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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18617
SMC0015-0019
Bollettino Giunte e Commissioni n. 15 del 23 giugno 1992 - edizione definitiva - (SMC11-15)
(suddiviso in 21 Unità Documento)
Unità Documento n.19 (che inizia a pag.29 dello stampato)
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                  IX COMMISSIONE PERMANENTE
            (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
 
IN SEDE REFERENTE
C860. LAVCOMM
C860.
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 26 maggio 1992, n. 296, recante copertura dei disavanzi nel settore dei trasporti pubblici locali (860).
(Esame e conclusione).
Martedì 23 giugno 1992, ore 16,10. - Presidenza del Presidente Pasquale LAMORTE. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Giuseppe Santonastaso.
ZZSMC ZZRES ZZSMC230692 ZZSMC920623 ZZSMC000692 ZZSMC000092 ZZSMC15 ZZ11 ZZD ZZCN ZZC9 ZZRE ZZHH ZZII
     Il relatore Cesare CURSI (Gruppo della DC) osserva che il
  decreto-legge in esame reitera i precedenti analoghi
  decreti-legge 30 gennaio 1992, n. 42, e 26 marzo 1992, n. 242,
  decaduti per mancata conversione nel termine costituzionale.
  Esso riveste una grande importanza, stante il cospicuo
  disavanzo dei trasporti pubblici locali che ha ormai assunto
  la dimensione di una voragine, in particolare nelle aree
  metropolitane.  Sono noti i motivi per cui non si è pervenuti
  alla conversione dei precedenti decreti-legge, visto lo
  scioglimento anticipato delle Camere.
     Illustra quindi il merito del provvedimento, ricordando
  che l'articolo 1 prevede, al comma 1, la possibilità per le
  regioni e gli enti locali di contrarre mutui a copertura dei
  disavanzi di esercizio dei servizi di trasporto locale
  relativi all'anno 1991.  Con il comma 2, viene invece prevista
  l'assunzione a carico del bilancio dello Stato del 65 per
  cento degli oneri di ammortamento per capitali ed interessi
  dei mutui contratti e da contrarre.  Con il comma 3, viene
  limitata la contribuzione statale al tasso di interesse
  stabilito dal Ministro del tesoro, anche se i predetti mutui
  dovessero far riferimento a un interesse superiore.  Il comma 5
  prevede quindi un contributo di 105 miliardi di lire per la
  copertura dei disavanzi del 1991 delle aziende di trasporto
  che operano in regime di gestione governativa e in concessione
  di competenza statale; il comma 6 contiene poi disposizioni
  per far fronte all'onere derivante dall'applicazione del
  decreto.
     Raccomanda infine l'approvazione del provvedimento, dati i
  gravi problemi del settore che non può definirsi strettamente
  locale ma di interesse nazionale.
 
