| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri, per conoscere - premesso che:
il Trattato firmato a Maastricht dai dodici Stati membri
della CEE è un compromesso ben lontano dall'obiettivo di
Unione europea di tipo federale auspicata dalla maggioranza
dei popoli europei;
le decisioni prese a Maastricht testimoniano il ritorno ad
una dimensione intergovernativa della politica europea, che
potrebbe consacrare la prevalenza degli interessi nazionali
rispetto al progetto originario di una evoluzione graduale
della CEE verso una unione di tipo federale, a favore della
quale, anche attraverso il conferimento di un "mandato
costituente" al Parlamento europeo, si è espresso, nel giugno
1989, circa il 90 per cento dei cittadini italiani;
l'assenza di una reale volontà politica da parte dei Dodici
di marcare una tappa significativa verso una unione federale
rappresenta una battuta d'arresto del processo di integrazione
democratica europea, restando ben vivi i rischi della
dissoluzione della CEE stessa in un vasto mercato senza
frontiere o il blocco completo del funzionamento delle sue
istituzioni -:
quali misure si intendano prendere per superare i gravi
limiti imposti dal Trattato di Maastricht, soprattutto per
quanto riguarda:
1) l'assenza di una struttura istituzionale unitaria per
tutti i settori di competenza comunitaria e per la sua azione
internazionale;
2) l'efficacia ed il carattere democratico del sistema
comunitario, ed in particolare i poteri legislativi e di
controllo del Parlamento europeo;
3) l'attribuzione al Parlamento europeo del mandato di
redigere un progetto di costituzione da sottoporre alla
ratifica dei parlamenti nazionali entro il 1996, sulla base
dei testi che saranno preparati dal Parlamento europeo prima
delle prossime elezioni europee;
quali iniziative, soprattutto dopo la conclusione della
Conferenza ONU di Rio de Janeiro su ambiente e sviluppo, il
Governo intenda assumere per porre la politica ambientale al
centro, e non ai margini, dell'impegno europeo in campo
economico, politico e sociale;
quale giudizio il Governo dia a seguito del referendum
danese e in coincidenza con le troppe voci che vorrebbero
l'Italia approfittare della crisi nel processo di unione per
diluire o allontanare le decisive scadenze economiche e
finanziarie che vedono il nostro paese sempre più
drammaticamente impreparato a causa delle inadempienze e degli
errori della politica governativa;
se non si ritenga necessario, intervenendo in tal senso nel
Consiglio europeo di Lisbona, convocare una nuova conferenza
intergovernativa per il 1993, in modo da ratificare un nuovo
Trattato
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prima delle elezioni europee del 1994, tenuto conto anche del
risultato del referendum svoltosi in Danimarca e Irlanda.
(2-00080)
"De Benetti, Rutelli, Apuzzo, Bettin, Boato, Crippa,
Giuliari, Leccese, Mattioli, Paissan, Pecoraro Scanio,
Pieroni, Pratesi, Ronchi, Scalia, Turroni".
(18 giugno 1992).
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