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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18609
SMC0015-0011
Bollettino Giunte e Commissioni n. 15 del 23 giugno 1992 - edizione definitiva - (SMC11-15)
(suddiviso in 21 Unità Documento)
Unità Documento n.11 (che inizia a pag.17 dello stampato)
               ...I COMMISSIONE PERMANENTE
  (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)
 
...(In sede consultiva ai sensi dell'articolo 96 bis comma 2 del regolamento)
C818. LAVCOMM
C818.
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 20 maggio 1992, n. 289, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale per il 1992 (818). (Parere all'Assemblea).
Martedì 23 giugno 1992, ore 11. - Presidenza del Presidente Adriano CIAFFI. - Intervengono il ministro per il coordinamento della protezione civile Nicola Capria, i sottosegretari di Stato per l'interno Franco Fausti e Gian Carlo Ruffino ed il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia Franco Castiglione.
ZZSMC ZZRES ZZSMC230692 ZZSMC920623 ZZSMC000692 ZZSMC000092 ZZSMC15 ZZ11 ZZD ZZC1 ZZNO ZZCO ZZHH
     Il relatore Mario FRASSON (Gruppo della DC) osserva
  che nel decreto in esame sussistono pienamente i requisiti di
  necessità e di urgenza poiche vengono stanziati i mezzi
  finanziari che garantiscono agli enti locali la sopravvivenza.
  Osserva che solo la certezza dell'esistenza di risorse proprie
  o trasferite, consente a ciascun ente di programmare
  adeguatamente la propria attività.  Tutto questo non si
  garantisce se il decreto in esame non viene convertito.
  Propone quindi alla Commissione di esprimere parere
  favorevole.
     Il Presidente Adriano CIAFFI ricorda che qualcuno ha
  sostenuto che la reiterazione di un decreto di per sè
  contrasta con l'articolo 77 dalla Costituzione poiché dimostra
  l'assenza dei requisiti di necessità e di urgenza.  Non volendo
 
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  discutere questa affermazione sul piano giuridico, richiama
  tuttavia l'attenzione dei colleghi su un aspetto importante:
  quando un decreto-legge comporta un onere finanziario o un
  trasferimento di fondi, si creano, dal punto di vista pratico,
  dei problemi enormi.  Nel caso di specie sono state autorizzate
  già due rate trimestrali di migliaia di miliardi (si tratta di
  quattro rate trimestrali) e qui si autorizza la terza rata di
  giugno.  Già circa dodicimila miliardi sono stati trasferiti:
  se il decreto non fosse convertito scatterebbe l'obbligo di
  chiedere la restituzione dei fondi già trasferiti nonché
  l'illegittimità dei provvedimenti già emanati dagli enti
  locali, e, magari, si dovrebbero subito dopo ritrasferire i
  fondi con una legge ordinaria.  Occorre esaminare il problema
  della reiterazione con riferimento al decreto iniziale: quando
  su tale decreto il Parlamento ha espresso parere favorevole,
  il Governo viene per ciò stesso autorizzato a presentarne
  altri dello stesso tenore.  Esprimere, poi, parere contrario su
  questi ultimi costituisce per il Parlamento una
  contraddizione.
     Il deputato Carlo TASSI (Gruppo del MSI-destra nazionale)
  annuncia il voto contrario del suo gruppo.  Innanzitutto
  osserva che su questa materia il Parlamento potrebbe approvare
  una legge anche in tempi brevissimi se solo lo volesse.  Sulle
  argomentazioni del Presidente Ciaffi, fa presente che la
  valutazione positiva dei presupposti di necessità e di urgenza
  per i decreti precedenti non vincola adesso la Commissione ad
  esprimere parere favorevole.  Non si comprende tutta la
  preoccupazione a favore dell'autonomia impositiva degli enti
  locali, dopo che, con la riforma tributaria del 1973, si è
  provveduto a sottrarla agli enti medesimi.  Inoltre coglie
  l'occasione per ricordare che il Parlamento ha perso un
  importante possibilità con la legge n. 400 del 1988, che
  avrebbe dovuto essere una legge di rango costituzionale e non
  una legge ordinaria, facilmente aggirabile da parte dal
  Governo con il semplice strumento della decretazione.  Auspica
  quindi un atteggiamento più rigoroso da parte del Parlamento
  nell'esame di decreti-legge reiterati.
     Il deputato Daniela MAZZUCONI (Gruppo della DC) ritiene
  che i requisiti di necessità e di urgenza sussistano nel
  decreto in esame e annuncia quindi il voto favorevole del suo
  gruppo.  Tuttavia, sottolinea l'importanza di risolvere un nodo
  fondamentale; l'approvazione del nuovo ordinamento sulla
  finanza locale, in quanto decreti di questo tipo vengono
  emanati proprio perché il suddetto ordinamento ancora manca e
  per porre rimedio ai danni prodotti da decreti precedenti.
  Inoltre la reiterazione crea molti problemi agli enti locali
  che devono adottare nuovamente tutte le delibere già prese in
  base ai decreti decaduti, perché ritenute illegittime dalla
  maggior parte dei Coreco.
     Auspica infine che il ricorso al decreto-legge non rischi
  di stravolgere l'impianto della legge n. 142 del 1990.
     Il deputato Alfonsina RINALDI (Gruppo del PDS) annuncia il
  voto contrario del suo gruppo in nome dell'autonomia e della
  responsabilità delle amministrazioni locali, facendo presente
  altresì la necessità di rompere un ciclo di emergenza,
  all'insegna del centralismo.
     Il deputato Nicola SAVINO (Gruppo del PSI) esprime nel
  complesso un parere negativo sul provvedimento in esame poiché
  produce conseguenze negative specie per il Mezzogiorno.
  Infatti, il problema da risolvere nel meridione è di spese
  ordinarie e non straordinarie.  Mancano al Sud le strutture di
  base.  La Commissione di indagine sulla condizione giovanile,
  di cui è stato Presidente, ha appreso, ad esempio, che a
  Catania c'è una fortissima concentrazione di criminalità
  giovanile e ciò dimostra che al Sud, a differenza di quanto è
  avvenuto nel Nord Italia, non sono state create strutture
  adeguate per la formazione giovanile.
     Questo decreto cristallizza il divario tra nord e sud, per
  quanto riguarda le spese ordinarie basandosi sui dati
  dell'anno precedente aumentati del tasso di inflazione
 
