| I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
il vertice europeo di Lisbona dovrà affrontare innanzitutto
il problema derivante dai risultati del referendum sul
Trattato di Maastricht in Danimarca e la conseguente
impossibilità di considerare allo stato tuttora valido, per
sé, il disposto complessivo ivi contenuto;
il voto negativo espresso in Danimarca ha innanzitutto
sanzionato il deficit democratico delle procedure e delle
istituzioni previste dal Trattato di Maastricht, condannando
il metodo esclusivamente intergovernativo che è stato
privilegiato per l'esame delle questioni più rilevanti,
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ad esclusione quindi non solo del Parlamento europeo
ma anche dei parlamenti nazionali e dunque, in definitiva,
dell'insieme dei cittadini;
occorre dunque che sia immediatamente corretto il tiro
affinché si cerchi di far compiere alla Comunità quel salto di
qualità in grado di sormontare, senza eluderle, le difficoltà
attuali e proporre un progetto di Trattato modificato in
maniera tale da consentire una nuova delibera da parte della
Danimarca;
il Governo arriva all'appuntamento di Lisbona senza un
adeguato indirizzo di fronte a ciò che si è determinato nelle
ultime settimane, ed anzi costretto a richiedere di riaprire
il negoziato sul settore agricolo laddove questo poteva essere
stato risolto precedentemente;
occorre ripercorrere la via indicata dalle Camere in
precedenti delibere e confermata dal referendum consultivo del
giugno 1989, al fine di anticipare quegli aggiustamenti al
Trattato di Maastricht previsti solo per il 1996 -:
se non ritenga che l'Italia debba farsi promotrice di
un'iniziativa, al vertice di Lisbona, volta a far precedere il
Trattato di Maastricht da un preambolo nel quale si riconosca
il deficit democratico esistente e si prevedano concrete
misure per ridurlo: e ciò sia attraverso una modifica dei
meccanismi decisionali, sia attraverso un maggior
coinvolgimento del Parlamento europeo e dei parlamenti
nazionali;
se non ritenga il Governo che questo possa costituire una
forma di revisione del Trattato sufficientemente significativa
per consentire la riapertura delle procedure necessarie per la
ratifica, nell'insieme, dei paesi attualmente membri della
Comunità;
se non ritenga che in mancanza di una iniziativa di tale
natura si vada o ad una posizione di stallo priva di sbocchi
politicamente validi, anche se magari corretti sul piano
giuridico, ovvero al tentativo di sottrarre al contenuto del
Trattato quei pochi elementi di sovranazionalità e di genuina
integrazione che vi sono contenuti;
se non ritenga opportuno sollevare il problema della
fissazione delle sedi dell'Agenzia europea dell'ambiente, che
da tre anni attende una decisione in tal senso da parte dei
governi dei Dodici per poter iniziare la sua attività;
quali siano i suoi intendimenti riguardo al "Pacchetto
Delors 2", che, preconizzando un diverso metodo per le entrate
comunitarie e una nuova ripartizione di spesa, pone l'Italia
fra i primi contributori netti del bilancio CEE;
quali siano gli atteggiamenti del Governo nei confronti
della nomina del presidente della Commissione, atto previsto
per il vertice di Lisbona.
(2-00084)
"Pannella, Cicciomessere, Bonino, Elio Vito, Taradash,
Rapagnà".
(18 giugno 1992).
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