Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18717
SMA0009-0086
Resoconto Sommario n. 9 del 24 giugno 1992 (SMA11-9)
(suddiviso in 102 Unità Documento)
Unità Documento n.86 (che inizia a pag.17 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.74)
SVOLGIMENTO: 2 - 00078; 2 - 00079; 2 - 00080; 2 - 00081; 2 - 00082; 2 - 00083; 2 - 00084; 2 - 00085; 2 - 00086; 2 - 00089; 2 - 00090; 2 - 00091; 2 - 00092; 3 - 00105.
...SVOLGIMENTO: 2 - 00078; 2 - 00079; 2 - 00080; 2 - 00081; 2 - 00082; 2 - 00083; 2 - 00084; 2 - 00085; 2 - 00086; 2 - 00089; 2 - 00090; 2 - 00091; 2 - 00092; 3 - 00105.
GIULIO ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei ministri. ZZGOV GOVERNO
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO
ZZSMA ZZRES ZZSMA240692 ZZSMA920624 ZZSMA000692 ZZSMA000092 ZZSMA9 ZZ11
    GIULIO ANDREOTTI,  Presidente del Consiglio dei
  ministri,  rispondendo anche all'interrogazione Bruni n.
  3-00105  (vedi l'allegato A),  sottolinea l'importanza di
  questa occasione per fare il punto della situazione alla
  vigilia dell'imminente vertice di Lisbona.
    Il Governo avverte con la stessa responsabilità molte delle
  preoccupazioni qui manifestate anche alla luce dell'esito del
  referendum danese e con riferimento ad alcuni temi da sempre
  oggetto di grande attenzione da parte italiana.
    L'Italia si è sempre mossa con spirito pionieristico nel
  processo di costruzione europea, spesso nel tentativo di
  vincere resistenze di altri paesi: si ricordino il referendum
  del giugno 1989, nonché la possibilità data ai cittadini dei
  paesi della Comunità di candidarsi in Italia in occasione
  delle elezioni per il Parlamento europeo.
    Gli ostacoli odierni, del resto, non derivano dalla volontà
  di andare al di là delle previsioni del trattato di
  Maastricht, bensì, al contrario, da resistenze su alcune sue
  clausole.  Lo stesso voto negativo danese può probabilmente
  essere interpretato come espressione di contrarietà al
  passaggio di alcune competenze dal Parlamento nazionale a
  quello europeo.
    Il cammino dell'Europa ha bisogno di un grande impulso;
  l'auspicio è che la
 
