| La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Il relatore Enrico FERRI (gruppo del PSDI) sottolinea che
il decreto legge in esame, reiterato già per due volte,
risponde ad esigenze obiettive volte a rendere più efficiente
il personale degli uffici giudiziari, venendo così incontro
alle difficoltà in cui versa l'amministrazione giudiziaria in
relazione sia all'applicazione dal codice di procedura penale
che all'attuazione delle leggi concernenti l'istituzione del
giudica di pace e i provvedimenti di riforma del processo
civile.
Il provvedimento si propone, in particolare, una
integrazione del fondo per il miglioramento dell'efficienza
dei servizi del Ministero di grazia e giustizia al fine
dell'erogazione di compensi diretti a retribuire la maggiore
produttività, le turnazioni, l'assistenza al magistrato e la
reperibilità. Riconosce che il provvedimento ha carattere
parziale; tuttavia, ritiene che la conversione del
decreto-legge in esame possa rappresentare un primo passo per
risolvere i più complessi problemi della giustizia.
Il deputato Ombretta FUMAGALLI CARULLI (gruppo della DC)
concorda, a nome del suo gruppo, con le osservazioni del
relatore ritenendo in particolare giustificato il decreto
sotto il profilo dell'urgenza. Si tratta di un provvedimento
senza dubbio di portata modesta ma, tuttavia, significativo
alla luce di una nuova e maggiore attenzione ai problemi
organizzativi del Ministero di grazia e giustizia; ritiene che
in questo settore vi siano spazi per una regolamentazione più
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dettagliata, ad esempio per quanto riguarda il regime
dell'incompatibilità dei magistrati.
Il deputato Raffaele MASTRANTUONO (gruppo del PSI) dopo
essersi augurato che quanto prima, una volta formatosi il
nuovo Governo, possa aver luogo una audizione del Ministro sui
problemi del settore della giustizia, osserva che il
provvedimento in esame appare lineare, traducendosi in effetti
nell'attuazione di alcuni istituti già previsti nel contratto
collettivo di lavoro; la copertura finanziaria identificata
nel decreto-legge appare inoltre idonea per assicurare la
funzionalità dei servizi. Nell'esprimere un parere favorevole
sul provvedimento, preannuncia la presentazione di alcuni
emendamenti volti ad ampliarne il contenuto in direzione di
altri settori del personale della giustizia.
Il deputato Marco TARADASH (gruppo federalista europeo)
ritiene pregiudizialmenteche il provvedimento in esame appaia
del tutto sproporzionato rispetto ai più ampi e complessi
problemi della giustizia; non è certo un segnale positivo
iniziare l'attività della legislatura con l'esame di un
decreto-legge dai contenuti estremamente riduttivi.
Il deputato Carlo PALERMO (gruppo del movimento per la
democrazia: la Rete) si dichiara poco convinto dell'utilità di
procedere mediante decreto-legge su una materia sin qui
regolata da una legge ordinaria; a ciò si aggiunga che appare
senza dubbio discutibile la sussistenza del requisito
dell'urgenza.
Nel merito, non può non osservare che, con il
provvedimento in esame, si addiviene ad una contrazione degli
stanziamenti previsti nella legge n. 342 del 1990,
proponendosi inoltre di dare una risposta identica ad esigenze
non attuali e ad esigenze, invece, immediate la cui urgenza
appare pertanto sottostimata; tutto ciò evidenzia un contrasto
tra la finalità del decreto-legge e le necessità obiettive del
personale.
Critica inoltre il fatto che quello in esame altro non sia
che un provvedimento "a pioggia", non contribuendo così, nei
fatti, a rendere possibili interventi più incisivi. Non
condivide infine l'estensione dei compensi, prevista
dall'articolo 2, alla categoria dirigenziale.
Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
nazionale) sottolinea in primo luogo che il provvedimento in
esame produrrà di fatto i suoi primi effetti soltanto nel
1993, mentre nell'immediato non si registreranno vantaggi di
rilievo. Gli incentivi previsti potranno essere senza dubbio
utili anche se deve notare che manca - come in altri settori
dell'amministrazione - un controllo efficace sulla
produttività.
Nel ribadire le sue perplessità in ordine all'assenza del
carattere di urgenza del provvedimento, lo ritiene tuttavia un
segnale utile di attenzione ai problemi del mondo dalla
giustizia; per questi motivi preannuncia l'astensione del suo
gruppo.
