Banche dati professionali (ex 3270)
Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18719
SMA0009-0088
Resoconto Sommario n. 9 del 24 giugno 1992 (SMA11-9)
(suddiviso in 102 Unità Documento)
Unità Documento n.88 (che inizia a pag.19 dello stampato)
(il TITOLO si trova nell'Unità Documento n.74)
SVOLGIMENTO: 2 - 00078; 2 - 00079; 2 - 00080; 2 - 00081; 2 - 00082; 2 - 00083; 2 - 00084; 2 - 00085; 2 - 00086; 2 - 00089; 2 - 00090; 2 - 00091; 2 - 00092; 3 - 00105.
...SVOLGIMENTO: 2 - 00078; 2 - 00079; 2 - 00080; 2 - 00081; 2 - 00082; 2 - 00083; 2 - 00084; 2 - 00085; 2 - 00086; 2 - 00089; 2 - 00090; 2 - 00091; 2 - 00092; 3 - 00105.
ALFREDO REICHLIN.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVANO LABRIOLA
ZZSMA ZZRES ZZSMA240692 ZZSMA920624 ZZSMA000692 ZZSMA000092 ZZSMA9 ZZ11
    ALFREDO REICHLIN,  replicando per l'interpellanza
  Ciabarri n. 2-00079, osserva che l'unificazione europea pone
  scelte economiche e politiche di grande portata che
  richiederebbero un ben più ampio dibattito.  Non ha apprezzato
  la risposta dell'onorevole Andreotti, Presidente, del resto,
  di un Governo che non c'è più.
    Occorre salvare in qualche modo il processo di
  unificazione: il gruppo del PDS è contrario alla
  rinegoziazione del trattato di Maastricht, che non è in sé un
  programma ma fissa alcuni vincoli di risanamento.  Tali
  obiettivi - lo ricorda - sono peraltro raggiungibili anche
  senza farsi strangolare dalle politiche monetarie!
    Non si comprometta il processo di unificazione europea, il
  cui insuccesso avrebbe conseguenze drammatiche, specie per le
  deboli forze progressite dell'Est.  Si prendano piuttosto le
  decisioni necessarie, precise e univoche, affinché non si
  determini il consolidarsi del pericoloso "nocciolo duro"
  franco-tedesco.
    Ricorda che se l'Italia ha bisogno dell'Europa, è vero che
  anche l'Europa ha forte bisogno dell'Italia: che non sia
  dunque l'Italia a costituire la tragica causa dello sfaldarsi
  dell'Europa!
    Si proceda dunque ad un vero risanamento, ma senza farlo
  gravare sulle classi più deboli, come è stato fatto finora
  affidandosi unicamente alla Banca d'Italia: politiche
  restrittive indiscriminate, quali l'aumento della pressione
  fiscale, non servono di certo.
    Sono venuti al pettine i nodi strutturali causati da scelte
  errate: è necessaria una equa e incisiva ridistribuzione delle
  risorse, che finalmente freni gli interessi
 
                              Pag. 20
 
  speculativi, un recupero dell'efficienza complessiva, che
  elimini clientele e parassitismo; la formazione, infine, di un
  Governo che ponga le condizioni di una nuova coesione
  nazionale.  Occorre un nuovo patto con l'Italia che produce:
  l'unificazione monetaria, in assenza di altre convergenze
  reali, (quale una idonea politica sociale) può rivelarsi una
  rischiosa illusione.
    L'italia deve assumersi la responsabilità di impedire che
  le aree deboli dell'Europa siano affidate a politiche
  monetarie o agli illusori vantaggi di un minor costo del
  lavoro: il caso della Germania orientale dovrebbe costituire
  un esempio lampante dei rischi che corre il Mezzogiorno.
    La costruzione europea non può più, dunque, essere affidata
  alle banche centrali: bisogna invece colmare il deficit di
  democrazia, far convergere le iniziative del Parlamento
  italiano e di quello europeo, porre le basi di nuove politiche
  sociali e strutturali, e costurire una comune politica estera
  fondata sulla solidarietà.  (Applausi dei deputati del
  gruppo del PDS).
 
DATA=920624 FASCID=SMA11-9 TIPOSTA=SMA LEGISL=11 NCOMM= SEDE= NSTA=0009 TOTPAG=0024 TOTDOC=0102 NDOC=0088 TIPDOC=O DOCTIT=0074 COMM= PAGINIZ=0019 RIGINIZ=041 PAGFIN=0020 RIGFIN=020 UPAG=NO PAGEIN=19 PAGEFIN=20 SORTRES=9206243 SORTDDL= FASCIDC=11SMA 00009 SORTNAV=59206242 00009 100000 ZZSMA9 NDOC0088 TIPDOCO DOCTIT0074 NDOC0074



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