| I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri e il ministro degli affari esteri, per
sapere - premesso che:
il 25-26 giugno prossimi si terrà a Lisbona il Consiglio
europeo, che dovrà affrontare i temi concernenti l'attuazione
del Trattato di Maastricht;
tale Trattato è oggetto in tutta Europa di una vivace e
democratica discussione che ha visto per esempio le
popolazioni di Danimarca ed Irlanda esprimersi attraverso un
referendum popolare;
il "no" danese pone problemi di illegittimità di tale
processo e richiede una rinegoziazione del Trattato stesso;
in particolare appaiono del tutto insoddisfacenti quei
punti che riguardano il controllo democratico esercitato
sull'esecutivo, sia da parte dei parlamenti nazionali che di
quello europeo;
al Parlamento europeo non è attribuito alcun potere
costituente così da restare nei fatti solo una struttura
simbolica priva di reali poteri. Di contro si accentrano e si
accentuano, al di fuori dei controlli democratici, i poteri
delle strutture esecutive;
insoddisfacente è anche la politica sociale prevista dal
Trattato. Il processo di unità europea non può essere legato
solo ad un più funzionale ruolo del mercato capitalistico ma
deve porsi i problemi prioritari della ripartizione equa della
ricchezza, di una riconversione ecologica dell'economia, di
politiche di solidarietà sociale verso i soggetti più deboli,
di estensione dei diritti dei lavoratori e di un radicale e
diverso rapporto, non più basato sulla rapina delle risorse e
sullo scambio ineguale, con i paesi in via di sviluppo;
in particolare non esistono norme chiare nel Trattato in
merito alla necessità che la unificazione delle legislazioni
ambientali e sociali sia parificata, accogliendo le norme più
avanzate presenti in materia nei singoli Stati della comunità;
le politiche sull'immigrazione non possono vedere l'Europa,
in attuazione delle disposizioni repressive e di chiusura
siglate a Trevi e a Schengen, ergersi in una sorta di
fortilizio armato contro i popoli del Sud del mondo;
al centro della discussione a Lisbona sarà inoltre la
politica europea di sicurezza, con i tentativi di rilanciare
la UEO come braccio europeo della NATO o, in alternativa, di
puntare sull'armata francotedesca. L'Europa dovrebbe invece
operare per attuare un vasto e radicale processo di disarmo e
di smilitarizzazione del continente -:
se il Governo italiano non ritenga indifferibile ed
irrinunciabile porre il problema della rinegoziazione del
Trattato di Maastricht, alla luce anche della bocciatura del
referendum danese e, più in generale, delle critiche levatesi
da più parti sul deficit democratico e sociale del Trattato
stesso;
se non intenda sottoporre la ratifica del Trattato a
referendum popolare, aprendo in tutto il Paese una discussione
vasta e democratica sui destini dell'unità europea;
se non ritenga di dover richiedere un'anticipazione della
conferenza intergovernativa prevista per il 1994 proprio per
rinegoziare i contenuti del Trattato;
se non intenda ispirare la politica della sicurezza europea
al ripudio della guerra sancito solennemente dall'articolo 11
della nostra Costituzione, arrivando a richiedere: il ritiro
dall'Europa di tutte le truppe straniere; la
denuclearizzazione del continente; la riduzione delle spese
militari e della consistenza degli eserciti; lo scioglimento
della UEO e dell'armata franco-tedesca; l'apertura di una
nuova politica della sicurezza basata sulla cooperazione e la
solidarietà tra i popoli;
se non intenda proporre la revisione degli Accordi di
Schengen e Trevi, non potendosi affrontare il problema
dell'immigrazione e dei diritti degli immigrati con leggi e
comportamenti di polizia;
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se non intenda proporre, in materia di politiche sociali e
ambientali, che l'unificazione delle varie legislazioni
avvenga prendendo le parti più avanzate attualmente presenti
nei singoli Stati della Comunità;
se non intenda proporre una sospensiva di 24 mesi sulla
libera circolazione delle opere d'arte di proprietà privata,
al fine d'impedirne la dispersione fuori dal territorio
nazionale e permettendo, in tal modo, al Ministero per i beni
culturali e ambientali di completare la pre-catalogazione
delle suddette opere;
se non ritenga irrinunciabile dare al Parlamento europeo
effettivi poteri di controllo e di indirizzo, rafforzando più
in generale le strutture democratiche ed elettive.
(2-00082)
"Garavini, Manisco, Russo Spena, De Pasquale, Melandri,
Caprili, Lucio Magri, Dorigo, Ramon Mantovani, Crucianelli,
Vendola, Mita".
(18 giugno 1992).
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