Il deputato Giovanni CORRENTI (gruppo del PDS) evidenzia
il carattere disorganico del decreto-legge in esame che non
coglie quelli che sono i nodi centrali del mondo della
giustizia. Appare inoltre del tutto trascurato un giudizio
sulla produttività della cosiddetta azienda giustizia. Per
questi motivi preannuncia, a nome del suo gruppo, una
comprensiva e non reiterabile astensione.
Il deputato Marcello LAZZATI (gruppo della lega nord)
sottolinea la contraddittorietà tra le finalità del
decreto-legge ed il contenuto concreto del provvedimento che
distribuisce finanziamenti in modo frammentario rendendo così
impossibile risolvere i veri problemi della giustizia.
Pertanto, essendo questa la logica del provvedimento, il suo
gruppo presenterà un emendamento volto a ripartire il fondo
per il miglioramento dell'efficienza dei servizi soltanto a
quegli uffici giudiziari che si saranno particolarmente
distinti per la quantità del lavoro svolto e per i risultati
raggiunti.
Il deputato Nicola COLAIANNI (gruppo del PDS) ritiene che
il provvedimento in esame non possa trascurare il personale
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impegnato nel settore penitenziario; occorre pertanto che il
decreto-legge si apra a quelle che sono le esigenze impellenti
del mondo della giustizia. Parallelamente, sarebbe opportuno
accentuare la risposta ai problemi derivanti dall'applicazione
del codice di procedura penale rispetto a quelli derivanti
dalla riforma del processo civile considerato che questi
ultimi hanno, allo stato, un diverso e minore impatto.
Sui temi qui richiamati si riserva di presentare in Aula
appositi emendamenti.
Il Presidente Benedetto Vincenzo NICOTRA condivide
l'opportunità di una rapida conversione del decreto-legge in
esame anche se è consapevole che non mancano le richieste per
una allargamento della sua disciplina anche ad altri settori,
come ad esempio il personale penitenziario. D'altra parte,
occorre considerare che, in caso di mancata conversione in
legge del provvedimento, si verrebbero a vanificare tutte le
disposizioni già operanti.
Nessun altro chiedendo di parlare, si passa quindi alle
repliche.
Il relatore Enrico FERRI (gruppo del PSDI), replicando
osserva che il dibattito svoltosi riflette il malessere
esistente nel settore della giustizia che ha fin qui sofferto
della mancanza di una chiara volontà politica di rispondere
alle esigenze di efficienza. Ribadisce comunque la necessità
di una rapida conversione del decreto-legge in esame, per
quanto esso abbia una portata limitata. E' inoltre del parere
che la produttività nel settore della giustizia non si possa
misurare soltanto dalla quantità dei procedimenti e, del
resto, il decreto-legge appare già garantire sulla base di
parametri oggettivi il perseguimento della produttività.
Nell'esprimere il suo apprezzamento a tutto il personale
della giustizia che svolge il suo lavoro, non da ora, con
spirito di responsabilità, preannuncia la presentazione di un
emendamento volto a prevedere l'adeguamento automatico
dell'indennità giudiziaria che risponde senza dubbio alle
esigenze recate dal decreto-legge in esame.
Il sottosegretario di Stato per la grazia e la giustizia
Giovanni Silvestro COCO ricorda che il tema della
provvisorietà dell'iniziativa governativa sul tema della
giustizia è stato più volte posto in rilievo dal Parlamento
nel corso della precedente legislatura. Peraltro, se condivide
a titolo personale la necessità di pervenire ad una maggiore
programmazione, evidentemente impegni di tal genere non
possono essere assunti da un Governo dimissionario. Nel
sottolineare l'urgenza del decreto-legge, invita a ritirare
gli emendamenti preannunciati anche in considerazione della
necessità di assicurare stabilità a rapporti già operanti.
Il Presidente Benedetto Vincenzo NICOTRA avverte che sono
stati presentati i seguenti emendamenti riferiti agli articoli
del decreto-legge:
Sostituire gli articoli 1, 2, 3 e 4 con il
seguente:
1. E' istituita una sezione speciale, nell'ambito del
fondo per il miglioramento dell'efficienza dei servizi,
diretta a premiare la maggiore produttività di quegli uffici
che, per la quantità del lavoro svolto nonché per la rilevanza
sociale della loro azione, con speciale riguardo alla tutela
della pubblica amministrazione e al corretto rapporto tra
privati e pubblica amministrazione, abbiano contribuito al
prestigio della giustizia e alla maggiore tutela delle risorse
dei cittadini.
