| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri ed il ministro degli affari esteri, per
conoscere - premesso che:
nella imminente riunione del Consiglio europeo, a Lisbona,
i Dodici dovranno pronunciarsi, tra l'altro, sugli effetti che
l'esito del referendum popolare sul Trattato di Maastricht,
svoltosi in Danimarca il 5 giugno, proietta sull'intero
edificio dell'Unione economica e monetaria europea, sulle sue
tappe e sugli strumenti che erano già stati definiti in vista
del suo conseguimento;
si tratta quindi di un appuntamento importante, dal quale
dovranno emergere decisioni di grande rilievo, sulle quali
purtroppo l'opinione pubblica di numerosi paesi della CEE
torna in queste settimane a conoscere divisioni e polemiche
che sembravano appartenere al passato;
in Italia, a differenza di quanto avviene in altri Paesi,
non si registrano espliciti contrasti tra le maggiori forze
politiche sull'obiettivo dell'Unione europea; tuttavia -
dietro questo consenso di principio - non sembra esistere una
sufficiente consapevolezza dell'urgenza con la quale occorre
intraprendere l'azione di risanamento finanziario, necessaria
a consentire la partecipazione italiana all'Unione economica e
monetaria nei termini previsti dal Trattato di Maastricht, né
il consenso politico necessario a realizzarla -:
quali siano la posizione e le iniziative che l'Italia
intende svolgere nel vertice di Lisbona per dare concreta
realizzazione agli obiettivi del Trattato di Maastricht, non
solo rispetto al caso danese, ma soprattutto sul versante
dell'effettiva disponibilità di tutti gli altri paesi membri
ad attivare concretamente i meccanismi di convergenza
economica e finanziaria nei tempi previsti dal Trattato
stesso.
(2-00083)
"Gorgoni, Pellicanò, Del Pennino, Guglielmo Castagnetti,
Sbarbati Carletti, Adolfo Battaglia, Enzo Bianco, Ravaglia".
(18 giugno 1992).
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