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Testi integrali degli Atti Parlamentari della XI Legislatura

Documento


18744
ALA0009-0011
Allegato A n. 9 del 24 giugno 1992 (ALA11-9)
(suddiviso in 45 Unità Documento)
Unità Documento n.11 (che inizia a pag.179 dello stampato)
Tremaglia 2 - 00086. TESTIASS
...INTERPELLANZE
Tremaglia 2 - 00086.
ZZALA ZZRES ZZALA240692 ZZALA920624 ZZALA000692 ZZALA000092 ZZALA9 ZZ11 ZZTX
  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del
  Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
    la vocazione del Movimento sociale italiano per la
  costruzione dell'Europa ha trovato coerente iniziativa nella
  votazione di tutti gli strumenti europeistici, dal Trattato di
  Roma allo SME, superando posizioni del tutto insufficienti, ma
  ricercando uno sviluppo per poter ottenere una funzione e un
  ruolo europeo in un nuovo ordine che sino ad oggi è mancato.
    Il Movimento sociale italiano ha sempre auspicato una
  Comunità europea pilota della integrazione e delle necessarie
  aggregazioni, rafforzando i legami interni, attraverso il
  completamento del Mercato unico e dell'Unione economica e
  monetaria; ha richiesto revisioni istituzionali per poteri più
  incisivi alla Commissione esecutiva e al Parlamento europeo e
  una proiezione politica diversa in correlazione alle mutate
  condizioni dell'Europa orientale e alle nuove strategie.
    Ricordando sempre che il traguardo della unione politica
  deve raggiungersi attraverso una confederazione delle Nazioni
  europee, perché mai come oggi le vicende del nostro continente
  passano attraverso il rispetto e la esaltazione della Storia,
  delle tradizioni e delle nazionalità, così come attraverso il
  coordinamento degli interessi economici, sociali e finanziari
  dei singoli paesi europei.
    L'attuazione di tali finalità si persegue tenendo conto dei
  nuovi confini, delle nuove realtà e delle aspirazioni di tutti
  i popoli nel rivedere i trattati a loro imposti e recuperare
  la propria sovranità e indipendenza, in modo da giungere agli
  appuntamenti definitivi europei nelle condizioni di parità;
  riconfermando l'indispensabile quadro della Conferenza per la
  sicurezza e la cooperazione in Europa; insistendo nella
  validità delle già sperimentate forme di associazioni
  regionali con convenzioni speciali e per iniziative tra i
  paesi dell'Europa occidentale e i paesi dell'Europa
  centro-orientale.
    Sempre sul piano istituzionale, il Movimento sociale
  italiano ha posto il problema di rivedere i poteri legislativi
  e di controllo della Commissione esecutiva e del Parlamento
  europeo in una riforma delle istituzioni comunitarie che deve
  essere capace di interpretare le trasformazioni in atto, per
  uno sviluppo giusto ed equilibrato del mercato interno e della
  unione economica e monetaria, con particolare attenzione al
  quadro sociale.  Il Movimento sociale italiano ha altresì
  prospettato un  memorandum  contenente strategie e
  iniziative per attuare la volontà espressa dai cittadini
  italiani, attraverso il referendum di indirizzo, anche per una
  comune politica estera europea, per introdurre il voto di
  maggioranza nelle elezioni del Presidente del Consiglio, per
  prevedere una intesa associativa con i paesi dell'EFTA, per
  fissare i princìpi al fine di realizzare uno spazio giuridico
  europeo, basato sulla democrazia rappresentativa e
  partecipativa, così come sul riconoscimento delle identità
  nazionali, con forme più intense di collaborazione culturale,
  economica e scientifica e per valorizzare, in questo quadro,
  il Consiglio d'Europa e l'UEO, anche per ripristinare una vera
  Comunità europea della difesa.
    Questi, per accenni, sono stati gli inviti e le prese di
  posizione del Movimento sociale italiano, che costituiscono
  una premessa indispensabile per evidenziare i problemi, molto
  complessi, che abbiamo prima di giungere alla ratifica da
  parte italiana del Trattato di Maastricht; cosicché gli
  interpellanti intendono porre alcuni punti di riflessione e
  alcune domande
 