                              Pag. 18
 
  convinzione dei rappresentanti al Parlamento europeo possa
  trasfondersi nei Parlamenti nazionali.
    Il Consiglio europeo di Lisbona avrà luogo in un momento
  cruciale per l'integrazione europea, nel quale occorre evitare
  il diffondersi dell'impressione di uno scollamento fra le
  opinioni pubbliche nazionali e l'opera dei rispettivi Governi.
    Conviene sull'opportunità di procedere rapidamente alla
  ratifica del trattato di Maastricht, anche per sostenere
  quella che ritiene sia la maggioranza in Francia.  La
  Costituzione non prevede per tale atto un voto a maggioranza
  qualificata, ed esclude il ricorso allo strumento
  referendario; d'altro canto la convergenza manifestata dalle
  forze politiche è alquanto ampia.
    Nei suoi tre anni di attività il Governo, seguendo le
  indicazioni del Parlamento, ha sviluppato un'intensa azione
  volta da un lato a contribure alla costruzione dell'Europa
  unita, dall'altro a rimuovere gli ostacoli all'ingresso a
  pieno titolo dell'Italia nella Comunità.
    L'azione svolta sul piano internazionale ha avuto il
  principale obiettivo di favorire l'integrazione economica e
  politica dei paesi europei, svolgendo un ruolo attivo nei
  passaggi negoziali che hanno posto le basi per il trattato di
  Maastricht.  Questo, indubbiamente, non realizza compiutamente
  un disegno federale.  Tuttavia rappresenta un adeguato punto di
  partenza per ulteriori progressi in un processo che non può e
  non deve conoscere interruzioni.
    Nel gennaio del 1990 si è realizzato l'ingresso della
  nostra moneta nella banda stretta di oscillazione del sistema
  monetario europeo.  Questo significa che la nostra economia si
  dirige sempre più nell'area delle economie europee più
  avanzate.
    Anche la nuova disciplina sulle SIM, sull' insider
  trading,   sulle OPA e l'approvazione della legge
  anti- trust  sono state al riguardo molto importanti e
  l'attuazione delle direttive comunitarie ha caratterizzato
  positivamente l'azione politico-governativa in Italia negli
  ultimi tempi.
    La strada tracciata dal trattato di Maastricht è una strada
  obbligata che l'Europa ed i singoli Stati devono percorrere se
  vogliono affrontare coerentemente le esigenze della nuova
  realtà europea.  Al Consiglio europeo di Lisbona l'Italia
  porterà avanti questa linea: rinegoziare il trattato
  equivarrebbe a rimetterlo interamente in gioco.
    La realizzazione del trattato di Maastricht è poi
  strettamente connessa con l'integrazione economica europea.
  Portare avanti con decisione questo processo aiuterà anche la
  Danimarca a rivedere la sua posizione.  Se ciò, alla fine, non
  avvenisse, si imporrebbe la scelta dolorosa di procedere
  nell'integrazione anche in assenza di uno degli Stati membri.
    Le proposte intese ad un aumento progressivo delle spese
  comunitarie e ad una corrispondente modifica nella struttura
  delle entrate.  Vanno esaminate con molta attenzione, pur se è
  vero che alla maggiore coesione che si richiede devono
  corrispondere mezzi economici adeguati.  A tal fine può essere
  accettabile anche una correzione della chiave di ripartizione
  nelle entrate, ma va messa immediatamente allo studio una
  quinta "risorsa propria" a carattere fiscale.  E' necessario
  beneficiare i paesi meno prosperi, non quelli che già godono
  di buone condizioni economiche.  Ci si attende dunque al
  Consiglio europeo di Lisbona una dichiarazione che riaffermi
  l'esigenza di adeguamento delle spese comunitarie previo un
  accordo sulla sua entità e sui meccanismi delle risorse
  proprie, senza dimenticare la primaria finalità della
  perequazione sociale.
    In secondo luogo, al vertice di Lisbona dovrà essere
  compiuta una verifica sulla sussistenza delle condizioni
  politico-economiche per un ampliamento della Comunità, nella
  consapevolezza che tale prospettiva renderà necessari
  complessi adattamenti istituzionali.  Con i paesi le cui
  condizioni politiche ed economiche non consentono l'adesione
  alla Comunità in tempi brevi vanno comunque sviluppate più
  strette relazioni di associazione.
    Il Consiglio europeo di Lisbona offrirà poi l'occasione di
  svolgere le comuni
 
                              Pag. 19
 
  valutazioni dei Dodici sulla realtà internazionale.  In
  particolare verrà esaminato il processo di pace in Medio
  Oriente e la situazione nell'ex Iugoslavia.  Le difficoltà
  indubbiamente sono enormi ma la Comunità europea e le Nazioni
  Unite non possono dichiarasi impotenti di fronte ad esse.
    Sui temi internazionali i ministri degli esteri della
  Comunità hanno avuto modo di confrontare le reciproche
  posizioni e punti di vista.  La cooperazione politica impone
  oggi che la Comunità divenga unione e si avvii verso una
  comune politica estera, di sicurezza e di difesa.
    Il negoziato sulla politica agricola comune è poi un altro
  punto molto importante, non ancora del tutto soddisfacente.  Ad
  esempio l'Italia è l'unico paese in cui il rapporto tra quota
  di autoapprovvigionamento e consumo di latte è fermo al 50 per
  cento.  Questo è stato dovuto ad una iniziale sottostima della
  situazione italiana, che deve essere riconsiderata.
    Questi i temi più importanti su cui si concentrerà
  l'attenzione al Congresso europeo di Lisbona nell'augurio che
  i Dodici riescano a trovare accordi in grado di accendere
  l'entusiasmo dell'opinione pubblica.
    La strada intrapresa con il trattato di Maastricht è un
  patrimonio da salvaguardare e sviluppare  (Applausi dei
  deputati dei gruppi della DC, del PSI e Liberale).
 
DATA=920624 FASCID=SMA11-9 TIPOSTA=SMA LEGISL=11 NCOMM= SEDE= NSTA=0009 TOTPAG=0024 TOTDOC=0102 NDOC=0086 TIPDOC=O DOCTIT=0074 COMM= PAGINIZ=0017 RIGINIZ=050 PAGFIN=0019 RIGFIN=024 UPAG=NO PAGEIN=17 PAGEFIN=19 SORTRES=9206243 SORTDDL= FASCIDC=11SMA 00009 SORTNAV=59206242 00009 100000 ZZSMA9 NDOC0086 TIPDOCO DOCTIT0074 NDOC0074



Ritorna al menu della banca dati