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     Il deputato Wilmer RONZANI (Gruppo del PDS) fa presente
  che non è stata perseguita né sussiste una politica del
  trasporto locale: pertanto o si cambia registro oppure si sarà
  costretti a operare ogni anno un ripiano dei disavanzi.
  Infatti proprio le grandi città sono strette nella morsa
  dell'esigenza di cambiare la politica dei trasporti.  Occorre
  pertanto procedere alla riforma della legge n. 151 del 1981, e
  la legge-quadro in materia di trasporti pubblici locali,
  fornendo certezze finanziarie per le aziende, le quali tra
  l'altro si trovano nella impossibilità di rinnovare il
  materiale circolante, ridotto allo stato di ferraglia.  Così si
  potrà ottenere il conseguimento di migliori politiche
  aziendali, come pure potrà essere assicurata la garanzia, da
  parte del Governo, di quei trasferimenti già promessi ma che
  non sono poi stati effettivamente realizzati.  Preannuncia
  quindi la presentazione di emendamenti: il primo, che prevede
  mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti; il secondo,
  che stabilisce mutui per la copertura dei disavanzi di
  esercizio relativi agli anni 1987-1990 anche nei casi in cui
  gli enti locali abbiano già dato copertura ai predetti
  disavanzi con risorse finanziarie a carico dei propri bilanci;
  il terzo che assegna alle regioni, con decreto del Ministro
  dei trasporti, di concerto con il Ministro del tesoro, 20
  miliardi destinati alla predisposizione dei mezzi pubblici che
  consentano l'accesso ai cittadini portatori di
  handicap.
     Il deputato Ugo BOGHETTA (Gruppo di rifondazione
  comunista) rileva una carente collegialità di decisioni
  all'interno del Governo, laddove da una parte si prevedono
  limitazioni del traffico privato urbano, e dall'altra non si
  potenziano adeguatamente i trasporti pubblici locali.  Quindi,
  non ci si deve stupire dei disavanzi nel settore dei trasporti
  pubblici locali che risultano, vista la situazione,
  inevitabili e determinano effetti negativi sia sulle finanze
  degli enti locali che in materia di tariffe.  Ritiene quindi
  che le misure previste dal decreto-legge non perseguano
  l'obiettivo del rafforzamento dei trasporti pubblici locali,
  anche perché si computano nei disavanzi gli oneri del
  contratto nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri; il
  decreto-legge determina infatti un effetto perverso alla luce
  del quale si puniscono i migliori e si premiano i peggiori.
  Sottolinea poi la mancata differenziazione tra le diverse
  esigenze dei piccoli comuni e quelle delle aree metropolitane
  come delimitate dalla legge n. 142 del 1990, auspicando in tal
  senso un miglioramento del testo del decreto-legge attraverso
  il recepimento di due suoi emendamenti, di cui preannuncia la
  presentazione, su tali questioni.
     Il deputato Altero MATTEOLI (Gruppo del MSI-destra
  nazionale) sottolinea l'anomala assenza del Governo il quale,
  pur essendo dimissionario, continua ad utilizzare lo strumento
  dei decreti-legge.  Quanto al provvedimento in esame, esso si
  commenta da solo perché da anni nel settore dei trasporti si
  procede con la reiterazione di provvedimenti d'urgenza.  Il
  Governo adduce a giustificazione del provvedimento in esame il
  clima di tensione sussistente in Campania: in realtà, il
  fenomeno è esteso su tutto il territorio nazionale.  La legge
  n. 151 del 1981 non è applicata e non si procede ad una sua
  riforma poiché manca la volontà politica di contrastare il
  clientelismo che va tutto a favore dei partiti politici.  Il
  comma 5 dell'articolo 1 del decreto-legge in esame fa
  riferimento ai bilanci consuntivi 1991 delle aziende per
  l'attribuzione del contributo straordinario di 105 miliardi,
  ma in realtà si procede sempre allo stesso modo quando si
  tratta di bilanci: si dichiara che tutto va male, non si
  conosce la destinazione finale dei fondi, ma si approvano i
  bilanci perché altrimenti non si ottengono le erogazioni dello
  Stato.  Stante tale situazione, dichiara la propria contrarietà
  al decreto-legge in esame.
     Il deputato Giacomo MACCHERONI (Gruppo del PSI) auspica
  una radicale riforma della politica dei trasporti, unitamente
  alla riforma della citata legge n. 151 del 1981.  Sottolinea
  poi la drammatica situazione in cui versano nel settore gli
 
