| Il sottoscritto chiede di interpellare il Governo, per sapere
- premesso che:
le conclusioni del Consiglio europeo di Maastricht,
svoltosi dal 7 al 12 novembre 1991, confermano la volontà
completa di accelerare il progetto di unificazione europea,
sia sul piano politico che su quello economico, finanziario e
produttivo;
è in preparazione il vertice europeo di Lisbona;
il documento votato all'unanimità a Maastricht, pur con
alcune riserve non solo formali, configura comunque una
piattaforma validissima per gli ulteriori negoziati da
esaurirsi entro limiti di tempo precisi ed inderogabili;
il Consiglio europeo di Maastricht è un preciso polo di
riferimento per l'avvio del progetto di struttura
federalistica europea oltre che per una mutua cooperazione a
tutti i livelli e, quindi, per l'ulteriore ampliamento, già in
atto, della CEE, prefigurato com'è alla costruzione - dopo gli
eventi dell'Est - della "casa comune" europea dagli Urali
all'Atlantico;
i princìpi unanimemente concordati tra gli Stati aventi
diritto sono i più idonei per equilibrare, gradualmente, gli
interessi politici, economici, sociali presenti all'interno
degli Stati europei;
le basi di partenza sono già operanti sia in seno al
Parlamento europeo che negli organi di riferimento per le
attività comunitarie presso gli Stati nazionali membri;
è necessaria l'istituzione e l'entrata in funzione di un
"polo europeo" strettamente collegato con quello americano
(nell'ambito del sistema democratico occidentale) inteso a
rafforzare la stabilità e l'evoluzione del pianeta;
gli Accordi di Maastricht rappresentano finora uno dei
maggiori contributi al progressivo superamento degli egoismi
nazionalistici, tuttora vivissimi -:
1) quando si porranno in atto tutte le procedure necessarie
- a livello CEE ed a livello internazionale - per superare
ogni stralcio o ritardo nell'attuazione delle decisioni di
Maastricht, in seguito all'atteggiamento contrario assunto
dalla Danimarca nonostante il preventivo assenso del Governo
danese ai deliberati del convegno del 7 dicembre 1991;
2) in relazione al vertice europeo di Lisbona, quali passi
siano stati già intrapresi, o lo saranno in seguito, per
superare l'ostacolo della decisione danese e raggiungere gli
scopi surriferiti;
3) quali misure il Governo intenda adottare per impedire -
in accordo con gli altri membri che rifiutano il
"pronunciamento" danese - che si blocchino i risultati finora
faticosamente raggiunti a Maastricht;
4) se non ritenga necessario e urgente studiare e proporre
in sede comunitaria misure cautelative per evitare che, in
seguito, possano verificarsi altri inconvenienti e blocchi del
genere di quelli provocati, inopinatamente, dal referendum
danese;
5) quali strumenti diplomatici e legislativi il Governo
intenda usare in vista delle decisioni del vertice europeo di
Lisbona.
(2-00081)"Luigi Rossi".
(18 giugno 1992).
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