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  programmato.  Tuttavia, allo stato attuale, non si può far
  altro che votare favorevolmente, con l'invito ai colleghi
  affinché si impegnino tutti per l'approvazione di una legge
  per la finanza locale che effettui una distribuzione equa
  delle risorse.  Annuncia quindi il voto favorevole del suo
  gruppo.
     Il deputato Enzo BIANCO (gruppo repubblicano) osserva che
  la vicenda di cui si discute è esemplare: il Parlamento in
  questo campo ha rinunciato a legiferare da quindici anni.  Nel
  decreto in esame certamente ci sono alcune norme di cui
  nessuno potrebbe ravvisare la necessità e l'urgenza.  Di altre,
  la decadenza determinerebbe una situazione drammatica per gli
  enti locali.  Pertanto annuncia il voto favorevole del suo
  gruppo, ma ritiene necessaria l'emanazione di una legge
  organica sulla finanza locale.
     Il deputato Francesco GIULIARI (Gruppo dei verdi) annuncia
  il voto contrario del suo gruppo perché è necessario porre un
  freno alla continua presentazione di questo tipo di decreti da
  parte del Governo.
     Il deputato Elio VITO (Gruppo federalista europeo) fa
  presente che le uniche ragioni addotte per sostenere la
  ricorrenza dei presupposti di necessità e di urgenza, sono da
  identificare nell'esistenza stessa del decreto, con un
  evidente inversione dell'ordine logico delle questioni da
  esaminare.  Pertanto annuncia il voto contrario del suo
  gruppo.
     Il deputato Luigi ROSSI (Gruppo della lega nord)
  innanzitutto pone la questione della legittimità
  costituzionale della reiterazione dei decreti, in ordine alla
  sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza.  Quindi fa
  presente che nonostante da anni si parli della necessità di
  una legge organica sulla finanza locale, si discute ancora su
  decreti del tipo di quello in esame.  Con l'auspicio che il
  Governo elabori una legge quadro sulla finanza locale,
  annuncia il voto favorevole del suo gruppo.
     Il deputato Mario BRUNETTI (Gruppo di rifondazione
  comunista) annuncia il voto contrario del suo gruppo perché
  non si può decidere sotto il ricatto delle cose; tanto più che
  alcuni articoli del decreto-legge contengono materia del tutto
  eterogenea rispetto all'oggetto proprio del decreto stesso.
  Occorre dare al Governo un chiaro segnale affinché modifichi
  il suo indirizzo.
     Il Sottosegretario di Stato per l'interno Franco FAUSTI,
  dopo aver rilevato la fondatezza delle osservazioni del
  Presidente Ciaffi sulla gravità e la complessità della
  situazione di fatto, fa presente che i trasferimenti di fondi
  agli enti locali vengono effettuati annualmente dopo
  l'approvazione della finanziaria ed il decreto in esame fissa
  la progressione triennale dell'incremento dei fondi.  Quindi
  non è vero che i comuni non hanno certezza sulle loro risorse,
  è vero però che non si è riusciti a costituire una fonte
  automatica di trasferimento annuale ai comuni ed è per questo
  che vengono emanati decreti del tipo in esame.  Osserva
  inoltre, che i comuni possono contare su una loro autonomia
  impositiva: ci sono infatti alcuni comuni che dispongono, per
  circa il settanta per cento, di quote di trasferimento e, per
  il resto, di fondi disponibili grazie al ricorso all'autonomia
  impositiva.  Altri comuni, invece, vivono soltanto di
  trasferimenti erariali perché non sfruttano gli strumenti
  impositivi di cui dispongono.  Il decreto in esame è pressoché
  identico al corrispondente decreto dell'anno scorso, salvo
  l'aumento degli stanziamenti, pari al tasso programmato di
  inflazione, in modo da assicurare la perequazione a tutti i
  livelli.  Senza dubbio la migliore soluzione sarebbe costituita
  da una riforma generale del settore.
     La Commissione esprime quindi parere favorevole circa
  l'esistenza dei requisiti di necessità e di urgenza di cui
  all'articolo 77 della Costituzione.
 
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