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  enti locali e auspica politiche di governo e gestionali
  profondamente trasformate, sia nel settore delle merci come in
  quello della circolazione.  Il decreto-legge in esame ha la sua
  giustificazione nella forza maggiore dettata da tale
  drammatica situazione; con l'aupicio di una vera politica
  organica nel settore, si dichiara a favore del provvedimento
  in esame.
     Il deputato Roberto CASTELLI (Gruppo della lega nord)
  osserva che il decreto-legge in esame non pone alcuna via di
  uscita in quanto premia chi ha mal gestito la propria azienda.
  Certo, nessuna azienda di trasporto può operare in termini
  assoluti di mercato, proprio perché si tratta di una azienda
  di trasporto pubblico.  Tuttavia osserva che, se una certa
  aspettativa del passivo è implicita, vige sempre il principio
  del rapporto fra costi e ricavi.  In Germania, ad esempio, i
  profitti derivanti dagli introiti dell'utenza coprono il 63
  per cento dei costi, in Francia il 66 per cento, in Italia il
  30 per cento.  E in Italia, la percentuale è a Bergamo del 44
  per cento, a Milano del 30 per cento, a Napoli del 16 per
  cento, a Reggio Calabria del 12 per cento, a Palermo del 14
  per cento: il che significa che o gli utenti viaggiano gratis
  o sussiste qualche grave problema legato al clientelismo.
  L'esame del provvedimento è dunque un'occasione per meditare,
  e ad esso si dichiara contrario in quanto prevede una
  dissennata politica di spreco.  Annuncia quindi la
  presentazione di un emendamento per cui gli oneri di
  ammortamento per capitale ed interesse dei mutui contratti o
  da contrarre sono assunti nella misura del 65 per cento a
  carico del bilancio dello Stato sempre che i disavanzi di
  gestione delle aziende e servizi di trasporto individuale
  siano stati ridotti del 15 per cento per ciascuno degli anni
  dal 1987 al 1990 e del 20 per cento per l'anno 1991.
     Il deputato Rino PISCITELLO (Gruppo del movimento per la
  democrazia: la Rete) insiste sulla tardiva presenza del
  Governo e sul fatto che il decreto-legge premia chi ha mal
  gestito la propria azienda: invece che ripianare i disavanzi,
  esso dunque è destinato a squilibrarli.  Inoltre, utilizzando
  il meccanismo dell'emergenza perenne, una seria politica dei
  trasporti non verrà mai perseguita, come dimostra la vicenda
  relativa al disegno di legge presentato al Senato nella scorsa
  legislatura e intitolato originariamente "Legge-quadro per
  l'ordinamento, la ristrutturazione ed il potenziamento dei
  trasporti pubblici locali", poi ridenominato "Concorso dello
  Stato nel ripiano dei disavanzi delle aziende di trasporto
  pubbliche degli enti locali e delle regioni".  Si dichiara
  pertanto contrario al provvedimento in esame.
     Il deputato Sauro TURRONI (Gruppo dei verdi) sottolinea
  l'incapacità delle aziende di trasporto pubblico di ripianare
  i propri bilanci e l'impossibilità di pervenire ad un adeguato
  governo del territorio e ad un quadro organico che definisca
  un efficiente sistema di trasporti pubblici.  Mentre i
  provvedimenti recentemente approvati in materia di trasporti
  creano dissesti alla finanza pubblica e al territorio, si può
  affermare che a nessuno interessi il funzionamento dei
  trasporti pubblici e che a questo fine manchi una volontà
  politica; invece sarebbe necessario collegare la questione del
  trasporto con le altre tematiche concernenti gli agglomerati
  urbani.  Si dichiara quindi contrario al provvedimento in
  esame.
     Il relatore Cesare CURSI (Gruppo della DC), replicando, si
  dichiara d'accordo sulla necessità di una riforma della legge
  n. 151 del 1981.  Quanto alle critiche formulate sulla
  utilizzazione dello strumento del decreto-legge, osserva che
  se i decreti decadono, debbono comunque essere riproposti per
  regolare i rapporti giuridici pregressi.  Circa le esigenze
  espresse per le aree metropolitane, osserva che gli enti
  locali non hanno spesso voluto procedere fino in fondo su temi
  come la politica tariffaria e gli interventi finanziari
  mirati.
     Il sottosegretario di Stato per i trasporti Giuseppe
  SANTONASTASO, vista la prossima costituzione del nuovo
 
