Annuncia quindi il voto favorevole del suo
gruppo.
Il deputato Enzo BIANCO (gruppo repubblicano) osserva che
la vicenda di cui si discute è esemplare: il Parlamento in
questo campo ha rinunciato a legiferare da quindici anni. Nel
decreto in esame certamente ci sono alcune norme di cui
nessuno potrebbe ravvisare la necessità e l'urgenza. Di altre,
la decadenza determinerebbe una situazione drammatica per gli
enti locali. Pertanto annuncia il voto favorevole del suo
gruppo, ma ritiene necessaria l'emanazione di una legge
organica sulla finanza locale.
Il deputato Francesco GIULIARI (Gruppo dei verdi) annuncia
il voto contrario del suo gruppo perché è necessario porre un
freno alla continua presentazione di questo tipo di decreti da
parte del Governo.
Il deputato Elio VITO (Gruppo federalista europeo) fa
presente che le uniche ragioni addotte per sostenere la
ricorrenza dei presupposti di necessità e di urgenza, sono da
identificare nell'esistenza stessa del decreto, con un
evidente inversione dell'ordine logico delle questioni da
esaminare. Pertanto annuncia il voto contrario del suo
gruppo.
Il deputato Luigi ROSSI (Gruppo della lega nord)
innanzitutto pone la questione della legittimità
costituzionale della reiterazione dei decreti, in ordine alla
sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza. Quindi fa
presente che nonostante da anni si parli della necessità di
una legge organica sulla finanza locale, si discute ancora su
decreti del tipo di quello in esame. Con l'auspicio che il
Governo elabori una legge quadro sulla finanza locale,
annuncia il voto favorevole del suo gruppo.
Il deputato Mario BRUNETTI (Gruppo di rifondazione
comunista) annuncia il voto contrario del suo gruppo perché
non si può decidere sotto il ricatto delle cose; tanto più che
alcuni articoli del decreto-legge contengono materia del tutto
eterogenea rispetto all'oggetto proprio del decreto stesso.
Occorre dare al Governo un chiaro segnale affinché modifichi
il suo indirizzo.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno Franco FAUSTI,
dopo aver rilevato la fondatezza delle osservazioni del
Presidente Ciaffi sulla gravità e la complessità della
situazione di fatto, fa presente che i trasferimenti di fondi
agli enti locali vengono effettuati annualmente dopo
l'approvazione della finanziaria ed il decreto in esame fissa
la progressione triennale dell'incremento dei fondi. Quindi
non è vero che i comuni non hanno certezza sulle loro risorse,
è vero però che non si è riusciti a costituire una fonte
automatica di trasferimento annuale ai comuni ed è per questo
che vengono emanati decreti del tipo in esame. Osserva
inoltre, che i comuni possono contare su una loro autonomia
impositiva: ci sono infatti alcuni comuni che dispongono, per
circa il settanta per cento, di quote di trasferimento e, per
il resto, di fondi disponibili grazie al ricorso all'autonomia
impositiva. Altri comuni, invece, vivono soltanto di
trasferimenti erariali perché non sfruttano gli strumenti
impositivi di cui dispongono. Il decreto in esame è pressoché
identico al corrispondente decreto dell'anno scorso, salvo
l'aumento degli stanziamenti, pari al tasso programmato di
inflazione, in modo da assicurare la perequazione a tutti i
livelli. Senza dubbio la migliore soluzione sarebbe costituita
da una riforma generale del settore.
La Commissione esprime quindi parere favorevole circa
l'esistenza dei requisiti di necessità e di urgenza di cui
all'articolo 77 della Costituzione.
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