                              Pag. 180
 
  al Governo italiano sulla linea che intende perseguire
  per poter raggiungere l'obiettivo dell'Europa unita -:
    1) poiché l'Italia è stata più volte denunciata e
  condannata dalla Comunità europea di fronte all'immenso debito
  pubblico, è stata altresì ritenuta, da una inchiesta del
  Parlamento europeo "culla del crimine", e la Comunità ha posto
  un  ultimatum  all'Italia, quali siano i provvedimenti di
  fondo che l'Italia intende prendere per porsi sullo stesso
  piano con gli altri paesi europei.  Questa situazione danneggia
  pesantemente il popolo italiano, conduce a delle gravi
  responsabilità del Governo ed incide su quello che è
  l'avvenire stesso della Nazione italiana nel confronto con gli
  altri popoli europei.  Sempre per colpa del Governo giungiamo
  assolutamente impreparati a questo appuntamento europeo;
    2) quali siano le riforme ed il rinnovamento istituzionale
  che il Governo italiano intende proporre al sistema
  partitocratico per poter rendere la Nazione italiana, pronta
  con una partecipazione diretta delle categorie, ad affrontare,
  sullo stesso piano delle altre Nazioni, i grandi problemi che
  vengono posti dal Trattato di Maastricht;
    3) se questioni di emergenza facciano sorgere problemi non
  risolti e che colpiscono gli interessi degli italiani.
    Gli interpellanti desiderano una risposta dal Governo:
    ai problemi della riforma agricola comunitaria, per il
  sacrificio denunciato di 800.000 aziende agricole su un totale
  di un milione di imprese;
    ai problemi della integrazione economica, con riferimento
  ai sacrifici che riguardano i lavoratori.  In particolare per
  l'occupazione vi è da valutare quanto si va creando ai confini
  degli Stati membri per le nuove realtà economiche e regionali
  che "saltano" le frontiere degli stessi Stati, raccomandando
  ai governi nazionali di evitare che tali trasversalità
  regionali degradino in un disfacimento territoriale nazionale;
    ai problemi della cittadinanza europea e quella
  dell'accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive; la
  fase dell'integrale trasferimento della sovranità monetaria e
  la prevista creazione di un unico istituto di emissione porta
  ad una conseguente sottrazione ai governi nazionali di gran
  parte degli strumenti classici della moneta e dell'economia;
    ai rischi di incontrollabilità sulle decisioni che dovrebbe
  prendere la Banca centrale europea, tali da poter creare una
  oligarchia finanziaria europea, le cui decisioni non passino
  all'indispensabile vaglio di un controllo politico e popolare.
    Gli interpellanti chiedono altresì al Governo di rispondere
  su un punto fondamentale, che è quello della devoluzione di
  competenze, dal piano nazionale a quello europeo, in settori
  basilari, quali la moneta, la sicurezza interna, la politica
  estera e la difesa.
    Chiedono che vi sia una riflessione e una risposta sulle
  domande che sono state precedentemente poste: e cioè se il
  Governo ritenga che vi debba essere una revisione
  costituzionale prima della ratifica, per salvaguardare la
  nostra identità e sovranità nazionale;
    deve altresì dire il Governo se, dopo la bocciatura del
  Trattato di Maastricht decisa dal referendum in Danimarca, si
  possa continuare il percorso a Undici, ricercando soluzioni
  nuove ed adeguate, o se occorra rinegoziare il Trattato.
    Gli interpellanti chiedono infine se non sia
  indispensabile, come essi ritengono e chiedono, di fronte alla
  prospettiva di eventi così importanti che decidono sul nostro
  futuro, quali il Trattato di Maastricht, indire un referendum
  popolare di consultazione per far sì che al momento della
  ratifica il Governo abbia
 
                              Pag. 181
 
  il parere e l'indirizzo che proviene dal popolo sovrano.
  (2-00086)
  "Tremaglia, Fini, Tatarella, Abbatangelo, Agostinacchio,
  Anedda, Berselli, Buontempo, Butti, Caradonna, Cellai, Gaetano
  Colucci, Conti, Gasparri, Ignazio La Russa, Lo Porto,
  Maceratini, Marenco, Martinat, Massano, Matteoli, Mussolini,
  Nania, Parigi, Parlato, Pasetto, Patarino, Poli Bortone,
  Rositani, Servello, Sospiri, Tassi, Trantino, Valensise".
  (18 giugno 1992).
 
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