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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18740
ALA0009-0007
Allegato A n. 9 del 24 giugno 1992 (ALA11-9)
(suddiviso in 45 Unità Documento)
Unità Documento n.7 (che inizia a pag.176 dello stampato)
Garavini 2 - 00082. TESTIASS
...INTERPELLANZE
Pag. 176 Garavini 2 - 00082.
ZZALA ZZRES ZZALA240692 ZZALA920624 ZZALA000692 ZZALA000092 ZZALA9 ZZ11 ZZTX
  I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del
  Consiglio dei ministri e il ministro degli affari esteri, per
  sapere - premesso che:
    il 25-26 giugno prossimi si terrà a Lisbona il Consiglio
  europeo, che dovrà affrontare i temi concernenti l'attuazione
  del Trattato di Maastricht;
    tale Trattato è oggetto in tutta Europa di una vivace e
  democratica discussione che ha visto per esempio le
  popolazioni di Danimarca ed Irlanda esprimersi attraverso un
  referendum popolare;
    il "no" danese pone problemi di illegittimità di tale
  processo e richiede una rinegoziazione del Trattato stesso;
    in particolare appaiono del tutto insoddisfacenti quei
  punti che riguardano il controllo democratico esercitato
  sull'esecutivo, sia da parte dei parlamenti nazionali che di
  quello europeo;
    al Parlamento europeo non è attribuito alcun potere
  costituente così da restare nei fatti solo una struttura
  simbolica priva di reali poteri.  Di contro si accentrano e si
  accentuano, al di fuori dei controlli democratici, i poteri
  delle strutture esecutive;
    insoddisfacente è anche la politica sociale prevista dal
  Trattato.  Il processo di unità europea non può essere legato
  solo ad un più funzionale ruolo del mercato capitalistico ma
  deve porsi i problemi prioritari della ripartizione equa della
  ricchezza, di una riconversione ecologica dell'economia, di
  politiche di solidarietà sociale verso i soggetti più deboli,
  di estensione dei diritti dei lavoratori e di un radicale e
  diverso rapporto, non più basato sulla rapina delle risorse e
  sullo scambio ineguale, con i paesi in via di sviluppo;
    in particolare non esistono norme chiare nel Trattato in
  merito alla necessità che la unificazione delle legislazioni
  ambientali e sociali sia parificata, accogliendo le norme più
  avanzate presenti in materia nei singoli Stati della comunità;
    le politiche sull'immigrazione non possono vedere l'Europa,
  in attuazione delle disposizioni repressive e di chiusura
  siglate a Trevi e a Schengen, ergersi in una sorta di
  fortilizio armato contro i popoli del Sud del mondo;
    al centro della discussione a Lisbona sarà inoltre la
  politica europea di sicurezza, con i tentativi di rilanciare
  la UEO come braccio europeo della NATO o, in alternativa, di
  puntare sull'armata francotedesca.  L'Europa dovrebbe invece
  operare per attuare un vasto e radicale processo di disarmo e
  di smilitarizzazione del continente -:
    se il Governo italiano non ritenga indifferibile ed
  irrinunciabile porre il problema della rinegoziazione del
  Trattato di Maastricht, alla luce anche della bocciatura del
  referendum danese e, più in generale, delle critiche levatesi
  da più parti sul deficit  democratico e sociale del Trattato
  stesso;
    se non intenda sottoporre la ratifica del Trattato a
  referendum popolare, aprendo in tutto il Paese una discussione
  vasta e democratica sui destini dell'unità europea;
    se non ritenga di dover richiedere un'anticipazione della
  conferenza intergovernativa prevista per il 1994 proprio per
  rinegoziare i contenuti del Trattato;
    se non intenda ispirare la politica della sicurezza europea
  al ripudio della guerra sancito solennemente dall'articolo 11
  della nostra Costituzione, arrivando a richiedere: il ritiro
  dall'Europa di tutte le truppe straniere; la
  denuclearizzazione del continente; la riduzione delle spese
  militari e della consistenza degli eserciti; lo scioglimento
  della UEO e dell'armata franco-tedesca; l'apertura di una
  nuova politica della sicurezza basata sulla cooperazione e la
  solidarietà tra i popoli;
    se non intenda proporre la revisione degli Accordi di
  Schengen e Trevi, non potendosi affrontare il problema
  dell'immigrazione e dei diritti degli immigrati con leggi e
  comportamenti di polizia;
 
                              Pag. 177
 
    se non intenda proporre, in materia di politiche sociali e
  ambientali, che l'unificazione delle varie legislazioni
  avvenga prendendo le parti più avanzate attualmente presenti
  nei singoli Stati della Comunità;
    se non intenda proporre una sospensiva di 24 mesi sulla
  libera circolazione delle opere d'arte di proprietà privata,
  al fine d'impedirne la dispersione fuori dal territorio
  nazionale e permettendo, in tal modo, al Ministero per i beni
  culturali e ambientali di completare la pre-catalogazione
  delle suddette opere;
    se non ritenga irrinunciabile dare al Parlamento europeo
  effettivi poteri di controllo e di indirizzo, rafforzando più
  in generale le strutture democratiche ed elettive.
  (2-00082)
  "Garavini, Manisco, Russo Spena, De Pasquale, Melandri,
  Caprili, Lucio Magri, Dorigo, Ramon Mantovani, Crucianelli,
  Vendola, Mita".
  (18 giugno 1992).
 
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