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, in
propri decreti, le occorrenti variazione di bilancio.
1. 1.
Lazzati, Bertotti, Grassi, Mancini.
All'articolo 1 dopo la parola: "reperibilità"
aggiungere le seguenti: "e ancora la presenza negli
istituti di pena di personale non destinatario dell'articolo
40 della legge 15 dicembre 1990, n. 395".
1. 2.
Mastrantuono, Fumagalli Carulli.
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Dopo l'articolo 3 aggiungere il seguente:
Art. 3- bis.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 della legge
22 giugno 1988, n. 221, vanno interpretate nel senso che
all'indennità dalle stesse prevista si applica la disciplina
di cui all'articolo 3, secondo comma della legge 19 febbraio
1981, n. 27, modificata a far data dal 1^ gennaio 1992
dall'articolo 8, comma 3 della legge 30 dicembre 1991, n.
412.
3. 01.
Il relatore.
Dopo l'articolo 3 aggiungere il seguente:
Art. 3- bis.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 della legge
22 giugno 1988, n. 221, vanno interpretate nel senso che
all'indennità dalle stesse prevista si applica la disciplina
di cui all'articolo 3, secondo comma della legge 19 febbraio
1981, n. 27, modificata a far data dal 1^ gennaio 1992
dall'articolo 8, comma 3 della legge 30 dicembre 1991, n.
412.
3. 02.
Fumagalli Carulli, Mastrantuono.
Dopo l'articolo 3 aggiungere il seguente:
Art. 3- bis.
1. Le disposizioni di cui all'articolo 4- bis del
decreto-legge 28 agosto 1987, n. 356, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1987, n. 436, si
applicano con decorrenza dal 1^ gennaio 1992 anche al
personale direttivo e dirigenziale delle cancellerie e
segreterie giudiziarie.
2. Al maggior onere derivante dalla disposizione di cui al
precedente comma, dell'importo di lire 6.157.831.766, si
provvede per ciascuno degli anni 1992 e 1993 mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini
del bilancio triennale 1991-1993, al capitolo 6856 dello stato
di previsione del Ministero del tesoro, all'uopo parzialmente
utilizzando l'accantonamento "Interventi vari in favore della
giustizia".
3. 03.
Mastrantuono, Fumagalli Carulli.
Il deputato Marco TARADASH (gruppo federalista europeo),
non condividendo le finalità dell'emendamento presentato dal
relatore, preannuncia il voto negativo sul provvedimento.
Il deputato Alfonso MARTUCCI (gruppo liberale) invita al
ritiro degli emendamenti presentati ed auspica una
approvazione del testo senza modifiche.
Il deputato Gianfranco ANEDDA (gruppo del MSI-destra
nazionale) annuncia la sua astensione sul provvedimento ed il
voto contrario sugli emendamenti presentati, ritenendo
ingiusto attribuire l'indennità di rischio a tutti i
funzionari e nella convinzione che il personale penitenziario,
data anche la particolarità del servizio reso, abbisogni di
una regolamentazione a parte.
Il Presidente Benedetto Vincenzo NICOTRA, stante anche
l'imminenza di votazioni in Assemblea, invita i presentatori a
valutare l'opportunità di ritirare gli emendamenti presentati
per ripresentarli, eventualmente, in Assemblea dove potranno
essere oggetto di una discussione più approfondita; in
particolare l'emendamento Lazzati 1.1 potrebbe essere
utilmente trasformato in un ordine del giorno.
Dopo che i presentatori, aderendo all'invito del
Presidente, hanno ritirato i loro emendamenti con riserva di
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ripresentazione in Aula, la Commissione delibera quindi di
conferire al relatore mandato di riferire favorevolmente
all'Assemblea sul provvedimento, nonché di richiedere che il
relatore medesimo si autorizzato a riferire oralmente.
Il Presidente Benedetto Vincenzo NICOTRA si riserva la
nomina dei componenti del Comitato dei nove sulla base delle
designazioni dei gruppi.
La seduta termina alle 10,30.
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