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  governo, si rimette alla replica del relatore che
  condivide.
     Il Presidente Pasquale LAMORTE avverte quindi che
  all'articolo 1 del decreto-legge sono stati presentati i
  seguenti emendamenti:
     Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
     1- bis.  In via prioritaria, i mutui sono contratti
  con la Cassa Depositi e Prestiti e con gli Istituti di
  previdenza in deroga al tetto previsto dall'articolo 14 del
  decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151, convertito, con
  modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 202, e anche in
  eccedenza al limite di indebitamento delle regioni e degli
  enti locali territoriali.
  1. 1.
  Solaroli, Angelini, Ronzani, Impegno, Biricotti
  Guerrieri.
       Sostituire il comma 2 con il seguente:
     2.  Gli oneri di ammortamento per capitale ed interessi dei
  mutui contratti o da contrarre, ai sensi degli articoli 2,
  commi 1 e 2 e 2- bis  del decreto-legge 31 ottobre 1990,
  n. 310, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
  1990, n. 403, nonché ai sensi del comma 1, dalle regioni a
  statuto ordinario e dagli enti locali inclusi nei rispettivi
  territori sono assunti nella misura del 65 per cento a carico
  del bilancio dello Stato, sempreché i disavanzi di gestione
  delle aziende e servizi di trasporto individuale alle lettere
  a, b  e  c  del comma 4 del decreto-legge 31 ottobre
  1990, n. 310, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
  dicembre 1990, n. 403, siano stati ridotti del 15 per cento
  per ciascuno degli anni dal 1987 al 1990 e del 20 per cento
  per l'anno 1991.
  1. 2.
                                  Castelli, Leoni, Michielon.
       Al comma 2 aggiungere, in fine, il seguente periodo:
  Tale misura è aumentata al 75 per cento per i capoluoghi delle
  aree metropolitane così come individuate dalla legge 8 giugno
  1990, n. 142.
  1. 3.
                                Boghetta, Fischetti, Caprili.
       Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
     3- bis.  I mutui per la copertura dei disavanzi di
  esercizio dei servizi di trasporto locale relativi agli anni
  1987-1990 possono essere contratti anche nei casi in cui gli
  enti locali, le loro aziende municipalizzate pluriservizio e
  le regioni abbiano già dato copertura, in tutto o in parte, ai
  predetti disavanzi con risorse finanziarie a carico dei propri
  bilanci.
  1. 4.
  Ronzani, Impegno, Angelini, Biricotti Guerrieri.
       Al comma 5 aggiungere, in fine, il seguente periodo:
  Dal computo dei disavanzi sono esclusi gli oneri del contratto
  nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri che verranno
  ripianati con altro provvedimento.
  1. 5.
                                Boghetta, Fischetti, Caprili.
       Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:
     5- bis.  Con decreto del Ministro dei trasporti, di
  concerto con il Ministro del tesoro, sentita la Conferenza
  permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
  province autonome di cui all'articolo 12 della legge 23 agosto
  1988, n. 400, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore
  della presente legge, è ripartito tra le regioni un contributo
  di lire 20 miliardi destinato alla predisposizione di mezzi
  pubblici che consentano l'accesso ai cittadini portatori di
  handicap.  Entro ulteriori 60 giorni, ciascuna regione,
  sentiti i comuni e le province interessati, provvede
  all'assegnazione della quota di detto contributo agli enti o
  alle aziende che esercitano il pubblico trasporto locale.
  All'onere derivante dal presente comma, pari a lire 20
  miliardi per l'anno 1992, si provvede mediante corrispondente
 
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  utilizzo dello stanziamento iscritto ai fini del bilancio
  triennale 1992-1994 al capitolo 9001 dello stato di previsione
  del Ministero del tesoro per l'anno 1992 all'uopo utilizzando
  l'accantonamento "Fondo per la dotazione dei mezzi pubblici di
  trasporto di sistemi che consentano l'accesso ai cittadini
  portatori di  handicap ".
  1. 6.
  Angelini, Ronzani, Solaroli, Impegno, Biricotti
  Guerrieri.
     Contrari relatore e Governo, la Commissione respinge
  l'emendamento Solaroli ed altri 1. 1.
     Dopo che il Presidente LAMORTE ha invitato i presentatori
  a ritirare l'emendamento Castelli ed altri 1. 2 per
  ripresentarlo nel corso del successivo esame del provvedimento
  da parte dell'Assemblea, ovvero riformularlo in quella sede
  come ordine del giorno, il deputato Roberto CASTELLI (Gruppo
  della lega nord) ritira il suo emendamento 1. 2.
     Contrari relatore e Governo, la Commissione respinge
  quindi l'emendamento Boghetta ed altri 1. 3.  Approva quindi,
  favorevoli relatore e Governo, l'emendamento Ronzani ed altri
  1. 4.
     Contrari relatore e Governo, la Commissione respinge
  quindi l'emendamento Boghetta ed altri 1. 5.  Approva poi,
  favorevoli relatore e Governo, l'emendamento Angelini ed altri
  1. 6.
     La Commissione delibera quindi di dare mandato al relatore
  di riferire in Assemblea in senso favorevole all'approvazione
  del disegno di legge, deliberando altresì di richiedere
  all'Assemblea l'autorizzazione a riferire oralmente.
     Il Presidente Pasquale LAMORTE si riserva la nomina dei
  componenti il Comitato dei nove sulla base delle designazioni
  dei gruppi.
 
DATA=920623 FASCID=SMC11-15 TIPOSTA=SMC LEGISL=11 NCOMM=09 SEDE=RE NSTA=0015 TOTPAG=0035 TOTDOC=0021 NDOC=0019 TIPDOC=B DOCTIT=0000 COMM=C9 D CN PAGINIZ=0029 RIGINIZ=001 PAGFIN=0033 RIGFIN=033 UPAG=NO PAGEIN=29 PAGEFIN=33 SORTRES=9206233 SORTDDL= FASCIDC=11SMC 00015 SORTNAV=59206230 00015 b00000 ZZSMC15 NDOC0019 TIPDOCB DOCTIT0019 NDOC0019



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